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Godzilla e Kong Il nuovo Impero Recensione

Godzilla e Kong Recensione: il Nuovo Impero colpisce ancora

Abbiamo visto Godzilla e Kong - Il nuovo Impero, l'ultimo film di Adam Wingard al cinema dal 28 Marzo 2024: la recensione

Nell’anno del 70esimo anniversario della creazione di Godzilla, e a poche settimane dell’exploit del giapponese Godzilla Minus One ai recenti Premi Oscar 2024, durante i quali il film di Takashi Yamazaki è diventato il primo titolo della saga a vincere una statuetta (nella sezione migliori effetti speciali), l’iconico kaiju ritorna al fianco dell’occidentale King Kong per il nuovo blockbuster Godzilla e Kong: Il nuovo impero, il più recente capitolo del MonsterVerse di Warner Bros Pictures e Legendary Pictures.

Ancora una volta diretto da Adam Wingard, già dietro al precedente (e ottimo) Godzilla vs Kong, purtroppo uscito nel bel mezzo della pandemia di covid-19 e passato troppo in sordina rispetto a quanto avrebbe invece meritato, il nuovo episodio questa volta vede i due Titani combattere fianco a fianco contro una colossale minaccia sconosciuta che si cela nel nostro mondo, e che metterà a dura prova la loro stessa esistenza e quella dell’intera umanità.

Il tutto, ovviamente, condito con una sanissima dose di mazzate gargantuesche: del resto la ‘E’ nel titolo al posto del ‘VS’ lascia presagire un team-up di enorme proporzioni, giustificabile solo con una creatura più grande e grossa dei due ‘Re’ della Terra.

Godzilla e Kong: Il nuovo impero di Adam Wingard

Nella Serie TV Monarch: Legacy of Monsters (se ve la siete persa, ecco la recensione di Monarch: Legacy of Monsters), spin-off disponibile sulla piattaforma Apple TV+, abbiamo visto il focus della saga spostarsi sugli esseri umani, sempre un po’ ingombrati nelle precedenti uscite da grande schermo del franchise hollywoodiano perché mai trattate coi giusti modi intimisti (come ha fatto invece Godzilla Minus One) o satirici (l’altro capolavoro giapponese Shin Godzilla di Hideaki Anno) e usati soprattutto come punto di vista di ingresso dello spettatore nella storia.

Anche Godzilla e Kong soffre vagamente di questo problema (in gran parte smorzato da toni di avventura finalmente azzeccati) ma di buono c’è che viene subito dopo Monarch e quindi la sua valvola di sfogo umana sembra esaurita: a differenza del precedente Godzilla vs Kong, per fortuna Wingard stavolta sembra davvero solo interessato alle botte da orbi (con tante lunghe scene di pura azione, anche senza dialogo molto spesso) e a goderne è lo spettacolo e ovviamente anche noi, poveri minuscoli esseri umani che, seduti di fronte al grande schermo, veniamo schiacciati dalla maestosa grandezza di Kong e Godzilla.

Godzilla e Kong Il nuovo Impero

Vedete, Wingard sembra spassarsela da morire quando può schierare i bestioni in battaglia contro mostri più mostri di loro e grazie alle possibilità di una CGI sempre migliore sembra davvero di vedere delle grosse action-figure mosse dalla mano invisibile di un bambinone per darsele di santa ragione in un sand-box di costruzioni giocattolo destinate a venire schiacciate dalla mole dei loro corpi digitali, e noi ce la spassiamo con lui.

É la sincera e spassionata onestà alla base di un progetto come Godzilla e Kong, che promette scazzottate titaniche in ogni locandina e in ogni trailer e in ogni intervista e in ogni inquadratura, senza chissà quali aspirazioni filosofiche e moralistiche, a rendere inattaccabile un progetto come Godzilla e Kong: uno spassionato e fierissimo disaster movie orgogliosamente anni 90, che ruggisce forte.

Matteo Regoli

critica i film, poi gli chiede scusa si occupa di cinema, e ne è costantemente occupato è convinto che nello schermo, a contare davvero, siano le immagini porta avanti con poca costanza Fatti di Cinema, blog personale

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