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Horizon An American Saga

Horizon: An America Saga Recensione: l’epica western di Kevin Costner

Abbiamo visto Horizon: An American Saga, nuovo western scritto e diretto da Kevin Costner 20 anni dopo Open Range: la recensione.

“Perché non hanno fatto una serie tv?” È una domanda che probabilmente sentirete – o voi stessi farete o avete fatto – a proposito di Horizon: An American Saga di Kevin Costner, nuovo kolossal western prodotto, scritto, diretto e interpretato dalla star Premio Oscar che, con quest’opera auto-finanziata, torna alla regia ventitré anni dopo il capolavoro Open Range. Un mega-western di tre ore che in realtà è quadruplo, perché già dal titolo ci mette di fronte ad una ‘Saga Americana’ e ad una ‘Parte 1’ cui seguirà una Parte 2 già girata (in uscita il 15 agosto al cinema) e poi anche Parte 3 e Parte 4 (in fase di completamento (in uscita, si spera, nel 2025).

Un kolossal epico che in totale racconterà una storia (anzi più storie, come si conviene ad una Saga) della durata di dodici ore. Il tutto al cinema, in quattro appuntamenti distinti e in due anni diversi. Il materiale perfetto per un racconto serializzato: Dunque, di nuovo, perché non hanno fatto una serie tv Perché non è questo il punto. Perché il punto, finalmente, per una volta, non sono le serie tv. Il punto è il cinema.

Horizon: An American Saga, il sogno di Kevin Costner

Con i propri soldi (più quelli di finanziatori ancora ignoti, neanche fossimo di fronte ad un thriller cospirazionista degli anni ’70) Kevin Costner con Horizon: An American Saga porta al cinema un suo sogno (cinematografico) che ha avuto nel cassetto per quasi quarant’anni, addirittura da prima dei tempi di Balla coi lupi e della valanga di Oscar che sommerse il suo esordio come regista.

Il punto è riportare il western, il genere cinematografico americano per eccellenza, negli spazi del grande schermo che gli competono, all’interno dei quali per lui non sembra esserci più posto ormai (una verità che l’implacabile risultato box office ha ribadito). Decine di personaggi, un’opera-fiume che vaga tra le terre della frontiera, un racconto a episodi di vite e di morti, di neve e di pianure, di deserti e di colline, di gesti semplici di vita quotidiana e imprese eroiche, vigliacche, amorevoli, dolcissime, violente.

Horizon An American Saga Recensione

In un arco di quindici anni – gli stessi di Furiosa di George Miller, che però lì erano condensati in due ore e mezza – Costner con Horizon: An American Saga ha l’ambizione di racchiudere la storia di un intero genere, di una nazione, di un’epoca e di un mondo, e realizza un film che guarda sempre verso l’orizzonte (quello fordiano ricordato da Spielberg in The Fabelmans: magistrale l’ingresso in scena del personaggio di Kevin Costner, ad oltre un’ora dall’inizio del film) trovando ogni volta qualcosa di nuovo. Kevin Costner ha fatto il suo Lonesome Dove, e per gli amanti del western – e del cinema – è impossibile non amarlo.

Matteo Regoli

critica i film, poi gli chiede scusa si occupa di cinema, e ne è costantemente occupato è convinto che nello schermo, a contare davvero, siano le immagini porta avanti con poca costanza Fatti di Cinema, blog personale

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