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Granblue Fantasy Relink Recensione

Granblue Fantasy: Relink Recensione: 8 anni di attesa ben ripagati

Dopo uno sviluppo lungo e travagliato, Cygames è riuscita a pubblicare il suo Action/RPG Relink basato sull’universo di Granblue Fantasy

Era il 2016 quando Cygames annunciava Granblue Fantasy: Relink, sviluppato in collaborazione con PlatinumGames. Eppure, nonostante le ottime premesse e le incoraggianti potenzialità, ci ha messo ben 8 anni a fare il suo esordio. L’uscita di scena di PlatinumGames, i lavori passati interamente nelle mani di Cygames, tanti lunghi rinvii e generale incertezza, sembravano minare l’effettiva nascita dell’Action/RPG ispirato all’universo narrativo delll’MMORPG Granblue Fantasy, bloccato in un vortice dal quale sembrava non riuscire ad evadere.

Nel mentre il brand si è espanso con altri progetti, compreso il Picchiaduro Granblue Fantasy Versus che ha saputo farsi apprezzare dagli appassionati del genere. All’appello continuava però a mancare lui, Relink. Ma Cygames non ha mai gettato la spugna sull’opera, portando avanti lo sviluppo un poco alla volta riuscendo finalmente a completarlo. Granblue Fantasy: Relink è divenuto realtà il 1 Febbraio 2024 su PC, PlayStation 5 e PlayStation 4 e i fan possono tirare un sospiro di sollievo: siamo davanti a un ottimo Action/RPG (a proposito di Action/RPG, non perdetevi la recensione di Final Fantasy XVI).

Solcando i cieli del Regno Celeste

Dopo aver avviato l’opera, una domanda sorge subito spontanea: è possibile comprendere gli eventi ed i rapporti tra i principali protagonisti di Granblue Fantasy: Relink, senza conoscere l’MMORPG su cui si basa? Sebbene l’IP di Cygames dia per scontato che il giocatore già conosca bene personaggi e mondo di gioco senza grossi approfondimenti, la buona notizia è che questo spin-off racconta una storia inedita che non richiede di conoscere a memoria tutte le opere correlate (come le serie anime e i manga basati su Granblue Fantasy). Attraverso un comodo glossario e le Storie dei singoli personaggi che fungono da attività secondarie, possiamo approfondire le conoscenze sulla lore del titolo, così da avere un quadro più chiaro dell’intera vicenda.

L’avventura ci mette nei panni del capitano della Grandcypher – che può essere il personaggio maschile Gran o la protagonista femminile Djeeta – al comando di una ciurma molto affiatata che sta solcando i cieli di Zegagrande, un gigantesco arcipelago di isole fluttuanti tra i cieli del Regno Celesteverso, in viaggio verso l’Isola di Estalucia, considerata la dimora degli Astrali, quando improvvisamente viene attaccato da creature alate ostili. Nel tentativo di respingere l’attacco la giovane Lyria, legata indissolubilmente a Gran/Djeeta, evoca il potente Bahamut per respingere l’assalto. Tuttavia, quando la situazione sembra volgere a favore della Grandcypher, Bahamut si ribella alla sua invocatrice e attacca la ciurma, danneggiando gravemente il vascello volante.

Granblue Fantasy Relink

Gran/Djeeta e i suoi compagni fanno dunque sosta nel villaggio di Folca non solo per riparare l’aeronave, ma anche per capire cosa possa aver spinto Bahamut a ribellarsi. I dubbi del gruppo diventano più chiari quando scoprono che gli esseri primordiali di Zegagrande hanno a loro volta perso il controllo: la ciurma decide dunque di intervenire in aiuto degli abitanti dell’arcipelago, convinti che l’attuale situazione dei primordiali possa nascondere le risposte ai loro dubbi ma ben presto scopriranno che forze oscure stanno agendo nell’ombra, portando avanti un terrificante piano che riguarda proprio quegli esseri sovrannaturali.

Nonostante il comparto narrativo rivesta un ruolo centrale all’interno dell’opera grazie alla forte presenza di filmati, dialoghi e approfondimenti, forse è bene tenere sotto controllo le proprie aspettative: la storia alla base di Granblue Fantasy: Relink ruota attorno a tematiche piuttosto classiche ed ampiamente trattate in tantissime altre opere analoghe tra il mondo da salvare, cattivi che si redimono, grandi sacrifici, antiche divinità pericolose e così via. Anche la caratterizzazione dei personaggi appare piuttosto standard, partendo dai consueti eroi senza macchia e senza paura pronti a sporcarsi le mani pur di proteggere le persone che amano.

