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Baldur's Gate 3 Recensione

Baldur’s Gate 3 Recensione: il GDR dell’anno arriva su Xbox Series X/S

Dopo mesi di attesa, anche gli utenti Xbox Series X/S possono iniziare la loro campagna su Baldur's Gate 3: la recensione del gioco dell'anno

È difficile se non addirittura impossibile aggiungere qualcosa di nuovo a tutto quello che è già stato detto o scritto da qualsiasi sito specializzato in Italia e nel mondo su Baldur’s Gate 3 nel corso di questi mesi. Il GDR di Larian Studios, trasposizione digitale di Dungeons & Dragons, è davvero incredibile per estensione del mondo di gioco, per narrativa, per regia e interpretazione dei personaggi, per libertà di approccio al gameplay…potrei continuare all’infinito. Tuttavia, nonostante questa consapevolezza, la mia mente ha continuato a macinare pensieri.

Alla fine, per celebrare l’arrivo di Baldur’s Gate 3 su Xbox Series X/S, ho pensato ad uno scritto incentrato su una delle innumerevoli esperienze che ho vissuto dopo la creazione del mio Guerriero Asgaroth (qui, a proposito, la Guida alle classi di Baldur’s Gate 3). Voglio raccontarvi del momento esatto in cui è sbocciato l’amore con il gioco (senza fare spoiler), quando sono rimasto per la prima volta ingenuamente a bocca aperta pensando “adesso sì che ci siamo“. E, badate bene, non sarà chissà quale momento game changer anzi, proprio qui sta il bello: è nella semplicità che Baldur’s Gate 3 mi ha stupito come solo Disco Elysium – per rimanere nel genere – oppure Elden Ring (qui ci arriviamo nell’ultimissimo paragrafo) erano riusciti a fare.

Baldur’s Gate 3, il trailer Xbox Series X/S

Alla scoperta di Baldur’s Gate 3

C’è un elemento che più di ogni altro mi ha conquistato in Baldur’s Gate 3, il senso di scoperta: perdersi nella mappa del primo atto è stato il miglior errore che potessi commettere perché ogni interazione, ogni piccola deviazione dal percorso principale riesce ad aggiungere qualcosa in più all’avventura, che sia una breve chiacchierata oppure un’interazione con il mondo di gioco (qui trovate 5 Consigli per iniziare la vostra campagna di Baldur’s Gate 3). E così le quest iniziano ad accumularsi una dietro l’altra: senza fare distinzioni tra principali e secondarie, mi tuffo a bomba nell’avventura

Non ho fretta, non voglio avere fretta, perché tutto deve essere portato a compimento con la calma necessaria a leggere ogni singola linea di dialogo dell’opera. Il tassametro delle ore corre e mi ritrovo ad averne giocate dieci senza neanche essermene accorto. Mentre vago senza una metà ben precisa insieme a Cuoreoscuro, Astarion e il Mago Gale, arrivo al Boschetto Smeraldo. Qui, dopo aver parlato con gli abitanti, attivo un paio di quest strettamente collegate fra loro: uccidere i tre capi Goblin di un Villaggio poco distante dalla mia posizione e trovare un personaggio chiave, un Druido, che, forse, potrebbe salvarmi la vita.

Baldur's Gate 3 Recensione 1

Bene, nessun problema, non ho idea di come fare a uccidere dei nemici così forti ma troverò il modo una volta raggiunta la località. Nel tragitto che mi separa dal Villaggio dei Goblin, intanto, scopro preziosi tasselli di un gigantesco mosaico narrativo e incontro nuove e interessanti creature. A poco a poco, quello schermo che mi separa dal mondo di gioco inizia ad assottigliarsi mentre Asteroth diventa sempre più a mia immagine e somiglianza: le decisioni prese dal mio alter ego virtuale – le risposte selezionabili nelle conversazioni sono pressoché illimitate – coincidono esattamente con ciò che avrei fatto io in una determinata situazione, che sia stringere un’alleanza, instaurare una relazione con un NPC oppure accogliere positivamente una richiesta di aiuto.

L’arrivo al Villaggio dei Goblin

Giunto all’ingresso principale del Villaggio dei Goblin, il benvenuto non è dei migliori. Tuttavia, grazie all’abile dialettica di Cuoreoscuro e a un po’ di fortuna nel lancio dei dadi, riusciamo a mettere finalmente piede in questo ‘simpatico’ borgo traboccante di alcol e di brutti esserini verdi dalle orecchie a punta tutt’altro che amichevoli, i quali, ubriachi come gli irlandesi nella notte di San Patrizio, danzano al ritmo di una ballad suonata da un povero bardo che rischia di esser messo al rogo (e che volendo, possiamo salvare, ennesima missione secondaria di Baldur’s Gate 3 che nasce, più o meno, dal nulla).

