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Gamm Museo Videogioco Roma

GAMM: una giornata al museo del videogioco di Roma

Storia, cultura e divertimento: Il racconto della nostra visita al GAMM, il nuovo museo del videogioco di Roma.


Abbiamo visitato il GAMM, il nuovo museo del videogioco di Roma – inaugurato il 30 novembre del 2024 ed aperto sette giorni su sette – che unisce storia, cultura e divertimento in un’unica realtà. Nel cuore della capitale, a Piazza della Repubblica a due passi dalla Stazione Termini sorge, infatti, il GAMM Game Museum, museo videoludico che si pone come diretta evoluzione dello storico VIGAMUS.

il GAMM è un’occasione d’oro non solo per approfondire le proprie conoscenze in materia videoludica ma anche solo per godersi un momento di svago in compagnia dei propri amici e familiari intrattenendosi con i numerosi videogiochi del passato e presente esposti all’interno di 700 mq suddivisi in due piani. Perché il punto forte del GAMM è unire assieme storia, cultura e divertimento per dare vita a un’esperienza che può colpire anche chi non è un vero e proprio appassionato di videogiochi.

La storia videoludica raccontata tra monitor…

Una volta varcato l’ingresso di Via delle Terme di Diocleziano 35 (c’è anche un montascale per favorire l’entrata di persone disabili senza fatica alcuna) e fatto il biglietto, basta un attimo per ritrovarsi subito immersi in un autentico spaccato culturale che affonda le sue radici già dalle prime sperimentazioni risalenti agli anni ‘50, come ci riassumono in maniera chiara le descrizioni didascaliche poste nel primo schermo che incroceremo durante la visita.

L’ampia sala principale è infatti piena di schermi che ripercorrono le tappe più importanti della storia dei videogiochi, dalle origini fino ai giorni nostri, trattando gli eventi chiave dell’evoluzione videoludica ed i suoi giochi più significativi che hanno contribuito a rendere questo medium un fenomeno culturale e mediatico di livello globale.

Non manca nulla, compreso un focus sulla crisi dei 1983 che mise in ginocchio il settore, poi ritornato sulla giusta via grazie all’avvento del NES di Nintendo ed esperimenti sempre più sofisticati tra computer e console. Dalle leggendarie piattaforme Atari si passa poi ai sistemi Nintendo, all’avvento della PlayStation e l’entrata in scena di Microsoft con la sua Xbox, correndo sempre più veloci fino alla più recente realtà virtuale e le produzioni più moderne.

Gamm Museo Videogioco

Nel mezzo c’è spazio per giochi leggendari come Super Mario, Pac-Man, Dragon’s Lair, Doom, Metal Gear Solid, Halo, Assassin’s Creed e World of Warcraft giusto per fare qualche nome di peso, nel frattempo che ogni schermo ci racconta un passo alla volta come il settore e le sue produzioni si sono evolute anno dopo anno, decennio dopo decennio, passando da semplici ammassi di pixel a grafiche sempre più vicine al fotorealismo. Ancora più affascinante è sentire poi le testimonianze ed i racconti di quelle stesse menti che hanno contribuito a plasmare questa straordinaria forma d’intrattenimento.

In continua successione ulteriori televisori ci mostrano le interviste ad alcuni dei più visionari game designer che con i loro giochi hanno lasciato un segno profondo: John Romero creatore di Doom, Ray Muzyka e Greg Zeschuk fondatori di BioWare (lo studio dietro Baldur’s Gate, Mass Effect e Dragon Age), e Yuji Naka papà di Sonic, sono alcuni dei grandi nomi che trovano spazio tra le mura del GAMM. Anche solo guardare queste interviste sottotitolate è sufficiente per fermarsi ore all’interno della struttura, così da valorizzare ogni singolo secondo speso per apprendere nuove conoscenze, aneddoti e curiosità.

…e teche

A valorizzare il tutto ci pensa la lunga sequenza di teche contenenti console e videogiochi che hanno fatto la storia, partendo da cimeli come l’Atari 2600 ed il Commodore 64 per poi passare alle PlayStation di Sony e le Xbox di Microsoft senza dimenticare le innumerevoli piattaforme Nintendo che siano i mitici Game Boy o l’innovativa Wii.

Vedere dietro quelle vetrine così tanti giochi del lontano passato fino all’attualità conservati in maniera praticamente impeccabile fa venire gola ai più incalliti collezionisti di videogames: Conker’s Bad Fur Day, Golden Sun, Metal Gear Solid in edizione limitata e pure una copia autografata di Perfect Dark, tutti affiancati da nomi più noti ma altrettanto indimenticabili come Super Mario World, Final Fantasy VII, Resident Evil 2, Wii Sports e Skyrim.

Gamm Museo Videogioco 1

Ma è difficile restare impassibili davanti alle cartucce dell’Atari 2600 o ai prodotti per l’Intellivision, roba che molti giocatori odierni avranno probabilmente sentito nominare dai loro stessi genitori cresciuti con opere così primitive ma per l’epoca così sconvolgenti. Trovano spazio persino alcuni dei più grandi flop di ogni epoca, come il Virtual Boy di Nintendo esposto in tutta la sua fallimentare gloria.

Peccato solo non poterci giocare per capire ancora meglio come mai questa inconsueta piattaforma del 1995, tra le prime a fare sperimentazioni con la grafica 3D stereoscopica, è stata una delle pagine più oscure del colosso giapponese: sarebbe stato un momento davvero unico.

Gamm Museo Videogiochi

Ciliegina sulla torta, monitor interattivi con quiz a cui rispondere per dare sfoggio di tutte le proprie conoscenze. Le domande non sono però delle più comuni e, anzi, metteranno a dura prova anche il più appassionato, perfette per ampliare ancora di più le proprie conoscenze.

