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Cookie Cutter Recensione

Cookie Cutter Recensione: un metroidvania stiloso ma la sostanza?

Cookie Cutter si presenta con uno stile artistico disegnato a mano di pregevole fattura e dai toni esagerati ma senza idee troppo brillanti

Ormai, proporre qualcosa di originale nel sempre più affollato panorama dei Metroidvania non è esattamente compito semplice per chi sceglie di cimentarsi nel genere. La scena indipendente lo ha ormai sviscerato a fondo proponendo anche veri e propri gioielli irrinunciabili per i fan, si pensi a Hollow Knight o Monster Boy and the Cursed Kingdom, giusto per fare un paio di nomi. Proprio per questo motivo, stupire si sta facendo sempre più complicato senza avere anche solo una caratteristica davvero capace di brillare.

Cookie Cutter sulla carta un tratto peculiare ce l’avrebbe: uno stile estetico disegnato a mano davvero spettacolare – soprattutto per quanto riguarda animazioni e caratterizzazione dei personaggi – che ha saputo fare colpo sin dal primo momento in cui la produzione targata Rogue Games e Subcult Joint si è presentata al pubblico. All’atto pratico, però, Cookie Cutter sembra aver puntato molto forte sulla forma a discapito della sostanza, che non riesce davvero a brillare nonostante le solide basi su cui si poggia.

Cherry, una Denzel sopra le righe

Ambientato in un futuro distopico con il mondo ormai in rovina, il meccanico Raz rinviene all’interno di un laboratorio segreto ormai abbandonato un androide Denzel di nome Cherry, distrutta ed apparentemente morta ma, in verità, anche flebilmente in vita. In precedenza, Cherry apparteneva alla scienziata Shinji Fallon, della quale era amante: le due sono state separate da un crudele folle che mira a governare ciò che resta del mondo, con l’androide distrutto e lasciato a marcire nel laboratorio della dottoressa.

Raz la riporta alla sua officina rimettendola in sesto ed ora Cherry, mossa soltanto da un desiderio di vendetta irrefrenabile nei confronti di coloro che l’hanno ridotta in fin di vita ed hanno portato via la sua amata, si avventura nell’enorme Megastruttura di INFONET, dove Shinji è tenuta prigioniera, nel tentativo di liberarla e porre fine ad ogni minaccia. Ha dunque inizio un’avventura sopra le righe che punta sull’esagerazione, dove la narrativa, a prima vista un semplice contorno, non disdegna di farci conoscere personaggi assurdi e fuori di testa dando vita a dialoghi che di certo non passano inosservati.

Cookie Cutter Recensione 1

Ciononostante, è comunque l’azione la protagonista principale di Cookie Cutter: Cherry si addentra in mappe dalle dimensioni discretamente ampie e strutturate in puro stile Metroidvania nel frattempo che massacra a suon di calci, pugni, uppercut e combo letali qualunque malcapitato provi ad ostacolarla, magari finendolo con una mossa risolutiva che lo riduce letteralmente in poltiglia. Cookie Cutter non disdegna affatto violenza e scene cruente, con le mosse finali eseguite ai danni degli avversari che si trasformano spesso in un’esplosione di sangue proprio per evidenziare ancora di più lo stato d’animo della protagonista e la sua sete di vendetta, disposta a tutto pur di salvare la persona che ama.

Qualche limite di troppo

Tuttavia, il titolo targato Rogue Games non riesce sul lungo periodo a dimostrarsi avvincente. In un primo momento si resta piacevolmente colpiti dal ritmo davvero frenetico dei combattimenti e dalla buona varietà di nemici da affrontare, alcuni di questi anche piuttosto ostici e che richiedono dunque di fare buon uso di tutte le tecniche a disposizione della nostra androide per trionfare anche nelle situazioni più avverse. Sfruttando l’indicatore del mana, Cherry può anche effettuare attacchi speciali in grado di arrecare danni ingenti, da ricaricare poi a furia di colpi messi a segno contro i nostri bersagli, mentre la sua agilità le consente di eseguire schivate veloci così da evitare i colpi più pericolosi.

Un poco alla volta, inoltre, si sbloccano non solo nuove tecniche di combattimento ma anche ulteriori abilità indispensabili per esplorare più a fondo la mappa e proseguire con la storia principale, come consuetudine in un Metroidvania che si rispetti (se siete amanti del genere e abbonati al Game Pass, ecco i Migliori Giochi Metroidvania disponibili nel catalogo Microsoft). Come esperienza di gioco, tra l’altro, Cookie Cutter vuole essere un Action/Platform 2D quanto più tradizionale possibile, senza alcun tipo di contaminazione roguelike o soulslike come spesso accade con questa tipologia di giochi: si tratta, pertanto, di un prodotto pensato per i puristi del genere.