Mi dirigo verso l’obiettivo, interagisco con qualche Goblin per recuperare informazioni utili alla missione e giungo finalmente all’ingresso delle segrete come segnato sulla mappa. Salvo la partita – salvare sarà all’ordine del giorno, soprattutto se siete giocatori poco esperti – e mi avvicino alla scena alla quale sto assistendo da lontano: dinanzi a me c’è un orso in prigione e dei Goblin che, ignorando il grande pericolo che stanno correndo, stuzzicano continuamente la bestia, certi che quelle sbarre sarebbero state sufficienti a proteggerli. Neanche il tempo di provare a farli ragionare, che l’animale fa cadere la porta della gattabuia sancendo l’inizio allo scontro.

L’orso è mio alleato, un punto a favore di una certa importanza – in quel momento della campagna, ero davvero scarso nel combattimento ma rimanete fiduciosi che con il tempo apprenderete bene ogni meccanica, anche quella più complessa – e non avete idea quanto possa gasarti vederlo in battaglia mentre sventra con ferocia un goblin dopo l’altro. Praticamente, fa piazza pulita da solo mentre il mio party si limita, al massimo, a dare il colpetto di grazia a quei ‘poveri’ malcapitati. Vinta la tenzone, ci avviciniamo alla bestia feroce. Non sai cosa potrebbe succedere ma sei consapevole di esser arrivato a un punto di svolta delle trama.

L’orso si trasforma per rivelare la sua vera identità: un personaggio chiave, fondamentale per proseguire nell’avventura. Ora, i più esperti avranno già capito tutto subito ma poco importa: i muscoli del mio viso hanno dato vita a un’espressione tanto felice – neanche fossi un dodicenne che gioca la sua prima partita a Dungeons & Dragons – quanto sorpresa nel comprendere chi avevo di fronte. “C*zzo, ma è lui!” ho esclamato a gran voce. Ho preso il cellulare per mandare un paio di messaggi a un amico, già piuttosto avanti nel gioco, così da metterlo al corrente dell’accaduto. La risposta, breve ed esaustiva, è stata la seguente: “sei entrato nello spirito di Baldur’s Gate 3“. Ecco, prima o poi però dovrò trovare anche il modo di uscirne.

Torna l’effetto community

Indubbiamente, questa storia rende molto di più se giocata piuttosto che riportata nero su WordPress. Ciononostante, il mio cervello in quel momento è letteralmente esploso e ho avuto il primo di una lunga serie di effetti WOW che avrebbero poi continuato a colpire fino ai titoli di coda. In generale, in Baldur’s Gate 3 c’è una cura nei dettagli, nelle virgole di ogni storyline con cui entriamo in contatto che è impossibile non fare un grosso applauso all’attenzione che ha riposto Larian Studios nella sua fatica, uno sforzo produttivo che ha richiesto ben tre anni di lavoro.

Giunti alla conclusione, c’è un’ultima questione, ancora irrisolta, legata a Elden Ring su cui volevo porre l’attenzione. Ricordo bene ancora oggi il day one del gioco e i mesi successivi alla release del titolo From Software: ogni giorno c’erano almeno tre o quattro notifiche di Whatsapp con cui i miei amici mi segnalavano il loro stato di avanzamento nell’opera, quali boss avevano appena abbattuto dopo ore e ore di sudore versato (magari suggerendoci a vicenda la strategia utilizzata), senza dimenticare le registrazioni da tre minuti contenenti stravaganti teorie sull’Anello Ancestrale. Sostituite Elden Ring con Baldur’s Gate 3 e il risultato rimane lo stesso.

Il mio telefono sta impazzendo di continuo in questi giorni con audio improbabili di due minuti sugli ultimi sviluppi, i più classici “a che punto sei?” o “da dove sei passato per arrivare in quel luogo?” perché, come potete immaginare, le strade possibili da seguire sono tantissime. Baldur’s Gate 3 riesce a unire i giocatori, anche a distanza, per scambiarsi consigli, informazioni; è un motivo in più per sentirsi telefonicamente ed è forse l’aspetto più potente – non legato al gameplay – e che più mi sta a cuore dell’intero lavoro di Larian Studios. Un videogioco che riduce le distanze. Detto ciò, come scrisse il buon Matteo Regoli nella recensione di Blue Eye Samurai:

Su Freaking News non siamo abbastanza snob da rendere l’assegnazione di un voto perfetto un evento mediatico e sui nostri canali può capitare di vederne spuntare diversi anche nel corso dello stesso anno

In questo caso, lo spendiamo per Baldur’s Gate 3 senza alcun ripensamento.

10/10

Andrea Baiocco

Amo la birra, il basket e i videogiochi. Sogno un'Ipa al pub con Kratos e una scampagnata con Nathan Drake. Scrivo su Lascimmiapensa e su Everyeye mentre provo a parlare su Freaking News.

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