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Flow Recensione: il miglior film animato del 2024?

Abbiamo visto Flow, nuovo film d'animazione del regista lettone Gints Zilbalodis, e forse è il migliore del 2024: la recensione.

Nell’anno del nuovo capitolo Inside Out 2 (se ve la siete persa, ecco la recensione di Inside Out 2), c’è un solo altro film animato che è stato in grado di fare di meglio e offrire una vera alternativa allo strapotere dei Pixar Animation Studios: stiamo parlando di Flow – Un mondo da salvare, nuovo capolavoro animato del geniale regista lettone Gints Zilbalodis, che torna a far parlare di sé a cinque anni dal già bellissimo Away del 2019.

Ambientato in un mondo in cui gli esseri umani sembrano essere scomparsi, una realtà che ha non poche affinità con lo splendido Il Robot Selvaggio di Chris Sanders e Universal, l’arrivo di un’inondazione costringe un piccolo gatto nero a mettersi in salvo su una barca, insieme ad un variopinto gruppo di animali (inclusa una balena stile Avatar: La via dell’acqua di James Cameron, a proposito di maree): tra paesaggi di abbagliante bellezza e pericoli imprevisti, inizia un viaggio di diffidenze e incontri col diverso, ma anche di scoperta, meraviglia e improbabili alleanze.

Flow: Un film unico

Applaudito al Festival di Cannes, vincitore di quattro premi al Festival dell’animazione di Annecy e presentato in anteprima in Italia alla Festa del Cinema di Roma nella rassegna parallela Alice nella Città, il film di Zilbalodis si contraddistingue per lo stile visivo simil-acquerellato e il linguaggio universale attraverso il quale si esprime, quello delle immagini.

Per quanto abbia luogo in un mondo evidentemente fantastico, infatti, il mondo degli animali è ritratto nel modo più realistico possibile, il che vuol dire che i personaggi non parlano e Flow prosegue nei suoi 85 minuti di dialoghi senza dialoghi (come già fu nel caso di Away)

Una scelta evidentemente ‘arty’, per il regista lettone, ma è esattamente questo il tipo di progetto che Flow vuole essere: sulla scia de La tartaruga rossa, Zilbalodis può vantare un senso di sguardo, una poetica e una sensibilità straripanti, nei quali il flusso del titolo è quello della cinepresa virtuale, protagonista tanto quanto il gattino senza nome al centro del racconto e i suoi compagni di viaggio.

Flow 1

Un’avventura che si ovviamente politica nell’immediatezza del suo racconto (la scelta di ogni animale sembra voler rappresentare una cultura, una parte del nostro mondo) e che abbaglia nel finto fotorealismo delle animazioni, che Zilbalodis sfrutta al massimo senza cercarne di celarne i limiti anzi mettendoli in evidenza per farne uno stile proprio.

Lo rivedremo agli Oscar 2025? Quasi certamente, tanto nella categoria dei film d’animazione quanto in quella, siamo pronti a scommetterci, dei film internazionali, come rappresentante della Lettonia, ma avremo tempo per parlarne: nel frattempo sappiate che Flow – Un mondo da salvare uscirà al cinema in Italia dal 7 novembre, distribuito da Teodora. Se amate l’animazione, semplicemente non potete perderlo.

Matteo Regoli

critica i film, poi gli chiede scusa si occupa di cinema, e ne è costantemente occupato è convinto che nello schermo, a contare davvero, siano le immagini porta avanti con poca costanza Fatti di Cinema, blog personale

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