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Harold Halibut Recensione

Harold Halibut Recensione: una matrioska di emozioni

La recensione di Harold Halibut, un'avventura narrativa davvero speciale sviluppata dallo studio indipendente Slow Bros

Siete da soli, nel bel mezzo dello Spazio, dentro una navicella. Niente luce, se
non quella artificiale generata dalle lampadine al neon e alimentate da un
generatore che trasuda Anni Ottanta da tutti i pori. Harold Halibut è un progetto d’amore, dall’elevato spessore creativo e dalla grande prospettiva. Ad avergli dato le chiavi delle meraviglie è lo studio indipendente Slow Bros.

A essere “Slow”, però, è la trama di Harold Halibut. Ora, sia chiaro, non intendo
partire in quarta nel raccontare quanto sia assurdo e come riesca a eseguire in
modo genuino e preciso il suo obiettivo, ma voglio fare una premessa delle mie
quando un videogioco mi sorprende: Harold Halibut fa piangere. Fa così tanto
piangere che, raggiunta la conclusione, c’è bisogno di fermarsi un attimo e
riflettere bene su cosa si è visto
e come il racconto si è evoluto nel corso
dell’esperienza.

Coinvolgere e appassionare

Se amate il cinema, sicuramente le follie e l’imprevedibilità della vita sono cose che conoscete molto bene: il videogioco di Slow Bros va in questa direzione, presentando un contesto interessante. Intanto, fermi tutti. Se per un momento l’immagine di copertina potrebbe ricordarvi una classicissima pellicola che guardereste ben volentieri su Disney Plus, sappiate che non si va tanto lontano e, anzi, la cosa si fa ancora più seria e particolareggiata: la storia di Harold Halibut coinvolge ed emoziona, dall’inizio alla fine, lascia strascichi al giocatore e fa sentire il peso delle scelte compiute durante la sua scoperta.

Si tratta, d’altronde, di ben diciassette ore intense tra dialoghi, parole al
vetriolo, d’amore e un bene incommensurabile per la scoperta e l’ignoto. Ma
calma, meglio se mi calmo: faccio presto a introdurre qualcosa e poi a
perdermi nel chiacchiericcio, spingendo inevitabilmente l’acceleratore
esattamente dove capita.

Harold Halibut Recensione 1

Ma no, non è necessario, pena il rischio di buttare parole su parole che potrebbero non essere utili a nessuno. La produzione di Slow Bros è una matrioska di emozioni, sensazioni e vita vissuta, di amori difficili e di tanta voglia di umanità. La quintessenza di opere come The Secret of Monkey Island qui è espressa ed espansa all’asintoto: Harold Halibut, senza mezzi termini, è l’avventura narrativa dell’anno.

La storia del buon Harold Halibut

La Terra, esattamente come in Interstellar, è ridotta a un colabrodo. Di essa non rimane più alcunché e la nuova colonia terrestre nello Spazio profondo, protetta da barriere e concentrata da un’evoluzione scientifica di assoluto prim’ordine, è la casa di scienziati, venditori e di gente comune che vive pensando ad arrivare alla fine del mese. Insomma, la prima grande tematica della produzione è il consumismo sfrenato, mostrato dal team attraverso i tanti negozi visitabili lungo l’intero corso dell’esperienza di gioco.

Non si è mai effettivamente in ritardo per sottolineare quanto questo mondo sappia essere imprevedibile e infame per chi non ha idea di come rapportarsi con il futuro, ed è costantemente alla ricerca di qualcosa di nuovo. Ciò accade in Harold Halibut attraverso una trama contorta e complessa, da seguire con attenzione per coglierne le sfumature.

Harold Halibut

Nell’avventura si vestono i panni del giovane Harold Halibut, uno scienziato brillante, nonché l’inventore, assieme ad altri colleghi, della stazione Fedora, un luogo che si trova nell’oceano venefico del pianeta in cui l’umanità ha ricominciato. E da questo momento in avanti, mi spiace, evito spoiler proprio per non rovinarvi il racconto.

Come accennavo poco fa, Harold Halibut è un’esperienza intensa e vivace, raccontata in primo luogo piano piano, rispettando i ritmi della produzione e, in generale, anche del team di sviluppo. Parte con coscienziosità, arriva allo scopo e, in seguito, sorprende con assoluti colpi di classe che coinvolgono ed emozionano, lasciando al giocatore la possibilità di fantasticare e sognare su cosa vede.

Alla base dell’opera, infatti, c’è l’interazione con i vari comprimari e gli abitanti della stazione Fedora: si tratta di chiacchiere divertenti, spesso inerenti al lavoro di Harold e ai suoi sogni e speranze. In tal senso, l’opera commuove perché il protagonista è un sognatore incrollabile, che spera un giorno di riuscire a esaudire i suoi desideri. Andando avanti nell’avventura, infatti, ciò si evolve anche nei suoi rapporti con le persone.

Non solo chiacchiere

Come accennavo poco fa, Harold Halibut è un’avventura narrativa. Non concentra le sue energie per proporre dunque un game design estremamente complesso né intricato ma si assicura di raccontare cosa intende con la dovuta pazienza e attenzione, preferendo quindi esaurire il lato ludico in base alle scelte che il giovane compie nel corso dell’esperienza.

Oltre a dare spessore, a dare personalità e a mostrare i lati umani di un personaggio davvero inedito, muovere il protagonista attraverso una visuale a scorrimento è originalissimo, poiché consente di coinvolgersi ulteriormente con il resto dell’esperienza. La narrazione, fossilizzata su risposte belle o brutte, concentra la sua energia per parlare dell’umanità: è alla base del concentrato stesso dell’esperienza, piacevole e sempre impattante, mai banale oppure stereotipata.

La recensione di Harold Halibut, un'avventura narrativa davvero speciale sviluppata dallo studio indipendente Slow Bros

In un mercato spesso bulimico e mai effettivamente concentrato a scoprire certe perle, Harold Halibut è quell’avventura narrativa che preferisce rilassare e far riflettere invece di concentrarsi unicamente sul raccontare una storia (a proposito di piccole perle, non perdetevi la recensione di Bears in Space). Se non altro, è lo stesso fato che toccò, al tempo, anche a opere come Life is Strange e a innumerevoli avventure narrative proposte nel corso della lunga storia del genere.

Harold Halibut, in tal senso, è un pochino come Slay the Princess, in cosa racconta e dimostra: riesce a incantare per ciò che dettaglia e propone, facendo luccicare gli occhi. Complice il meraviglioso comparto estetico, unito alla composizione musicale e agli effetti della stazione, Harold Halibut è la perfetta idea di un team che è riuscito a raccontarsi con audacia e passione. Non è da tutti.

Nicholas Mercurio

Cosa succede se unite letteratura, tanta curiosità e un mix letale di videogiochi indipendenti e di produzioni complesse? Otterrete Nicholas, un giovane virgulto che scrive tanto e vuole scrivere di più. Chiamato "Puji" ben prima di nascere, dovete dargli una penna per tenerlo calmo. O al massimo un pad.

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