Disclaimer Recensione: la mini-serie più bella dell’anno è di Alfonso Cuaron
Dalla Mostra del Cinema di Venezia 2024 abbiamo visto in anteprima la mini-serie tv dell’anno, Disclaimer – La Vita Perfetta di Alfonso Cuaron, sette episodi in uscita ad ottobre in esclusiva sulla piattaforma di streaming on demand Apple TV+ e interpretati dalla Premio Oscar Cate Blanchett, accompagnata da un cast che include anche Kevin Kline, Sacha Baron Cohen, Lesley Manville e Kodi Smit-McPhee, tra gli altri.
Thriller psicologico sopraffino, che casualmente ha diversi punti di contatto con Tar, uno dei migliori film degli ultimi anni tutto costruito sempre intorno alla figura di Cate Blanchett, Disclaimer è interamente scritto e diretto dal cinque volte vincitore dell’Oscar Alfonso Cuarón, che torna alla regia a sei anni da Roma, ed è basato sul romanzo omonimo di Renée Knight.
La storia è quella dell’acclamata giornalista Catherine Ravenscroft (Blanchett), che si è costruita una reputazione rivelando le malefatte e le trasgressioni altrui. Quando riceve un romanzo da un autore sconosciuto, scopre con suo grande orrore che la protagonista della storia è lei e che il libro espone alcuni dei segreti più oscuri della sua vita passata: mentre Catherine dovrà scoprire la vera identità dello scrittore, dovrà confrontarsi con il suo passato prima che distrugga sia la sua vita che le sue relazioni con il marito Robert (Sacha Baron Cohen) e il figlio Nicholas (Kodi Smit-McPhee).
Discalimer: un botta e risposta fra realtà e finzione
Cate Blanchett torna ad interpretare quindi un’altra donna di potere che si troverà al centro di un duplice ribaltamento dello status quo del proprio universo, perché affrontato attraverso diversi punti di vista e diverse timeline, quella presente e quella del passato (ma i nuclei di racconto sono tre, e non vi diciamo di più).
Cuaron, uno dei massimi autori della contemporaneità, ritrova le onde del mare che chiudevano il finale del capolavoro Roma ma ne inverte il significato, che da salvifiche e purificatrici qui diventano maligne, opprimenti, inglobanti. Un’acqua che si fa simbolo opposto e contrario della nascita e della maternità di quella di Gravity.

In Disclaimer – che è una miniserie ma anche un film di sette ore o qualcosa di meno, con episodi della durata di 45-55 minuti – c’è poi l’erotismo voglioso, goffo e sensuale di Y tu mamá también e la rappresentazione dei mondi contrastanti del ieri e del domani, della giovinezza e dell’età adulta, tutta sole e corpi nudi la prima, cieli plumbei e rancori la seconda, in un continuo dialogo tra due realtà-tempi che sono sia un flusso, sia un botta e risposta tra realtà e finzione o rielaborazione della realtà. Che regista immenso, che serie, che opera: e che finale, arrivate al finale perché se ve lo dico non ci credete…
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