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Brothers A Tale of Two Sons Remake Recensione

Brothers: A Tale of Two Sons Remake Recensione: condividere emozioni

Brothers A Tale of Two Sons torna tirato al lucido grazie al Remake di Avantgarden Games: la recensione di una grande avventura cooperativa

Ci sono videogiochi che, per un motivo o per un altro, rimarranno per sempre con me, che rievocherò anche quando, forse, avrò smesso con il gaming perché sarò diventato vecchio e decrepito (non trovo altre ragione per cui dovrei farlo). Uno di questi è Brothers: A Tale of Two Sons, titolo sviluppato nel 2013 da Starbreeze Studios e diretto da Josef Fares (lo stesso director dei sequel spirituali della produzione in questione, A Way Out e It Takes Two, tra i Migliori Giochi Co-Op disponibili su Xbox Game Pass), che ho avuto la fortuna di finire per la prima volta grazie al Remake dello studio italiano Avantgarden Games.

Due fratelli, Naia e Naiee, partono per una pericolosa avventura nel tentativo di trovare la linfa vitale di un albero magico necessaria a salvare loro padre, purtroppo malato. Brothers: A Tale of Two Sons lo ricorderò con gioia perché giocato interamente in co-op con la mia ragazza: il Remake, infatti, può essere affrontato sia in single player che in multiplayer locale. Una novità importante rispetto all’IP del 2013 che, volendo, si poteva sempre completare in due ma impiegando il medesimo controller: una persona utilizzava l’analogico sinistro e il grilletto sinistro per muovere uno dei due fratelli e interagire con l’ambiente mentre l’altra faceva lo stesso con la metà di destra.

Piuttosto scomodo non trovate? Ora, invece, immaginatevi di spaccare il controller in due. Il concetto rimane identico: con il lato destro usi Naia e con quello sinistro Naiee, con l’unica differenza che adesso, avendo due pad, tutto risulta più comodo. A beneficiare di questa nuova impostazione è sia la parte strettamente ludica (che mischia enigmi ambientali, esplorazione guidata e cooperazione continua per sfuggire ai nemici, guidare deltaplani e altre mille sorprese che non voglio svelarvi), sia la narrativa di Brothers: A Tale of Two Sons.

Emozioni al quadrato

Se affrontato in compagnia, infatti, il viaggio dei due fratelli, dalla durata di circa tre ore, assume un significativo valore di condivisione, una qualità piuttosto rara nei videogiochi – per trovarla, bussare sempre ai lavori successivi di Fares menzionati sopra – che abbraccia l’opera a trecentosessanta gradi. Lato gameplay, ad esempio, il continuo confronto su come risolvere un puzzle (la mente è quasi sempre stata la mia ragazza) o sul miglior modo per scalare una torre all’apparenza disabitata, fa sì che ogni piccolo successo che ci avvicina all’obiettivo si tramuti in urla di gioia e felicità.

In merito alla narrazione, una singola scena, come un Troll dall’animo gentile che decide di aiutarci per superare un burrone per noi impossibile da attraversare oppure un animale che, dopo essere stato salvato, sceglie di trasportarci in volo alla volta della prossima meta, permette alle genuine, quasi fiabesche, emozioni insite nel titolo di essere partecipate da entrambi i giocatori. Ed è proprio qui l’anima di Brothers: A Tale of Two Sons: una storia che colpisce al cuore, che fa piangere, ridere e riflettere, un percorso di maturazione che fortifica il legame fraterno e che, al tempo stesso, unisce in modo indissolubile anche chi è davanti allo schermo.

Brothers A Tale of Two Sons Remake Recensione

Quando proverò a spiegare ad amici e amiche – solitamente accade davanti a una birra – cos’è A Tale of Two Sons, non mi concentrerò sul descrivere l’ottima ingegnosità degli enigmi ambientali o la reattività dei comandi nelle fasi di salto (per la cronaca, sempre responsivi). Piuttosto, mi soffermerò su come abbiamo vissuto il rapporto tra i due fratelli, sulle lacrime versate in alcuni momenti della loro avventura, sui simpatici NPC che abbiamo incontrato nel nostro viaggio e di come, di volta in volta, provavamo insieme a interpretare ciò che accadeva intorno a noi.

Brothers: A Tale of Two Sons: un Remake efficace

Ineccepibile. Non potrei definire altrimenti il lavoro tecnico svolto da Avantgarden Games con questo remake: l’Unreal Engine 5 tira a lucido Brothers: A Tale of Two Sons migliorando, in primis, le espressioni facciali dei protagonisti e degli altri personaggi non giocanti, oltre agli ambienti e ai paesaggi che adesso sono decisamente una gioia per gli occhi (è prevista una patch day one che risolverà alcuni, sorvolabili, bug).

Brothers A Tale of Two Sons Remake

C’è poi la colonna sonora, registrata per l’occasione da un’orchestra dal vivo, che riesce a coinvolgere ulteriormente gli utenti nei momenti più importanti di un racconto che mi ha davvero lasciato senza parole. Brothers: A Tale of Two Sons è un prodotto imprescindibile se amate giocare in compagnia nonché il perfetto punto di partenza se non avete ancora avuto modo di iniziare A Way Out o It Takes Two.

Andrea Baiocco

Amo la birra, il basket e i videogiochi. Sogno un'Ipa al pub con Kratos e una scampagnata con Nathan Drake. Scrivo su Lascimmiapensa e su Everyeye mentre provo a parlare su Freaking News.

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