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Contra Operation Galuga Recensione

Contra: Operation Galuga Recensione: il fucile è ancora carico

La storica serie Konami ritorna in scena con Contra: Operation Galuga, ricordandoci perché è divenuta un’icona dei run n' gun

C’era un tempo in cui Contra era sinonimo per eccellenza di Run n’ Gun, ancor più di un altro nome iconico come Metal Slug. Nel 1987 Konami pose la firma su un autentico classico che tra adrenalina, invasioni aliene e ritmi indemoniati, conquistò i giocatori di tutto il mondo grazie al suo carisma unico e la forte sensazione di sfida che era capace di trasmettere. Rigido, talvolta brutale nella sua difficoltà, ma così dannatamente coinvolgente ed appagante che era praticamente impossibile distaccarsene.

Tra conversioni e seguiti (e con i primi giochi del brand noti in Europa con il nome di Probotector), Contra ha intrattenuto i fan per svariati anni, regalando grandi giochi (Contra III: The Alien Wars in particolare) ma anche profonde delusioni (il rilancio del 2019 attraverso Contra: Rogue Corps è da dimenticare). Dopo tanto tempo, cortesia di Wayforward, è di nuovo il momento di vestire i testosteronici panni di Bill Rizer e Lance Bean attraverso Contra: Operation Galuga, che forse sarebbe più corretto definire “Operazione Nostalgia”.

Operation Galuga: reinterpretare un classico Contra

Operation Galuga nasce come reinterpretazione di Contra del 1987: non è propriamente corretto definirlo un remake nel vero senso della parola in quanto il titolo Wayforward prende una strada tutta sua in merito a level design, sfide da affrontare e boss fight, pur ripercorrendo a grandi linee la storia alla base del capitolo originale.

Il gruppo terroristico Red Falcon ha occupato le Isole Galuga al largo della costa della Nuova Zelanda, costringendo l’unità Contra ad intervenire: Bill Rizer e Lance Bean, soldati d’elite della divisione, vengono inviati in missione con lo scopo di liberare Galuga dall’invasore, ma ben presto si renderanno conto che in gioco c’è il destino dell’umanità intera dopo alcune sconvolgenti scoperte. Quella che doveva rivelarsi una missione di liberazione si trasforma ben presto in una vera e propria guerra contro un nemico impensabile fino a pochi momenti prima.

Affrontare l’avventura attraverso la Modalità Storia permette di assistere a filmati e dialoghi volti a dare maggiore contesto all’evoluzione degli eventi, anche se di certo non si gioca un Contra per la sua storia, in fondo un semplice contorno: è l’azione a tutto spiano ad avere il ruolo di protagonista assoluto, e in tal senso quanto messo in piedi da Konami e Wayforward rende davvero onore allo storico franchise di appartenenza.

Contra Operation Galuga Recensione 1

Operation Galuga è un Contra all’ennesima potenza che strizza fortemente l’occhio alle origini del brand con richiami non solo al classico originale ma anche ai suoi successori più illustri come Contra III o Contra: Hard Corps, mettendo in scena un’azione dall’alto tasso di spettacolarità e con un ritmo ben sostenuto che non lascia praticamente mai spazio a momenti morti.

I nostri soldati possono fare affidamento su un armamentario piuttosto variegato con la possibilità di portare con sé due fucili alla volta, intercambiabili in qualunque momento e sostituibili con altre tipologie d’armi rinvenute durante i livelli. L’offensiva nemica di certo non ci lascia tregua e, tra soldati, trappole ed altre creature ostili, si terrà premuto senza sosta il tasto per sparare nel tentativo di fare stragi di avversari nel frattempo che si schivano con attenzione i loro colpi.

Ma come ogni Run ‘n Gun che si rispetti anche in Operation Galuga la componente Platform ha un ruolo chiave nell’azione: eccoci dunque alle prese con salti, piattaforme, pareti su cui arrampicarsi ed ogni tipo di appiglio utile non solo per sopravvivere ma anche per proseguire efficacemente il nostro assalto togliendo di mezzo chiunque provi ad ostacolarci.

Contra Operation Galuga

Il pregevole level design alla base di ciascuno degli otto stage che compongono l’avventura offre tante possibilità rendendo l’azione ancora più dinamica, ed anche il posizionamento di ostacoli e nemici si rivela ben studiato per rivelarsi ostico ma mai disonesto. E che dire poi delle Boss Fight? Gli sviluppatori hanno dato il loro meglio in termini di creatività e idee confezionando scontri tanto ostici quanto spettacolari che sanno come regalare grande intrattenimento.

Tosto ma indicato anche per i neofiti

Sì, Contra: Operation Galuga è un gioco tosto e che in molti casi fa anche sudare le proverbiali sette camicie se giocato proprio come un Contra dei tempi d’oro, ossia con un singolo colpo subito per perdere vite extra. Certo, in caso di Game Over si può ripartire dall’ultimo checkpoint raggiunto nello stage in corso ma questo non toglie che la produzione Konami ha come obiettivo principale offrire un’esperienza “old school” proprio come se fossimo ancora nei magici Anni ‘80 o ‘90.