Un autentico parco divertimenti

Il GAMM non è solo cultura, ma anche svago ed intrattenimento giocando proprio gli stessi classici citati dai suoi corridoi. Proprio accanto al salone principale è stata allestita una piccola sala giochi piena di cabinati con cui intrattenersi, disponibili in maniera totalmente gratuita e dunque con la possibilità di giocarci liberamente per tutto il tempo che vogliamo.

Si tratta di un altro pezzo forte del museo considerato che trovano spazio alcuni capolavori con ormai quarant’anni alle spalle: ritrovarsi davanti a un cabinato originale di Donkey Kong del 1981 ma anche al leggendario Pac-Man originale del 1980 da venire un sussulto a chiunque considerata la fama che accompagna nomi simili, pronti per essere giocati in tutta la loro gloria passata tra sfide impegnative da superare e grandi punteggi da registrare.

Ma c’è tanto altro ancora con cui svagarsi in solitaria o in compagnia: Street Fighter, Mortal Kombat, Tekken e Metal Slug possono tenerci incollati allo schermo anche per ore considerata la loro immediatezza e la loro giocabilità magnetica adatta a tutte le età.

Gamm Museo Videogiochi 3

La chicca più curiosa è però un cabinato di Fix-It Felix Jr., videogioco tecnicamente immaginario visto nel film della Disney Wreck-It Ralph (Ralph Spaccatutto in italiano) pronto per essere giocato in qualunque momento, ispirato proprio ai più grandi classici arcade degli anni ‘80 come il già citato Donkey Kong.

Ma il divertimento non finisce certo qui: l’intero piano sotterraneo è predisposto come una grande area ricreativa che ci permette di giocare con tante celebri console ed alcuni dei loro giochi più significativi. Dal NES con Super Mario Bros 2 fino alla più moderna PlayStation 5, si possono sperimentare liberamente produzioni di ogni generazione attraverso i loro hardware e controller originali, così da vivere fino in fondo le esperienze offerte dalle tante opere simboliche messe a disposizione dal museo.

C’è spazio per tutti e una selezione di tutti che va incontro ai gusti del pubblico più variegato: ti puoi divertire con un Platform spensierato come Super Mario 64 per Nintendo 64 oppure metterti alla prova con le ardue sfide di Ninja Gaiden II su Xbox 360, oppure goderti un’esperienza ancora più immersiva come Mass Effect 2 fino ad arrivare alle esperienze cinematografiche di The Last of Us. Addirittura il GAMM ti fa giocare anche due dei peggiori videogiochi di tutti i tempi come E.T. e la versione di Pac-Man per Atari 2600, i cui flop sono considerati tra i vari motivi dietro la crisi del 1983.

Gamm Game Museum 1

A suo modo dunque l’area ricreativa è praticamente un’ulteriore estensione del lato culturale che caratterizza il museo: provare con mano produzioni simili ci permette di comprendere ancora meglio all’atto pratico l’evoluzione del settore videoludico nel corso dei decenni, un cambiamento continuo che non riguarda soltanto la grafica sempre più moderna ma anche idee e giocabilità in costante trasformazione e che offrono sempre un modo diverso per intrattenere gli appassionati.

E dopo essere rimasti senza parole ammirando le imponenti statue sparse lungo tutta la struttura (impossibile restare impassibili di fronte al gigantesco Big Daddy di Bioshock o al vecchio Solid “Old” Snake di Metal Gear Solid 4 che ci accoglie proprio all’inizio della nostra visita), ed acquistato magari qualche piccolo souvenir come ricordo, è tempo di salutare il GAMM.

Un’esperienza che vale la pena vivere

Considerata la sua posizione sostanzialmente centrale su Roma, il fatto di essere letteralmente dietro alla Stazione Termini e in una zona ben collegata come Piazza della Repubblica, visitare il GAMM non è solo facilissimo ma è anche una tappa consigliata per chi ama i videogiochi e pure per chi non è così appassionato ma è comunque curioso di scoprire qualcosa di più su un media in continua crescita, diventato oggi una delle industrie più grandi e remunerative al mondo.

Questo perché il museo riesce nel suo scopo di divulgatore culturale ripercorrendo in maniera chiara e senza troppi fronzoli tutte le tappe più importanti di questa realtà permettendoci anche di vedere e toccare con mano molti giochi che hanno scritto importanti pagine di storia.

GAMM Museo Videogioco Roma 1

Trovare nel cuore di Roma una simile realtà, in un paese come l’Italia in cui ancora molto spesso i videogiochi non godono del rispetto e del riconoscimento che in un contesto moderno vedrebbero riconosciuti, è un’importante testimonianza di quanta strada si è percorsa finora e quanti passi ancora ci sono da portare avanti, contribuendo alla crescita dell’industria videoludica nostrana che prova ad emergere con maggior forza un poco alla volta.

Il GAMM può far riflettere sull’importanza che i videogiochi hanno raggiunto nell’universo pop odierno, diventando ormai un pezzo fondamentale nell’evoluzione dell’intrattenimento in ogni sua forma, e ci riesce senza lasciarsi andare a spiegoni prolissi o inutile retorica, ma dimostrando con argomenti professionali e con una profonda cura nei dettagli quanto questo mondo sia ormai legittimato come una forma d’arte. E forse siamo ancora agli inizi.

Francesco Muccino

Tocca il suo primo videogioco, Super Mario Land, quando ancora non ha compiuto 3 anni. Da allora entra in un vortice dal quale probabilmente non ne uscirà mai più. Appassionato di ogni genere e irriducibile alfiere del formato fisico, vanta una collezione di oltre 2700 giochi.

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