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I Fantastici 4 Gli Inizi

Fantastici 4: Gli Inizi Recensione – Superfantascienza

Abbiamo visto in anteprima Fantastici 4: Gli Inizi, reboot targato Marvel Studios che porta la Prima Famiglia nel MCU: la recensione

A pochi giorni dal ‘rivale’ Superman di James Gunn, che ha mostrato il lato più animato e giocoso possibile dei cinecomic live-action prendendo a piene mani da Superman: La serie animata, questo storico luglio 2025, iniziato con Jurassic World: La Rinascita di Gareth Edwards (se ve la siete persa, ecco la recensione di Jurassic World: La Rinascita), termina in sala con Fantastici 4: Gli Inizi di Matt Shakman, che arriva con alle spalle il peso, la consapevolezza e la responsabilità di essere uno dei film Marvel Studios più attesi di sempre.

Se da una parte, infatti, con X-Men 97 e Deadpool & Wolverine, ma per certi versi anche con Daredevil: Rinascita, il MCU aveva già dimostrato di sapersi riappropriare di IP ben consolidate da altri studios hollywoodiani (la Fox, Netflix, ecc), il franchise dei Fantastici 4 ha sempre avuto difficoltà al cinema con diverse incarnazioni non memorabili a voler essere gentili, fallimentare a voler essere più cattivi (i più si ricordano quelle realizzate negli anni 2000, ma purtroppo non sono le sole…).

Spettava quindi a Kevin Feige e compagnia, nel loro momento più difficile storicamente, tra incassi che non vanno e un’industria del blockbuster che sta mutando ancora, all’inizio della Fase 6 e dell’ultimo atto della Saga del Multiverso, provare a cambiare qualcosa per rinnovare la formula.

Fantastici 4: Gli Inizi la formula non la rinnova, la distrugge: nessun film di supereroi live-action finora aveva avuto questo sguardo, questo aspetto, questo modo di pensare e raccontare le dinamiche di gruppo, di team, di famiglia…nell’animazione abbiamo avuto con la Pixar Gli Incredibili di Brad Bird e il suo sequel, a loro volta chiaramente ispirati ai fumetti dei Fantastici 4…e c’è della poesia nel fatto che a chiudere il cerchio adesso ci pensi la Prima Famiglia Marvel.

Fantastici 4: I Primi Passi

I First Steps del titolo originale hanno un significato plurimo: pur non essendo questo un film di origini in senso stretto (“conosciamo tutti la storia”, ci dice un presentatore tv interpretato da Mark Gatiss nel prologo del film) è comunque il lungometraggio che ci mostra i primi passi di questi personaggi nel MCU (o per lo meno nel MCM, dove la seconda M sta per Multiverse.

Siamo su Terra 828, e non in quella classica Terra 616 che ospita le avventure degli Avengers e degli altri: in questo universo alternativo di perpetui anni 60 retrofuturistici ispirati a 2001: Odissea nello Spazio e a tanti altri classici del genere i Fantastici 4 sono gli unici supereroi del mondo), senza dimenticare che per la prima volta sul grande schermo viene introdotto Franklin Richards, il primo figlio di Mr Fantastic e della Donna Invisibile, e il riferimento del sottotitolo qui si collega al tema familiare che è il cuore del film.

Ma i primi passi sono anche quelli che compie la Marvel stessa, chiamata a scrollarsi un po’ di polvere dalle spalle ripartendo da zero: quasi fosse la prova generale di uno pseudo-reboot (che arriverà dal 2028 dopo Avengers: Secret Wars, in occasione del ventennale del franchise), Fantastici 4: Gli Inizi è un film nuovo, diverso, inedito, dalle scenografie costruite dal vero al setting, dal sense-of-wonder con cui si guardano certe dinamiche tanto del racconto di supereroi quanto della fantascienza naif da cosiddetta ‘silver age’ (ironicamente, i parallelismi con il Superman di James Gunn non sono pochi), fino ad arrivare – e questa è la vera sorpresa – al modo in cui Fantastici 4: Gli Inizi sembra schivare scientemente i meccanismi dei cinecomics.

I Fantastici 4 Gli Inizi 1

Non c’è un vero nemico (quelli sono già stata sconfitti nel passato prima dell’inizio degli eventi del film: Galactus, il villain – per così dire – dell’intreccio, non è il male in quanto tale ma è e basta, in un certo senso siamo nel campo del disaster-movie in cui si affrontano i cataclismi della Natura o dell’Universo) ma un problema da risolvere (e che bellezza il Reed Richards di Pedro Pascal, un genio che non ha la soluzione per il problema più grande della sua vita) e una questione morale gigantesca e paradossale che non può essere affrontata coi superpoteri.

È un altro film – sempre come Superman – che spera nell’unione dell’umanità e ne glorifica i pregi, e che in controtendenza assoluta con il blockbuster moderno (ma tutta la cultura in generale, potremmo dire) esalta la maternità e l’importanza della famiglia.

E che dimostra ancora una volta che, come l’hard-boiled di The Batman o il western di Logan, come il thriller etico de Il cavaliere oscuro o quello geopolitico di Watchmen, il cinecomic dà il meglio di sé quando cerca il proprio spazio in altri generi: e Fantastici 4: Gli Inizi straborda!

Matteo Regoli

critica i film, poi gli chiede scusa si occupa di cinema, e ne è costantemente occupato è convinto che nello schermo, a contare davvero, siano le immagini porta avanti con poca costanza Fatti di Cinema, blog personale

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