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Kaku Ancient Seal

Kaku: Ancient Seal Recensione: essere fanciulli in un mondo di corruzione

La recensione di Kaku: Ancient Seal, titolo ARPG a mondo aperto, pieno di enigmi, racconti e incontri epici sviluppato da Bingobell

Quanto è importante essere fanciulli, in un mondo pieno zeppo di corruzione, nubi e paure? È la risposta che Bingobell, gli autori di Kaku: Ancient Seal, si sono posti quando hanno pubblicato questo action adventure con dinamiche open world in accesso anticipato, presentandosi in modo particolareggiato ai giocatori e agli appassionati di questo genere. È stato un viaggio unico, semplice e toccante, non certamente privo di difetti, ma che non ci ha fatto sentire affatto la nostalgia di Kena: Bridge of Spirits.

Ammetto che Kena mi manca molto. Ammetto anche che di Kaku non conoscevo alcunché fino a dodici giorni fa, quando ho iniziato a giocare e a giocare per poi appassionarmi a tal punto da restarne piacevolmente colpito. Kaku: Ancient Seal è un viaggio intimista che parla di un giovane in un mondo brutale ma affascinante, dominato da creature arrabbiate, da una corruzione da cancellare e da un vecchietto che rappresenta un mentore di vita, e non solo.

Potrei rapidamente chiudere questa recensione dicendo che Kaku: Ancient Seal fa tante cose giuste, ma sarebbe limitante, perché nella sua struttura ludica incastra degli elementi di crafting in modo leggero e spensierato. Come nei film esistono pellicole per ragazzi, ci sono anche videogiochi per questi ultimi. Il punto è che con Kena: Bridge of Spirits non si aveva questa sensazione, anche se era chiaramente l’obiettivo di Ember Lab ( non solo Kena: a proposito di belle avventure, non perdetevi la recensione di Sand Land).

Bingobell segue esattamente la stessa idea, cercando sia di colpire in modo sfaccettato il giocatore con una bella storia, sia accompagnarlo per mano in un racconto piacevole ma non molto originale. Al contrario, il piatto forte della produzione è la struttura di gioco, adattata in modo preciso e non ruvido, con l’obiettivo di esaltarsi e spingere l’utente fra le sue braccia. È un gran bel modo di presentarsi, per un team che nel suo storico ha Tales of Glacier, un’opera in VR che sono curioso di provare.

La bellezza del mondo nel cuore di Kaku

Kaku è un ragazzino qualunque. Il titolo non spiega molto delle sue origini, preferendo dedicarsi a una disamina sul mondo di gioco, ora in sospeso tra la rovina imminente e la volontà di Saga, che con le sue mani toccò il bello del mondo fino a tessere i rami del tempo. Da esse fuoriuscirono gli elementi, che ebbero un impatto significativo sul futuro, plasmandone la bellezza e la profondità, creando di conseguenza un’impalcatura di un mondo da scoprire.

Nacquero gli uomini che crebbero nutrendosi dei frutti della sua terra, fino a quando un misterioso nemico, giunto dall’ombra, minacciò l’umanità. Ora tutto quanto è prosciugato, ma esiste una speranza per risollevare questo mondo: un giovane, Kaku, che può plasmare il destino di molti. Egli è un Ruba Anime, una sorta di mago con poteri eccezionali, che può usare per sistemare il mondo e dargli un po’ di sollievo.

Kaku Ancient Seal Recensione

Per quanto la storia sappia di già visto, ho comunque apprezzato la spiritualità e la solennità con cui essa viene raccontata al giocatore. È un intercalare costante di emozioni, con il piccolo protagonista che, muovendosi in un mondo che non comprende, si ritrova a dover toccare con mano la corruzione e cosa essa comporta. È un metodo narrativo affascinante e toccante, già visto inoltre proprio con Kena: Bridge of Spirits, un paragone che non ci appare affatto forzato e che Bingobell, d’altronde, sembra rivendicare con orgoglio.

