Il vostro amichevole Spider-Man di quartiere Recensione:
“Spider-Man, Spider-Man, does whatever a spider-can“: la nuova serie tv animata dei Marvel Studios, intitolata Il vostro amichevole Spider-Man di quartiere, è un altro trionfo della divisione Marvel Animation dopo la prima stagione di X-Men 97 (se ve la siete persa, ecco la recensione di X-Men 97) e l’ennesima esaltazione delle potenzialità della sottovalutata Saga del Multiverso.
Ambientata in una realtà alternativa del Marvel Cinematic Universe in cui gli eventi del film Captain America: Civil War, che introdusse sul grande schermo lo Spider-Man di Tom Holland, sono andati abbastanza diversamente da come li ricordavamo, con il mentore di Peter Parker che in questo caso diventa Norman Osborn e non Tony Stark, la serie dello showrunner Jeff Trammell dimostra di conoscere alla perfezione le potenzialità del personaggio, e gioca con le aspettative dei fan per ribaltarne e creare una nuova epica quotidiana a misura di liceo.
Spider-Man: le infinite variazioni sul tema
Del resto, ben prima del MCU e di Spider-Man: Across the Spider-Verse (la recensione di Spider-Man: Across the Spider-Verse è a un click di distanza), l’Arrampicamuri di Stan Lee e Steve Ditko, è stato il primo personaggio dei fumetti Marvel a portare fuori dalla pagina e sugli schermi televisivi il concetto di Multiverso.
Le versioni cinematografiche di Sam Raimi/Tobey Maguire e Marc Webb/Andrew Garfield hanno restituito al grande pubblico uno Spider-Man strettamente ancorato a New York, ma negli anni 90 già la mitologica Spider-Man: La serie animata affrontava la questione delle realtà parallele, con gli episodi cult dedicati al crossover delle Secret Wars, con tanto di Varianti e Dottor Destino (elementi che, guarda caso, torneranno prossimamente con il film Avengers: Secret Wars, capitolo finale della Saga del Multiverso).

Ora tocca a Il vostro amichevole Spider-Man di quartiere, con un carismatico look d’animazione che omaggia i fumetti classici di Lee/Ditko e le transizioni per vignette del film di Hulk di Ang Lee, mescolare per l’ennesima volta le carte in tavola, dimostrando che il mito di Spider-Man può ricominciare in più modi, più forme, più storie, sempre simile a sé stesso ma mai uguale e ogni volta entusiasmante.
A metà tra l’approccio innovativo del videogame Marvel’s Spider-Man 2 di Insomniac Games e quello iconoclasta del nuovo fumetto Ultimate Spider-Man di Jonathan Hickman, la serie di Jeff Tramell è piena di gioia, colori, battute sagaci, e ha il pregio di vantare l’ennesima prova di grande originalità al servizio del personaggio immaginario più famoso del mondo. E dopo 63 anni, migliaia di storie e numerose versioni alternative in sviluppo contemporaneamente tra piccolo e grande schermo, non è impresa da poco.
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