Granblue Fantasy Relink 1

L’evoluzione della trama segue dunque questi canovacci molto tradizionali dimostrandosi piuttosto scontata e prevedibile per la larga maggioranza dell’avventura. Puntare su un’impostazione così classica non deve essere per forza visto come un male se gli autori sono consapevoli di ciò che vogliono raccontare: Granblue Fantasy: Relink, alla fine, si lascia seguire, merito di un cast di personaggi ben assortito che sa conquistare le simpatie dei giocatori. Se non avete problemi a seguire una storia così impostata, allora l’opera Cygames saprà intrattenervi (senza strafare). Se però volete qualcosa di più creativo ed originale, difficilmente troverete qui pane per i vostri denti.

L’unione fa la forza

Granblue Fantasy Relink si presenta come il più classico degli Action/RPG: non punta all’innovazione vera e propria seguendo invece uno schema ludico ben noto sia per quanto riguarda i combattimenti che per l’esplorazione e lo sviluppo dei personaggi. Al tempo stesso però non gli manca nulla e quanto offre dimostra di funzionare in maniera egregia. Già il fatto di poter controllare ogni singolo personaggio della ciurma senza essere limitati al protagonista – che comunque deve obbligatoriamente essere presente nel party di quattro guerrieri che andremo a formare prima di ogni missione – è un vantaggio in ottica varietà.

Ogni membro del gruppo gode infatti di una propria caratterizzazione ben definita in termini di statistiche ed equipaggiamenti, offrendo così un approccio unico e sempre diverso all’azione a seconda di chi scegliamo di utilizzare. Tra attacchi standard, colpi potenti, combo e mosse speciali (da impostare a nostro piacimento tra quelle sbloccate), ogni eroe ha tutto ciò che serve per rivelarsi una valida risorsa in combattimento, soprattutto agendo all’unisono con i compagni di squadra.

Granblue Fantasy Relink Recensione 1

L’interazione in battaglia con gli alleati avviene attraverso due metodi: tramite gli Attacchi Legame, utili per infliggere danni maggiori e attraverso le Arti Celesti, mosse finali esclusive per ciascun personaggio che possono anche essere eseguite consecutivamente qualora tutti i membri abbiano riempito l’apposito indicatore. L’esecuzione di più Arti Celesti consecutive consente infine di effettuare un poderoso colpo finale dall’ingente potenza, il Full Burst, spesso molto prezioso per prosciugare più velocemente le forze dei nemici o del boss di turno.

Per il resto l’azione scorre fluida su schermo che è un piacere grazie al buon ritmo che la definisce, mettendoci anche contro un bestiario discretamente variegato. Le Boss Fights, il fiore all’occhiello del gameplay in ottica combattimenti, sono caratterizzate da un alto tasso di epicità e coinvolgimento e spingono il giocatore a sfoderare il meglio del proprio repertorio. E se le energie dovessero finire in soglia critica, niente paura: oltre ad avere a disposizione un tot di oggetti curativi, non mancano le consuete abilità passive, nostre o dei compagni, con le quali recuperare le forze perdute.

Mai eccessivamente complesso

È bene comunque precisare che Granblue Fantasy: Relink non è esattamente il più complesso degli Action/RPG in circolazione, anzi risulta in verità piuttosto facile da affrontare, questo perché la sconfitta è davvero rara. Nel caso in cui il nostro personaggio esaurisca la salute, basterà essere salvati da un compagno oppure aspettare di recuperare le forze autonomamente per tornare al massimo della forma e proseguire così il combattimento.

Certo, continue e ripetute sconfitte possono portare sul lungo andare al Game Over ma si tratta di un’eventualità così rara che con molta probabilità si arriverà ai titoli di coda senza aver mai visto nemmeno per una volta tale schermata. È un vero peccato perché alcuni combattimenti sarebbero anche piuttosto impegnativi sulla carta, senza contare che ci ritroveremo spesso ad affrontare nemici di livello superiore al nostro (i boss in particolare), capaci di prosciugare velocemente le nostre energie in pochi colpi.

