Dune: Prophecy Recensione: la serie prequel dei film di Dune
La programmazione di HBO sui canali Sky e NOW in Italia, a seguito dallo sconvolgente finale di The Penguin, prosegue con un’altra serie televisiva prequel, targata Legendary Television e ancora ambientata nell’universo narrativo di un franchise Warner Bros di grande successo: Dune: Prophecy, creata da Alison Schapker e ambientata ben 10mila anni prima rispetto ai film di Dune di Denis Villeneuve.
La storia, adattamento del romanzo “Sisterhood of Dune” di Kevin J. Anderson e Brian Herbert (quest’ultimo figlio del creatore del franchise di Dune, il visionario scrittore americano Frank Herbert), inizia qualche decennio dopo il cosiddetto Jihad Butleriano, un evento fondamentale nella mitologia di Dune (in breve, quello che vide gli esseri umani ribellarsi alle macchine dotate di intelligenza artificiale e vincere la guerra) e segue due sorelle appartenenti alla famiglia degli Harkonnen che, con le loro macchinazioni, daranno vita all’ordine/sorellanza/setta/partito politico oscuro che un giorno diventerà nota come Bene Gesserit.
Dune: Prophecy, un prequel lugubre e visivamente spettacolare
Interpretata da un cast all-star che include la dua volte candidata al Premio Oscar Emily Watson e Olivia Williams nei panni delle due protagoniste, oltre che da Travis Fimmel, Jodhi May e, tra gli altri, anche l’attore di The Penguin Mark Strong, Dune: Prophecy trasmette bene i toni sinistri della fantascienza oscura al centro della saga creata da Frank Herbert.
Personaggi complessi, motivazioni oscure, intrighi politici e complotti, famiglie rivali che si contendono il potere all’ombra del trono dell’imperatore, pianeti, sogni, profezie: le informazioni e le realtà di fronte alle quali Dune: Prophecy mette i propri spettatori sono tantissime, e i suoi sei episodi (da un’ora ciascuno) pretendono una visione attentissima, specialmente per il pubblico meno navigato del ciclo letterario, forse fidandosi fin troppo delle loro conoscenze pregresse (un errore, perché al pubblico deve essere sempre garantito il diritto all’oblio).
Lo scontro tra famiglie, i loro nomi e gli stemmi dei rispettivi stendardi ovviamente richiamo le atmosfere di House of the Dragon e Game of Thrones, così come l’approccio adulto alla storia con immagini forti, violenza sanguinosa e contenuti sessuali, elementi che qui chiaramente vengono declinati in ambito fantascientifico.

Rispetto ai film di Denis Villeneuve, non si sente molto il salto temporale di 10mila anni nel passato (sulla Terra 10mila anni fa finiva la Seconda Era Glaciale, ma Dune: Prophecy non riesce a trasmettere visivamente questo incredibile e lunghissimo lasso di tempo: se Dune è il nostro presente, qui sembra un po’ il Rinascimento) ma comunque i valori produttivi sono sbalorditivi, tanto nelle scenografie e nei set quanto negli effetti speciali, il vero punto di forza della serie.
Così come il fantasy assiste allo scontro tra House of the Dragon e Il signore degli anelli: Gli anelli del potere di Prime Video, finalmente la fantascienza si può rifare gli occhi non solo con Fondazione di Apple TV+ ma ora anche con Dune: Prophecy di HBO. La serie debutterà in Italia su Sky e NOW dal 18 novembre prossimo.
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