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Il Problema dei 3 Corpi Recensione Serie TV

Il problema dei 3 corpi Recensione: il ritorno di Benioff & Weiss

I creatori di Game of Thrones arrivano su Netflix con Il problema dei 3 corpi, una serie tv decisamente ambiziosa: la recensione

Chi segue Freaking News sa che chi scrive è stato ed è tutt’ora uno strenuo sostenitore dell’incompreso e vituperato finale di Game of Thrones, l’epocale serie tv fantasy di HBO al termine della quale tutto il mondo ha iniziato a odiare i creatori David Benioff & DB Weiss (dopo averli sostenuti e viaggiato con loro sul carro dei vincitori per quasi un decennio): oggi, a cinque anni di distanza dalla messa in onda dell’ultimo episodio, ‘Il trono di spade’, il duo creativo torna su Netflix con un’opera se possibile ancora più ambiziosa, l’adattamento televisivo de Il problema dei 3 corpi, acclamato romanzo di fantascienza arrivato dalla Cina e dalla mente dello scrittore Liu Cixin.

Prima parte della trilogia letteraria Memorie del passato della Terra, pubblicato nel lontano 2006 e considerato fin da subito ‘infilmabile’, Il problema dei 3 corpi racconta la storia di un’invasione aliena che arriverà sulla Terra nei prossimi 400 anni: com’è avvenuto il ‘primo contatto’ (nella Cina della Rivoluzione Culturale), cosa sta succedendo oggi nel presente (la scienza e la fisica sulla Terra sono ‘in bug’), come reagirà l’umanità e cosa farà l’umanità per provare a contrastare il tentativo di conquista di una civiltà infinitamente superiore a livello tecnologico (non ve lo spoileriamo). E Benioff & Weiss riescono in questo miracolo nell’unico modo possibile: tradendo il romanzo originale.

Il problema dei 3 corpi: la fantascienza oggi

In questo periodo di bombe nucleari (prima di Dune: Parte 2 c’era già stato ovviamente Oppenheimer) in cui la fantascienza sembra sempre più superata e incapace di immaginare il futuro come invece avveniva negli Anni Settanta e soprattutto Ottanta, forse perché il mondo è riuscito ormai a realizzare tutto ciò che era stato sognato con quei film (ok, magari quasi tutto), anche Il problema dei 3 corpi rientra con decisione nella fantascienza di oggi, quella che ci racconta il nostro mondo e i suoi problemi più intimi e decisivi (Black Mirror, Devs, Scissione, For all mankind), ma lo fa provando a dialogare con il futuro, pur tenendolo sempre fuori campo.

Attraverso un lavoro di rielaborazione e riscrittura impressionante del complicato e nerdissimo romanzo originale di hard sci-fi, fatto di formule matematiche e nozioni di fisica, di una miriade di personaggi e strutture multidimensionali ripiegate su loro stesse e, infine, riflessioni filosofiche (per questo si chiama ADATTAMENTO, e Benioff & Weiss confermano di essere maestri di quest’arte), la serie tv de Il problema dei 3 corpi riesce a trovare un equilibrio pazzesco tra la spettacolarità della produzione e l’intimità dei personaggi che la popolano.

Il Problema dei 3 Corpi Netflix

Lo fa spaziando dalle vibrazioni drammatiche dei film di Derek Tsang (il regista, tra i più promettenti della nuova generazione di Hong Kong, ha firmato i primi episodi) a quelli da blockbuster dell’esperto Jeremy Podeswa (il pluripremiato regista di Game of Thrones), passando addirittura per il grande Andrew Stanton, uno che di fantascienza se ne intende per definizione. É un grande momento per le serie tv e anche per la fantascienza: Il problema dei 3 corpi riesce ad intercettare entrambi i filoni e ad aggiungere la sua voce, non solo trovando il modo di farsi sentire ma addirittura distinguendosi come nuovo possibile capofila.

Matteo Regoli

critica i film, poi gli chiede scusa si occupa di cinema, e ne è costantemente occupato è convinto che nello schermo, a contare davvero, siano le immagini porta avanti con poca costanza Fatti di Cinema, blog personale

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