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A Highland Song Recensione

A Highland Song Recensione: un viaggio tra i paesaggi scozzesi

Su Nintendo Switch e PC arriva A Highland Song, un'avventura esplorativa alla scoperta delle bellezze della Scozia

Non ho mai visto il mare. Sono quindici anni che vivo con mia madre nelle Highlands scozzesi e mi chiedo se avrò mai un’occasione per lasciare queste terre. Cosa c’è oltre quelle colline e quelle montagne innevate che vedo in lontananza? Ho ricevuto una lettera da mio zio Hamish che mi chiede di incontrarlo sulla costa: lì troverò un faro e se riuscirò ad arrivare in tempo, anche una meravigliosa sorpresa. Non so se me la sento di partire, visti i pericoli che mi separano dall’obiettivo ma una voce dentro di me mi invita a scappare. Preparo il mio zaino. “Ciao mamma, spero che riuscirai a comprendermi“.

Così si apre A Highland Song, la nuova avventura narrativa in 2.5D dello studio di sviluppo inkle e disponibile dal 5 Dicembre su Nintendo Switch e PC. Sappiamo poco o nulla della giovane Moira e sul suo passato. Tuttavia, è sufficiente un semplice invito per metterci in marcia affamati di conoscenza e con una gran voglia di abbandonarci alla natura.

Lunga vita alle Highlands scozzesi

Basta poco per innamorarsi di A Highland Song: dalle canzoni che ci accompagnano in questo viaggio, realizzate da Laurence Chapman insieme a due note band Folk Scozzesi, Talisk e Fourth Moon, ai paesaggi interamente disegnati a mano. L’opera di inkle trasuda amore e passione per la Scozia: è impossibile non rimanere ammaliati dai panorami che dipingono lo schermo della Switch tanto che più e più volte ho pensato di prenotare per quest’estate un viaggetto alla scoperta delle Highlands.

Il comparto artistico e quello musicale, dunque, si fanno forza l’un l’altro e, insieme a quello narrativo (gli incontri con gli NPC, leggere e ascoltare i racconti sul folclore scozzese, chiedersi cosa si scoprirà una volta raggiunto il faro, hanno mantenuto sempre alta la mia attenzione), riescono a spronare il giocatore ad arrampicarsi fino alle vette, apparentemente inaccessibili, delle montagne e fondamentali per capire come e dove muoversi: non abbiamo una cartina a disposizione, solamente appunti abbandonati che raccoglieremo durante il nostro peregrinare che possono segnalare scorciatoie altrimenti invisibili all’occhio umano. Ciononostante, non è stato per nulla facile intuire quale fosse la corretta via da seguire.

A Highland Song Recensione 1

Da una parte, infatti, A Highland Song riesce efficacemente a trasmetterti l’idea di essere alla mercé della natura e dell’imprevedibilità delle condizioni atmosferiche: facile correre quando il sole brilla alto nel cielo; più difficile, invece, quando piove o nevica perché vedi Moira in difficoltà e vorresti fermarti per ripararti dal freddo – la sensazione di gelo rompe lo schermo del mio device Nintendo facendomi soffrire insieme alla ragazza – ma sai anche che bisogna continuare a camminare se si vuol raggiungere il faro. La fatica è tanta ma come è capitato anche con il recente Jusant (qui la recensione di Jusant), voglio sapere ciò che troverò una volta giunto a destinazione.

Dall’altra, a livello di gameplay puro, ho notato che spesso non avevo la più pallida idea di quale fosse il giusto percorso da prendere sia per via di scenari che talvolta tendono ad assomigliarsi fra loro, sia per un 2.5D che non rende sempre chiaro il passaggio da una strada a un’altra. Non mi è stato d’aiuto neppure allontanare la visuale da Moira per provare ad avere un’idea di dove mi collocassi in quel momento perché non si ha una visione completa della montagna da scalare. Sono arrivato al faro con diversi giorni di ritardo e soddisfatto solo a metà: nonostante il successo, il fatto di essermi smarrito più e più volte, mi ha lasciato l’amaro in bocca.

Buona la seconda

Come per ogni esploratore che decide di affrontare più volte lo stesso tragitto, gli itinerari vanno studiati e ben approfonditi: la prima volta magari serviranno diverse ore per tagliare il ‘traguardo’ – io ne ho impiegate circa quattro per vedere i titoli di coda – ma una volta conosciuti i punti di riferimento attraverso i quali orientarsi tra le montagne, risulterà più facile individuare la direzione giusta anche perché ritroviamo i sentieri già battuti nella try precedente. E così sono partito ancora con Moira alla volta della costa, zaino sulle spalle, pronto ad ammirare nuovamente gli scorci di A Highland Song, senza l’ansia di avere i giorni contati ma con una gran voglia di scoprire il segreto di Hamish.

A Highland Song Recensione 2

I miei dubbi legati all’esplorazione che ho segnalato nel precedente paragrafo sono rimasti invariati ma dinanzi alla potenza dei panorami, delle musiche e di una protagonista affamata di scoprire il mondo che si estende per migliaia e migliaia di chilometri davanti ai suoi occhi, tutto passa in secondo piano. Alla fine, sono riuscito a vedere in tempo il faro, con un sorriso a trentadue denti di pura felicità che segnava il mio viso. Questo è ciò che conta e le difficoltà che ho incontrato nel cammino sono rimaste indietro, congelate tra le cime innevate delle Highlands.

8/10

Andrea Baiocco

Amo la birra, il basket e i videogiochi. Sogno un'Ipa al pub con Kratos e una scampagnata con Nathan Drake. Scrivo su Lascimmiapensa e su Everyeye mentre provo a parlare su Freaking News.

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