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Asura Netflix

Asura Recensione: la serie tv Netflix di Hirokazu Koreeda

Abbiamo visto in anteprima Asura, serie tv Netflix del regista Palma d'oro Hirokazu Koreeda: la recensione.

Probabilmente Hirokazu Koreeda non vedeva l’ora di ritrovarsi tra le mani un progetto del genere: la forma dello streaming, sette episodi da un’ora per un’unica storia-flusso come un lungometraggio-fiume, a disposizione del contenuto del romanzo ‘Ashura no Gotoku’ di Kuniko Mukoda (in passato già portato sul piccolo schermo con una miniserie televisiva della NHK uscita nel 1979 e poi sul grande schermo con il film di Yoshimitsu Morita del 2003: durata 135 minuti).

E così la storia delle quattro sorelle protagoniste, della famiglia da cui provengono e che compongono e delle famiglie che hanno creato (o che stanno cercando di creare) a loro volta, e forse anche di un’altra famiglia di cui non avevano mai sospettato l’esistenza ma che in realtà è sempre stata segretamente collegata alla loro, per il regista di Still walking e Broker diventa il testo perfetto per calarsi in quella quotidianità familiare ad altezza tatami che il suo cinema ha sempre privilegiato.

La “Famiglia” secondo Koreeda

Per Koreeda del resto è sempre Un affare di famiglia, dove famiglia diventa non solo una comunità ma l’essenza stessa dell’esistenza: le vicinanze, le passioni, i segreti, le invidie, i conflitti, l’unione, la distanza, il cercarsi, il non cercarsi, il dimenticare e il non dimenticare, il ricordarsi.

Ed è così che guardare Asura vuol dire entrare a far parte di una famiglia, e grazie al racconto ampliato dello streaming imparare a conoscerne i componenti da un solo sguardo, da un solo gesto, da ciò che non dicono piuttosto che da quello che dicono, dal come si esprimono piuttosto che da ciò che esprimono.

Asura Serie TV

Un ritratto di sorelle con tempesta, per parafrasare un altro famoso film di famiglie del regista, che dieci anni esatti dopo Little sister torna nel microcosmo femminile per partire da esso e arrivare in ogni dove, con momenti di grande umanesimo, battute folgoranti e un sottile strato di commedia che non abbandona neppure i momenti più cupi. Se serie tv come Asura non sono il motivo per cui lo streaming dovrebbe esistere, allora forse lo streaming non dovrebbe esistere: dal 9 gennaio su Netflix.

Matteo Regoli

critica i film, poi gli chiede scusa si occupa di cinema, e ne è costantemente occupato è convinto che nello schermo, a contare davvero, siano le immagini porta avanti con poca costanza Fatti di Cinema, blog personale

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