Cookie Cutter Recensione 2

Tutto questo tenendo però conto dei limiti che emergono con forza ora dopo ora. Al netto della genuina frenesia che li caratterizza, i combattimenti a lungo andare tendono a farsi ripetitivi anche a causa della mancanza di idee particolarmente avvincenti volte a caratterizzare level design e parco mosse dei nemici. Molto spesso ci si ritrova ad affrontare più volte le stesse situazioni, come ad esempio le immancabili orde di mostri da sconfiggere uno per uno così da proseguire oltre la stanza in cui siamo confinati mentre la struttura delle aree da esplorare appare in realtà piuttosto semplice e mai troppo elaborata, senza il coraggio di andare oltre gli schemi del Metroidvania più tradizionale.

A non convincere poi, l’intelligenza artificiale che caratterizza i mob, spesso così stupidi da cadere appieno nelle varie trappole disseminate lungo il percorso. In generale, pur non mancando momenti più impegnativi (va meglio con le Boss Fight, che si rivelano essere creative al punto giusto e dove spesso una distrazione può essere fatale), Cookie Cutter appare come un’avventura piuttosto semplice, sia perché Cherry ha modo di curarsi in qualunque momento consumando il mana a disposizione, sia perché basta poco per comprendere i pattern usati dai rivali e dunque contrastarli anche quando ci attaccano in massa.

Cookie Cutter: poesia brutale in movimento

Come stile visivo disegnato a mano e direzione artistica, Cookie Cutter sa davvero il fatto suo. Gli autori hanno dimostrato tanta creatività in chiave estetica dando vita a personaggi e creature da un design davvero peculiare e sopra le righe, soprattutto per quanto riguarda la caratterizzazione dei nemici che sa come rivelarsi fuori di testa in più occasioni. La vera meraviglia è però lei, Cherry, i cui movimenti sono talmente precisi e naturali da lasciare a bocca aperta.

Sembra quasi di essere davanti a un fumetto che prende vita data la precisione millimetrica di ogni animazione, anche quella apparentemente più inutile. Lo stesso discorso si estende ad ogni NPC e creatura che si incontra lungo il cammino, graziata da uno stile estetico molto ispirato e fuori dal comune, e vedere il modo in cui l’androide fa a pezzi i nemici con le sue esecuzioni tiene letteralmente incollati allo schermo per il modo estremamente creativo con cui avviene ogni uccisione. L’unico appunto negativo va forse mosso all’ambientazione un po’ troppo uniforme, dettaglio inevitabile essendo l’avventura ambientata tutta all’interno della Megastruttura.

Gli scenari principali tendono dunque ad assomigliarsi sebbene non manchino dettagli e particolarità in abbondanza a dare loro un’identità comunque definitiva. Sul fronte tecnico non si notano particolari sbavature e tutto procede in maniera fluida e precisa su schermo senza grosse incertezze. L’accompagnamento sonoro nel complesso funziona bene, anche senza offrire musiche memorabili nel vero senso della parola. In ogni caso svolgono adeguatamente il loro compito di creare atmosfera, grazie anche a brani dai toni pesanti e adrenalinici che fanno capolino in sottofondo durante i momenti più intensi del nostro viaggio.

La Denzel difettosa

Senza troppi giri di parole, Cookie Cutter si può considerare un’occasione mancata. Nonostante il grande stile che lo caratterizza, graziato da una grafica disegnata a mano di forte impatto per le sue splendide animazioni e un character design molto ispirato, la produzione Rogue Games non riesce a centrare l’obiettivo sul piano puramente ludico: siamo davanti al più classico dei Metroidvania, che non brilla per level design e caratterizzazione della mappa e che non convince nemmeno in ottica sfida, alternando combattimenti e rompicapi stimolanti ad altri non proprio avvincenti. Il ritmo di gioco si mantiene comunque molto frenetico e la sua impostazione brawler dà vita a qualche momento spettacolare ed esecuzioni dal forte impatto visivo.

Ecco, Cookie Cutter è esattamente questo: un piccolo prodigio estetico con tanta personalità scenica non sorretta però da un’avventura altrettanto originale. La sensazione è che si poteva e doveva fare di più, e c’erano anche le basi per riuscirci. Purtroppo le varie ingenuità di fondo e la mancanza di un vero tratto peculiare in ottica ludica non permettono a questo Metroidvania di emergere dall’oceano di produzioni analoghe che il panorama indie ci offre ormai da diversi anni a questa parte. Se però amate il genere, date a Cookie Cutter quantomeno una chance: magari riuscirà comunque ad intrattenervi senza troppe pretese.

6.5/10

Francesco Muccino

Tocca il suo primo videogioco, Super Mario Land, quando ancora non ha compiuto 3 anni. Da allora entra in un vortice dal quale probabilmente non ne uscirà mai più. Appassionato di ogni genere e irriducibile alfiere del formato fisico, vanta una collezione di oltre 2700 giochi.

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