Se dunque il titolo Wayforward ha tutto ciò che serve per soddisfare i fan storici del brand, al tempo stesso pensa anche ai neofiti o ai meno pratici di sparatutto permettendo un’ampia personalizzazione del livello di difficoltà: volendo si può affrontare l’avventura con una barra vitale in modo così da incassare più colpi, oltre a modificare il grado di sfida per semplificare (oppure, perché no, rendere ancora più difficile) la nostra missione.

Parlando di longevità, trattandosi di un titolo orientato alla vecchia scuola arcade, completarlo richiederà all’incirca un paio d’ore con una rigiocabilità garantita sia dalla presenza di più personaggi giocabili (Bill e Lance sono affiancati da altri soldati che si otterranno proseguendo nella storia), sia da vari power-up da sbloccare spendendo i punti accumulati durante il gameplay.

E se volete andare dritti al sodo senza perdere tempo con dialoghi e cutscene, c’è sempre la possibilità di riaffrontare l’intero in gioco in Modalità Arcade (dove è possibile giocare anche nei panni dei due cyborg Probotector visti nelle versioni europee dei vecchi capitoli) che, proprio come i Contra di un tempo, si concentra solo ed unicamente sull’azione senza alcun tipo di intermezzo narrativo.

Qui però emerge anche il limite più concreto dell’opera: al netto del suo fattore rigiocabilità, Operation Galuga non ha altro da offrire oltre alla campagna principale. Non ci sono modalità extra o alternative secondarie con cui intrattenersi e una volta spolpata a dovere l’avventura sostanzialmente il titolo Konami non ha altro da offrire. Se non altro c’è sempre spazio per una bella partita in multiplayer con qualche amico, così da raddoppiare il divertimento proprio come ai bei vecchi tempi.

Si potrebbe anche far notare la sostanzialmente mancanza di originalità alla base dell’opera, che si limita a riprendere quanto già visto nei vecchi capitoli e in tanti altri Run ‘n Gun senza aggiungere nessuna nuova idea, ma in un certo senso la direzione intrapresa dagli autori è comprensibile: siamo davanti a un prodotto che nasce come omaggio alle origini di Contra e, come tale, non aveva bisogno di innovazioni a tutti i costi.

Contra Operation Galuga 1

Ai fan di lunga data questa impostazione andrà dunque benissimo così, mentre chi cerca qualcosa di più originale potrebbe non trovare grosse soddisfazioni con Operation Galuga. A soddisfare è invece l’azzeccata veste grafica che prova a mescolare modernità con lo stile estetico del passato dando vita a un connubio efficace. Bene poi l’accompagnamento sonoro tra musiche che mettono in risalto le atmosfere belliche alla base del titolo e un doppiaggio in lingua inglese ben confezionato.

Contra è sempre Contra

Contra: Operation Galuga è un riuscito e coinvolgente tributo alla storica serie Konami, ricordandoci ancora una volta perché è stata (ed è ancora oggi) un punto cardine dei Run ‘n Gun. La reintepretazione dell’opera originale del 1987 è stata eseguita con rispetto verso la tradizione ma seguendo anche una strada propria con missioni, ostacoli e boss fight che godono di una propria caratterizzazione ben definita senza per forza seguire pedissequamente quanto già fatto in passato da Konami.

L’azione sa rivelarsi tanto impegnativa quanto appagante, con un ritmo di gioco che non lascia mai spazio a momenti morti ed un level design azzeccato che sa come rendere speciale ogni singolo stage offerto dall’avventura. La convincente cornice audiovisiva e la grande fluidità delle battaglie senza particolari incertezze ludiche o tecniche consentono al titolo sviluppato da Wayforward di fare centro e conquistare non solo le attenzioni dei fan storici di Contra ma anche quelle di chi vuole semplicemente godersi un prodotto che strizza fortemente l’occhio agli Action Arcade in voga decenni fa.

Resta comunque da mettere in conto la sostanziale mancanza di originalità alla base del gameplay così come la pochezza di modalità con cui intrattenersi con il rischio che l’esperienza abbia già offerto tutto dopo solo una manciata di ore. Tuttavia la sua natura arcade e il multiplayer cooperativo rendono Operation Galuga pronto per essere rigiocato a piacimento in ogni momento (a proposito di arcade, non perdetevi la recensione di TMNT: Wrath of the Mutants). Il ritorno di Bill Rizer e Lance Bean ha un sapore fortemente “vecchia scuola” e proprio per questo sa farsi apprezzare, risultando un’esperienza da non perdere.

Francesco Muccino

Tocca il suo primo videogioco, Super Mario Land, quando ancora non ha compiuto 3 anni. Da allora entra in un vortice dal quale probabilmente non ne uscirà mai più. Appassionato di ogni genere e irriducibile alfiere del formato fisico, vanta una collezione di oltre 2700 giochi.

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