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Damsel Recensione

Damsel Recensione: su Netflix una Millie Bobby Brown fantasy

Abbiamo visto in anteprima Damsel, nuovo film fantasy di Netflix con Millie Bobby Brown, star di Stranger Things: la recensione.

Dopo la doppia dose di fantascienza tra Spaceman con Adam Sandler (se ve la siete persa, ecco la recensione di Spaceman) sulla piattaforma di streaming on demand Netflix e Dune 2 di Denis Villeneuve al cinema, lasciamo i pianeti lontani e gli alieni ragneschi dello spazio profondo per scoprire un inedito mondo fantasy in Damsel, nuovo film con protagonista la giovane attrice Millie Bobby Brown, alla sua ennesima collaborazione con Netflix, dopo essere diventata famosa con la serie tv Stranger Things e aver interpretato il ruolo di protagonista nella saga di Enola Holmes (prossimamente, a proposito di fantascienza, la rivedremo anche in The Electric State, nuovo film dei fratelli Russo in arrivo sempre su Netflix).

La star è chiamata a vestire i panni di una damigella che, nel contesto narrativo di un fantasy medievale, per onore della sua famiglia accetta di sposare il principe del reame, cosa che risolleverebbe le sorti della sua famiglia (il padre Ray Winstone e la sua compagna Angela Bassett, perché anche in questo campione di inclusività, le madri bianche devono morire per lasciare il posto a seconde mogli di altre etnie). Tuttavia, la sorpresa è dietro l’angolo, perché in realtà il matrimonio è un grande imbroglio: la famiglia reale ha scelto la protagonista non come erede al trono ma come sacrificio per ripagare un antico debito. Subito dopo le nozze, infatti, la nuova arrivata viene gettata in una grotta abitata da un Drago sputafuoco che fa parte dell’oscuro passato della dinastia dei sovrani del regno.

Damsel, il trailer Netflix

Damsel: il colpo di scena anticipato

Sappiamo cosa state pensando: ancora una volta Freaking News ha fatto spoiler, rovinando il finale del film. E invece no: questa svolta è infatti al centro del trailer ufficiale di Damsel e durante la visione ci è parso che il grande punto debole di questo fantasy originale fosse proprio la sua campagna marketing, fin troppo rivelatrice circa lo sviluppo della trama e ossessionata dallo sbandierare i dogmi dell’empowerment femminile (argomento ovviamente al centro dell’opera ma che Damsel stesso sviluppa bene per conto suo).

Di conseguenza, nonostante la prima parte passi circa 40 minuti a costruire l’attesa per il grande matrimonio della damigella e del principe, l’effetto ‘colpo di scena alla Psycho’ anticipato dal trailer e da qualsiasi intervista promozionale e montato – sequenza dopo sequenza – per ingannarci in vista dello stesso, scompare del tutto al suo effettivo verificarsi. Ed è un peccato, perché dopo quei 40 minuti iniziali, nei quali lo spettatore non fa che attendere il vero inizio del film, Damsel si rivela un ottimo fantasy, pieno di idee di messa in scena e dal grande ritmo tendente al thriller-horror di sopravvivenza (non a caso la regia è a firma di Juan Carlos Fresnadillo, il regista di Intacto e 28 settimane dopo).

Damsel Netflix

Buonissimo anche l’utilizzo del drago, che non può rischiare il confronto con lo Smaug de Lo Hobbit di Peter Jackson in quanto a realizzazione tecnica e allora per gran parte della storia viene utilizzato come il mostro di Alien o come Lo squalo, spesso lontano dall’inquadratura per incrementarne il senso di agguato costante. Un film che alla fine riesce a sorprendere, ma forse non come spera di fare la sua storia.

Matteo Regoli

critica i film, poi gli chiede scusa si occupa di cinema, e ne è costantemente occupato è convinto che nello schermo, a contare davvero, siano le immagini porta avanti con poca costanza Fatti di Cinema, blog personale

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