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Inside Out 2

Inside Out 2 Recensione: le emozioni crescono

Abbiamo visto Inside Out 2, nuovo film dei Pixar Animation Studios e distribuito da Disney al cinema dal 19 giugno: la recensione

La nuova Pixar, che sotto la guida del nuovo direttore creativo Pete Docter, regista pluri-premio Oscar già dietro all’originale Inside Out del 2015, dopo gli anni difficili della pandemia ha promesso un’alternanza equilibrata tra film basati su concept originali – come il precedente Elemental (se ve la siete persa, ecco la recensione di Elemental) o il prossimo Elio in uscita nel 2025 – e nuovi sequel di capolavori del passato: nel 2026 toccherà a Toy Story 5, ma adesso è il turno di Inside Out 2, dal 19 giugno al cinema nelle sale italiane con The Walt Disney Company.

Il film, che ritrova Docter in qualità di produttore e alla regia Kelsey Mann, al suo debutto dietro la macchina da presa dopo essere stato animatore di tanti film Pixar come Monster University, Il viaggio di Arlo e Onward – riporta gli spettatori nella menta della protagonista Riley, non più bambina ma stavolta pronta ad affacciarsi sul mondo del liceo e dell’adolescenza insieme alle classiche emozioni Gioia, Tristezza, Rabbia, Disgusto e Paura…che però, nella miglior tradizione dei sequel, dovranno fare i conti con nuovi arrivati.

Inside Out 2: una formula, tante idee

La trama è sostanzialmente una ripetizione di quella dell’originale Inside Out: anche in questo caso, come nel capolavoro del 2015, uno dei massimi esempi della produzione Pixar Animation Studios, alcune emozioni si perderanno nel subconscio di Riley e dovranno trovare un modo per tornare indietro al ‘quartier generale emotivo’ della ragazza, col pericolo che nel frattempo senza il loro ‘aiuto’ possa combinarne di cotte e di crude.

Il viaggio insegnerà a tutti che la vita si costruisce sui ricordi (un mantra dei film Pixar, nei quali quasi sempre quei ricordi li vediamo riprodotti come immagini viste attraverso schermi o monitor) e che crescere vuol dire imparare a convivere con tutte i colori e le sfumature delle emozioni, che crescono con noi, imparano, si migliorano, addirittura aumentano di numero (i nuovi personaggi associati all’adolescenza che fanno il loro debutto nel sequel saranno Invidia, Ennui, Imbarazzo e Ansia, che assumerà il controllo della ‘console’).

Inside Out 2 Recensione

Tuttavia insieme allo scheletro del primo episodio Inside Out 2 riporta nello schermo anche tutta la potenza di Pete Docter, scatenando attraverso nuove idee (o un ampliamento di quelle stesse idee) una nuova tempesta emotiva esorbitante, frutto di una scrittura sopraffina tra allegoria e introspezione che riesce a semplificare con poche battute e un design iconico situazioni abnormi capaci di guardare in maniera diversa le più piccole cose della vita di tutti i giorni, che diventano subito una magnifica (e struggente) avventura.

Non c’è nulla da fare, il concept di Inside Out di provare a comprendere e mettere in scena la complessità dei sentimenti si dimostra imbattibile e universale, talmente tanto da riuscire ad inglobare dentro di sé perfino il ritorno della figura del villain (!) che negli ultimi anni sta sempre più scomparendo dai film d’animazione occidentali. Di nuovo giù il cappello, e su i fazzoletti.

Matteo Regoli

critica i film, poi gli chiede scusa si occupa di cinema, e ne è costantemente occupato è convinto che nello schermo, a contare davvero, siano le immagini porta avanti con poca costanza Fatti di Cinema, blog personale

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