Agatha All Along Recensione: la Marvel si fa strega, ed è una delizia
La Saga del Multiverso del MCU ha significato per il franchise dei Marvel Studios diversificazione e sperimentazione, e dopo l’esuberanza metacinematografica e parodistica del più recente film Deadpool e Wolverine di Shawn Levi (se ve la siete persa, ecco la recensione di Deadpool & Wolverine), sulla piattaforma di streaming on demand Disney+ arriva la nuova serie televisiva Agatha All Along, che più diversa dal film con Ryan Reynolds e Hugh Jackman non potrebbe essere.
Grazie all’acclamata autrice Jac Schaeffer, creatrice, showrunner, sceneggiatrice di tutte le puntate e regista del primo episodio di questa nuova serie targata MCU, torniamo nel mondo stravagante e stregonesco di WandaVision, di cui la nuova serie è a tutti gli effetti un sequel-spinoff dedicato alla strega malvagia Agatha Harkness, ancora interpretata da Kathryn Hahn insieme a un cast di new entry che include anche Joe Locke, Sasheer Zamata, Ali Ahn e Maria Dizzia (menzione a parte per Aubrey Plaza, che ruba la scena nei panni della strega Rio).
Agatha All Along: tra il Mago di Oz e Hocus Pocus
Ambientata tre anni dopo gli eventi di WandaVision e del film Doctor Strange nel Multiverso della Follia di Sam Raimi, Agatha All Along vede la protagonista Agatha priva del libro dei morti Darkhold. Per recuperare il suo potere, sarà costretta a creare una nuova congrega e viaggiare così verso la Strada delle Streghe, un piano astrale della realtà (se vogliamo, un’altra ‘stanza’ nell’infinito corridoio del Multiverso) che, come un dungeon nei videogame, premierà chi riuscirà ad arrivare alla fine con ‘tutto ciò che desidera’.
La Marvel torna quindi alle atmosfere occulte di Licantropus e Moon Knight, con elementi horror e sovrannaturali – sempre entro i confini del PG-13, che però Jac Schaeffer è bravissima a piegare a proprio piacimento per non rinunciare a trovate visive che raggiungono il livello di inquietudine dei momenti più inquietanti di Buffy l’ammazzavampiri – mescolati ai toni di commedia tipici delle produzioni targate Kevin Feige.

Le caratteristiche sperimentali di WandaVision, che era anche un meta-viaggio attraverso la storia e le epoche del piccolo schermo, tornano anche in Agatha con nuovi approcci legati soprattutto alle scenografie, ai costumi e alla rilettura dei cliché del piccolo schermo (ma non possiamo fare spoiler), per un mix che insieme dà vita ad una delle serie più sorprendenti dei Marvel Studios, capace di andare ben oltre il solito pubblico amante dei supereroi. Chi ama Il Mago di Oz e Hocus Pocus, non potrà resistere ad Agatha All Along.
Lascia un commento