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Furiosa A Mad Max Saga Recensione

Furiosa A Mad Max Saga Recensione: un Cinema Cromato con la C maiuscola

Abbiamo visto in anteprima Furiosa: A Mad Max Saga, nuovo action di George Miller prequel di Fury Road presentato a Cannes: la recensione

Come si fa il nuovo capitolo del più grande action della storia del cinema, ovvero Mad Max: Fury Road? Non è certo roba da deboli di cuore ma George Miller, padre del post-apocalittico e ideatore negli anni ’80 del cosiddetto ‘western su due ruote’ con la trilogia originale di Mad Max interpretata da Mel Gibson, giunto alla soglia degli anni ’80 ha ancora evidentemente tanto da dimostrare ai fan, alla critica (spesso troppo miope) e soprattutto a sé stesso: e quindi ecco a voi e a noi Furiosa: A Mad Max Saga, film prequel con protagonista Anya Taylor Joy ambientato sia prima sia a ridosso del seminale blockbuster del 2015 con Tom Hardy e Charlize Theron.

Fury Road cambiò le carte in regola dell’action mondiale quasi del nulla, senza alcuna aspettativa alle spalle – la saga di Mad Max era sparita dalla circolazione da decenni – ma adesso le cose sono cambiate e Furiosa arriva (a Cannes 2024, e da questa settimana nei cinema italiani) con addosso gli occhi di tutti quelli che si aspettano un ideale Fury Road 2: fortunatamente però George Miller non tenta nemmeno di rifare lo stesso film, tutt’altro, sceglie una strada e un linguaggio totalmente differente.

Furiosa: “Ti ricordi di me?”

Fin dalla discesa digitale che nei primi secondi del film dall’orbita ruota intorno al globo terrestre e va a cadere in picchiata nell’outback australiano, una trovata che sembra voler sottolineare come il regno post-apocalittico delle Wasteland di Mad Max possa esistere solo negli spazi sconfinati e senza legge della terra natia dell’autore, Furiosa si pone come una bestia molto diversa da Fury Road.

Miller rimane fedele al sottotitolo scelto – A Mad Max Saga – e conferisce al film i toni di un racconto di formazione, di una saga, di un’Odissea, un coming-of-age all’inferno che trasformerà una risoluta bambina abitante di una rara, rigogliosa e nascosta oasi verde al centro del deserto nella furiosa e spietata guerriera che un giorno avrebbe incrociato il suo cammino (già allora – o ancora, perché le coordinate di Furiosa e Fury Road si intersecano e dialogano costantemente – nel tentativo di tornare a casa) con Max Rockatansky.

Furiosa A Mad Max Saga

Le reminiscenze che si innescano con il film precedente (o successivo?) non sono solo mere citazioni ma vere e proprie espansioni, approfondimenti, punti di vista alternativi su ciò che Fury Road nella sua concitazione ci impediva di vedere: il mondo di Mad Max cresce insieme al corpo di Furiosa, un corpo costretto a rimanere nascosto, sepolto dalla vendetta e quasi sempre silente (pochissime le battute di Anya Taylor Joy, che convince nel ruolo più estremo della sua carriera girato in contemporanea al brevissimo cameo di Dune: Parte 2) così come cresce l’approccio di George Miller alla saga.

Furiosa è l’ideale reinterpretazione di Fury Road escogitata da un regista che nel frattempo ha realizzato Tremila anni di attesa (se ve la siete persa, ecco la recensione di Tremila anni di attesa), un film non a caso tutto incentrato sul valore delle storie e delle leggende: qui la storia è quella dell’intera vita di una persona, nello stesso mondo visto nel film precedente ma per forza di cose con fare meno concitato, più ampio, più crepuscolare e perfino anti-climatico.

Furiosa A Mad Max Saga 1

Tuttavia, permane la stessa esorbitante potenza visiva trainata dalla migliore azione possibile, quella che basta a sé stessa e sa spiegarsi attraverso le immagini e i gesti senza dover ricorrere ai dialoghi. E, alla faccia di tanto cinema finto-femminista di oggi, nell’ultima scena Furiosa ci regala un’idea di rivalsa, generazione e nascita che lascia senza parole.

Matteo Regoli

critica i film, poi gli chiede scusa si occupa di cinema, e ne è costantemente occupato è convinto che nello schermo, a contare davvero, siano le immagini porta avanti con poca costanza Fatti di Cinema, blog personale

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