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God of War Ragnarok Valhalla

God of War Ragnarok: Valhalla, si torna, finalmente, a combattere!

Grazie al DLC di God of War Ragnarok, Valhalla, sono tornato a impersonare Kratos in un roguelike divino, brutale e assuefacente

Con Valhalla – il nuovo DLC roguelike gratuito di God of War Ragnarok, presentato nel corso della cerimonia dei The Game Awards (ecco tutti i giochi vincitori per ogni categoria ai The Game Awards) e disponibile dal 12 dicembre 2023 – siamo finalmente giunti all’epilogo della lunga storia di Kratos e del suo viaggio iniziato in Grecia nel lontano 2005? Questo dovrete scoprirlo da soli anche perché l’espansione è gratis, pertanto, non ci metterete nulla a scaricarla, provarla e se non vi è piaciuto il trittico “combatti, muori e ricomincia“, disinstallarla (e vedervi il finale su Youtube).

Ciò che posso dirvi con certezza però è che Santa Monica scrive la parola fine alla sua epopea norrena – per tale ragione questo DLC andrebbe giocato una volta finita la main quest di Ragnarok – e lo fa in grande stile, rimettendo il giocatore al centro del villaggio: dite addio ai monologhi da ascoltare durante le lunghe passeggiate e preparatevi a massacri senza sosta, adrenalinici ma al tempo stesso ansiogeni, perché la paura di morire sarà tanta come d’altronde insegna il genere dei roguelike.

Valhalla trova il perfetto equilibrio tra gameplay e narrazione, un obiettivo già centrato in passato dallo studio californiano con il God of War del 2018 e in parte mancato, almeno dal mio punto di vista, con il secondo capitolo della saga (qui l’approfondimento in Podcast in cui discutiamo sui problemi di God of War Ragnarok): questa volta, non vedrete l’ora di fermarvi nelle aree di riposo per rifiatare, disquisire con Mimir su ciò che sta accadendo intorno a voi e sulle rivelazioni che si apprenderanno nel corso dell’avventura, per poi accedere, a conversazione chiusa, alla prossima arena da affrontare.

Roguelike + Valhalla = God of War

È la natura stessa del roguelike che impone al giocatore di combattere ininterrottamente e al tempo stesso di analizzare, con occhio attento, non solo la conformazione dei livelli – ogni stanza, a livello scenografico, attinge ai luoghi ben noti a Kratos, dall’antica Grecia ai più recenti Nove Regni – ma anche i nemici da maciullare (vecchie e addirittura vecchissime conoscenze). Quest’ultimi non vanno mai sottovalutati e richiedono una strategia pensata di volta in volta a seconda di chi ci troviamo di fronte.

Le insidie si susseguono per testare le nostre abilità – ci saranno anche sfide a tempo in cui più passano i minuti, più gli avversari, anche quelli base, diventeranno forti e resistenti – e guadagnare così, dopo litri e litri di sudore versato, l’atteso scontro con una delle numerose e letali boss fight che incontreremo nel cammino. Giunti al cospetto del boss, la tensione ha rischiato più volte di divorarmi, perché un colpo sferrato al posto di sollevare lo scudo oppure una lettura sbagliata del suo moveset, avrebbero potuto significare Game Over (per fortuna che ho sbloccato subito la possibilità di usare la pietra della resurrezione per assicurarmi una seconda chance).

God of War Ragnarok Valhalla 1

Si torna, insomma, alle origini, con un Kratos che sventra un Helwalkers dopo l’altro, alternando le sue tre armi a disposizione (oltre a qualche sorpresa di vecchia data), per farsi strada attraverso un percorso lungo e tortuoso dove la sconfitta non è altro che un ritorno alla Spiaggia che funge da Hub principale. Qui potremo potenziare in modo permanente la forza, la salute, la difesa e tutte le altre statistiche del protagonista, nella speranza che, nel nuovo tentativo, i poteri casuali che si perdono ad ogni morte si rivelino efficaci per avere la meglio sull’Elfo Oscuro più forte dei Nove Regni.

Per tirare le somme e chiudere questa non-recensione, in Valhalla, il fenomenale combat system di God of War Ragnarok è libero da catene narrative e può esprimere appieno il suo potenziale al punto da diventare assuefacente: i sei livelli di difficoltà selezionabili per approcciare l’espansione (una scelta apprezzabile perché permette a chiunque di arrivare alla sua conclusione) sono uno stimolo a migliorarsi sempre di più e a diventare, in conclusione, il vero Dio della Guerra.

Andrea Baiocco

Amo la birra, il basket e i videogiochi. Sogno un'Ipa al pub con Kratos e una scampagnata con Nathan Drake. Scrivo su Lascimmiapensa e su Everyeye mentre provo a parlare su Freaking News.

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