Granblue Fantasy Relink 2

Lo sviluppo del party, che avviene tramite la spesa dei punti esperienza accumulati attraverso l’apposito albero delle abilità, ci permette di potenziare velocemente i parametri offensivi e difensivi di ciascun personaggio rendendoli sempre più potenti. Inoltre, una volta accumulate risorse sufficienti, anche le armi possono essere potenziate. Tramite il fabbro è possibile poi forgiare nuovi equipaggiamenti (pochi) che una volta migliorati si rivelano ancora più efficaci rispetto alle dotazioni standard dei nostri eroi. Insomma, il gioco ci offre tutto l’occorrente necessario per dominare qualunque tipo di avversario.

Una difficoltà meglio bilanciata avrebbe non solo trasmesso un senso di sfida più concreto ma anche conferito una marcia in più al gameplay, rendendolo ancora più avvincente. Perché sì, il combat system di Granblue Fantasy: Relink di base funziona egregiamente, sa rivelarsi divertente grazie al suo ritmo elevato ma al tempo stesso mai caotico e lascia spazio a tante possibilità e combinazioni una volta sviluppati adeguatamente i nostri personaggi.

E se da un lato è vero che sul lungo andare l’azione tende a farsi ripetitiva, il fatto di non aver allungato a dismisura i singoli capitoli che compongono la storia principale o gli scontri con i boss, fa in modo che questa sensazione non prenda mai il sopravvento rivelandosi dunque più che tollerabile. In ogni caso va detto che Granblue Fantasy: Relink non è esattamente un campione di longevità: la sola trama principale potrebbe richiedere anche solo una dozzina di ore per essere portata a termine, sebbene non manchino vari contenuti secondari con i quali intrattenersi per allungare un po’ di più il conteggio delle ore.

Tranquille distrazioni

Combattimenti e trama principale non sono ovviamente gli unici elementi offerti da Granblue Fantasy: Relink. L’esplorazione ha il suo ruolo anche se non così predominante: questo perché le mappe di gioco hanno una struttura sostanzialmente lineare e mai eccessivamente ampia, con alcuni segreti che, se scoperti, offriranno al giocare tutto il necessario per potenziare personaggi ed armi. Pertanto, vale la pena perdere un po’ di tempo a setacciare ogni angolo delle aree che ci circondano. Non aspettatevi però un level design particolarmente elaborato o chissà quali situazioni diverse dal solito: si esplora, si raccolgono oggetti, si affronta qualche scontro e così via fino alla fine del viaggio.

Funziona così anche per i centri abitati che fungono da HUB lungo il nostro cammino. Queste ambientazioni non servono soltanto per rifiatare tra un capitolo e l’altro, ma sono fonte di vari incarichi secondari dall’impostazione in realtà abbastanza classica: eliminare un certo numero di nemici, raccogliere certi oggetti, sconfiggere uno specifico avversario ed altri soluzioni sempre di questo tipo. Sono un piacevole diversivo gli Episodi del Destino, racconti volti ad approfondire le storie di ogni singolo personaggio del gruppo attraverso racconti testuali e qualche sfida inedita tutta incentrata sull’eroe in questione.

Gli Episodi si rivelano un piacevole escamotage per approfondire ancora di più la storia dei vari protagonisti e, seppur sostanzialmente testuali, vale la pena scoprirli considerati gli ulteriori bonus alle statistiche del gruppo che si sbloccano capitolo dopo capitolo. Ci sarebbero anche un po’ di contenuti Endgame con i quali intrattenersi: fatta eccezione per un atto extra della storia volto a concludere definitivamente il racconto, non c’è nulla di effettivamente originale con cui intrattenersi oltre alle sfide un po’ più impegnative rispetto alla campagna principale.

Non bisogna inoltre dimenticare che Granblue Fantasy: Relink può essere affrontato anche tramite multiplayer cooperativo fino a 4 giocatori. Sebbene l’intera produzione sia pienamente godibile anche in solitaria, la presenza del multigiocatore dona al titolo Cygames un altro elemento d’interesse considerata la sua ottima implementazione. Persistono sempre i problemi alla difficoltà generale, fin troppo tendente verso il basso, ma se non altro giocare in compagnia risulta ugualmente un piacere grazie al gameplay ben collaudato.