D’altronde, anche quella storia parlava della corruzione del mondo e come essa dovesse mutare e trasformarsi, per essere compresa e studiata meglio. Nel mirino della produzione, oltre all’intenzione di sorprendere, c’è pure quella di accompagnare in un viaggio serafico e toccante, che mette in mostra la testardaggine del ragazzino e la sua volontà.

Kaku Ancient Seal 1

Kaku si avventura in vari biomi non soltanto per salvare il mondo, dare sollievo alle anime e capire chi è ma anche per apprendere il meglio di sé, trasformandosi in un’arma per sfidare qualsiasi cosa gli si prospetta davanti aspetta davanti e fidatevi di me: ciò che affronta il protagonista di Ancient Seal nel suo viaggio non è per nulla semplice. Anzi, oltre al danno, come dico sovente, c’è pure la beffa: quando un cinghiale carica, è bene schiavarlo o picchiarlo a morte oppure fare come Robert Baratheon, lasciarsi morire.

Un gameplay stimolante

La semplicità, unita a una sana dose di inesperienza ma, al contempo, di talento da vendere, può generare un miscuglio di idee ben amalgamato. Bingobell ha offerto un sistema di gioco che contempla ben due stilemi al suo interno: un sistema di combattimento impegnativo a difficoltà elevate, con armi sbloccabili e soprattutto il suo essere un videogioco in cui il crafting è alla base di tutto. Qualcuno potrebbe pensare che il titolo sia rimasto incastrato in una spirale senza sapere chi è; invece, Kaku: Ancient Seal sa perfettamente chi è, ponendo l’accento su un mondo davvero particolareggiato e ben scritto.

Come moltissimi action del genere, Kaku può usare diversi attacchi e modi per impedire ai nemici di abbatterlo. In tal senso, è stato pensato un sistema più immediato, che dà modo di variare di molto le offensive, se unite con i vari strumenti di morte che il giovane può adoperare.

Molti di essi, oltre a essere disponibili sin da subito, possono essere costruiti in vari banchi di lavoro sparsi per il mondo di gioco. Ora, non si tratta di una mappa vastissima, per cui non aspettatevi di esplorare Skyrim o Morrowind, ma è comunque piena zeppa di segreti e di moltissimi stimoli.

In che modo, comunque, due filosofie opposte possono unirsi, per dare alla luce Kaku: Ancient Seal? In una maniera ottima e sfaccettata, dando al giocatore la possibilità di apprendere da ogni sconfitta. È infatti l’impegno, quello serio, a contare. Di sicuro, all’interno dell’opera si muore in ogni modo possibile e immaginabile: è capitato che non potessi nuotare – questa è una mancanza, nel 2024 – e sono schiattato all’improvviso, dopo che avevo scelto le pietre giuste per abbattere la corruzione con la fionda.

Ecco, a tal proposito: la fionda è un’arma del caso che può essere utile in molteplici occasioni. È utile per abbattere i nemici, la già citata corruzione e per permettere a Kaku di avanzare nell’avventura senza troppe complicazioni. Insomma, il titolo sa coinvolgere ed emozionare, ma sa, soprattutto, come porre il suo accento sulle dinamiche all’apparenza meno semplicistiche.

Di fronte a un’operazione del genere, lo ammetto, rimango piacevolmente sorpreso. Se Kaku: Ancient Seal fosse uscito qualche anno fa, probabilmente prima di Kena: Bridge of Spirits, staremmo parlando di un videogioco innovativo. Possiamo solo, ma mica tanto solo, un videogioco dal grande cuore.

Nicholas Mercurio

Cosa succede se unite letteratura, tanta curiosità e un mix letale di videogiochi indipendenti e di produzioni complesse? Otterrete Nicholas, un giovane virgulto che scrive tanto e vuole scrivere di più. Chiamato "Puji" ben prima di nascere, dovete dargli una penna per tenerlo calmo. O al massimo un pad.

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