Le bellezze della Zegagrande di Granblue Fantasy Relink

Nel suo stile puramente anime reso possibile dall’impiego della grafica in Cell Shading, lo spin-off di Granblue Fantasy non mostra una cura eccezionale nei dettagli, e di certo non sfrutta al meglio le capacità di PlayStation 5 complice il suo sviluppo cross-gen (senza dimenticare che è pur sempre un gioco il cui annuncio risale comunque al 2016…). Ciononostante, a valorizzare Granblue Fantasy Relink ci pensa il suo lato artistico: dal character design fino alla realizzazione di ogni singolo scenario, Cygames ha dimostrato grande dedizione ed ispirazione dando vita ad un quadro estremamente variopinto, splendido sia da vedere, sia in movimento, grazie ad animazioni programmate con estrema attenzione.

Il sapiente utilizzo di effetti visivi e speciali rendono ancora più affascinante tutto ciò che si muove su schermo, ricordandoci ancora una volta che la semplice potenza tecnica alla fine non è sempre un fattore così fondamentale per dare vita a un prodotto che possa rivelarsi vincente in termini di pura “forma”. Granblue Fantasy Relink non mostra nemmeno il fianco a particolari criticità tecniche: tutto scorre in maniera fluida e senza incertezze che si giochi in Qualità o in modalità Performance, con un framerate stabile anche nei momenti più caotici dell’azione.

A condire il tutto ci pensa un accompagnamento musicale semplicemente da applausi: musiche dai toni forti, evocativi ed epici rendono il nostro viaggio ancora più coinvolgente rivelandosi azzeccate in ogni contesto in special modo nelle Boss Fights che guadagnano una marcia in più, con la colonna sonora che riesce a valorizzare queste battaglie facendo sentire il giocatore come se davvero da quello scontro dipendesse il futuro del mondo intero. La splendida direzione sonora è affiancata da un doppiaggio che si difende bene sia in inglese che in giapponese, ottimamente recitato in entrambi i casi e in grado di dare una caratterizzazione ancora più definita ad ogni personaggio del racconto.

È valsa la pena aspettare 8 anni? Sì

8 anni sono quasi un’eternità all’interno di un contesto in continuo movimento come quello videoludico e di certo Granblue Fantasy Relink rischiava di arrivare sul mercato ormai vecchio e con poca carne al fuoco per soddisfare non solo i palati più esigenti ma anche chi apprezza sempre destreggiarsi con un Action/RPG di qualità.

L’opera Cygames non è magari una campionessa di originalità ed è afflitta da più di un problema, su tutti una difficoltà fin troppo tarata verso il basso e un level design lineare senza grossi guizzi creativi, eppure dimostra di avere cuore quanto basta per rivelarsi un prodotto meritevole di attenzioni. Granblue Fantasy: Relink convince con il suo sistema di combattimento ben collaudato, graziato ad un ritmo ben studiato e le ottime dinamiche di gruppo che danno vita a battaglie spettacolari ma mai caotiche con il giocatore che mantiene sempre ben saldo il controllo su tutto ciò che avviene a schermo.

Tutti i personaggi sono egregiamente differenziati tra loro garantendo così la giusta varietà all’azione e la loro progressione è studiata con attenzione permettendoci di farli crescere sempre di più capitolo dopo capitolo. A colpire è anche una splendida direzione audiovisiva: Granblue Fantasy Relink magari non è il gioco che sfrutta meglio di tutti le potenzialità di PS5, ma di sicuro ha una direzione artistica degna di nota, esattamente come lo è il suo comparto sonoro tra musiche appassionanti e un doppiaggio svolto con professionalità.

Certo, i problemi ci sono, sarebbe scorretto non riconoscerli. Si potrebbe buttare nel mezzo anche una longevità non proprio stellare per il suo genere di appartenenza e un rischio ripetitività che in alcune circostanze fa capolino durante la partita. Ma dopo uno sviluppo così lungo e travagliato, quanto messo in piedi da Cygames è alla fine di pregevole fattura andando oltre i dubbi e, forse, anche le aspettative.

8/10

Francesco Muccino

Tocca il suo primo videogioco, Super Mario Land, quando ancora non ha compiuto 3 anni. Da allora entra in un vortice dal quale probabilmente non ne uscirà mai più. Appassionato di ogni genere e irriducibile alfiere del formato fisico, vanta una collezione di oltre 2700 giochi.

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