LEGO Horizon Adventures Recensione: Aloy a mattoncini
Horizon Zero Dawn in chiave LEGO: è questa la curiosa idea alla base di LEGO Horizon Adventures, primo spin-off della celebre serie di Guerrilla Games targata PlayStation. Una collaborazione che non sorprende considerato che nel 2022 Sony unì le forze a LEGO per dare vita a un imponente set tutto a mattoncini del Collolungo, una delle creature robotiche più iconiche della serie.
Dai mattoncini della vita reale si passa a quelli videoludici per un’avventura che vuole offrire le vicende del capostipite in un’ottica più leggera e spensierata, con tutta l’ironia tipica dei giochi LEGO. Ma sebbene l’idea in sé sia pure simpatica, questo vecchio, nuovo viaggio di Aloy non riesce a lasciare il segno con forza.
Horizon Zero Dawn, sei ancora tu
L’opera targata Guerrilla Games e Studio Gobo è una reinterpretazione della storia di Horizon Zero Dawn, del quale ripercorre gli eventi salienti con toni umoristici, battute pronte e la tipica allegria dei giochi LEGO. Ambientato negli Stati Uniti circa mille anni dopo la fine della civiltà, con il genere umano ora suddiviso in tribù e che si sostiene con le tecnologie sopravvissute dei loro antenati, la vicenda ci (ri)mette nei panni di Aloy, giovane guerriera cresciuta da Rost ma desiderosa di scoprire le sue reali origini.
Intraprenderà dunque un viaggio che la porterà a scoprire da dove proviene ritrovandosi suo malgrado a dover salvare il mondo da una misteriosa minaccia che sta distruggendo la natura e corrompendo le Macchine, creature robotiche dalle sembianze animalesche improvvisamente impazzite. Al suo fianco potrà però contare su preziosi amici ed alleati che le permetteranno un poco alla volta di raggiungere il suo scopo.

La differenza chiaramente è che il tutto viene stavolta raccontato con grande leggerezza, permettendo così anche a un pubblico di giovanissimi di conoscere le vicende di Horizon seppur in maniera edulcorata. I simpatici scambi di battute, dialoghi surreali che non disdegnano ogni tanto di rompere la quarta parete e un’evoluzione degli eventi che non si prende mai sul serio sono la base di LEGO Horizon Adventures.
La ricetta, alla fine, si lascia apprezzare con piacere grazie a questa curiosa reinterpretazione di personaggi conosciuti anni prima in una veste molto più seria e matura. Non bisogna comunque aspettarsi chissà quali scintille dal comparto narrativo, che si sviluppa alla fine in maniera lineare e senza grossi sussulti: la vera protagonista è l’azione.
Tanta azione, ma è sufficiente?
LEGO Horizon Adventures passa ben presto al sodo mettendoci davanti a una continua successione di livelli che ripercorrono a grandi linee tutti gli scenari principali visti in Horizon Zero Dawn. Siamo davanti a un puro Action/Platform che prova anche a mantenere qualche caratteristica RPG del gioco originale, con Aloy che guadagna esperienza e progredisce di livello a suon di nemici sconfitti, livelli superati ed incarichi secondari completati.
La ragazza può contare sempre sul suo fidato arco, arma principale del gioco con il quale scoccare frecce in continuazione, pure con più forza caricando ogni colpo in modo così da massimizzare i danni. Proseguendo nel gioco troverà anche varie armi e gadget aggiuntivi in quantità limitate che potenzieranno la sua offensiva donando abilità elementali alle frecce oppure la possibilità di preparare trappole o lanciare oggetti esplosivi in modo così da mettere alle strette anche il più coriaceo dei nemici.
Sostanzialmente sta tutto qui però, considerato che l’avventura non offre nessun particolare spunto in più: i livelli sono tutti sostanzialmente lineari e seguono sempre lo stesso schema (continua alternanza di piccole fasi esplorative con combattimenti situate in ampie aree a forma di arena) senza alcun tipo di sosta o variazione sul tema, tolta qualche occasionale fase Platform. Anche in termini di sfida non c’è molto di stimolante considerato che LEGO Horizon Adventures è un gioco davvero semplice, forse pure troppo e che solo in rarissimi casi offre una sfida un minimo più stimolante.

Il fatto è che proprio tutto il progetto poggia le sue basi su concept fortemente semplicistici e senza grosse ambizioni: si tratta di un gioco pensato per essere vissuto in totale spensieratezza e che non ha mai avuto intenzione di rivelarsi complesso od elaborato in termini di game e level design così come di difficoltà, rivolto prevalentemente a un pubblico di giovanissimo.
Tenendo conto di questo aspetto e consapevoli del fatto che siamo davanti a un gioco privo di qualunque pretesa, LEGO Horizon Adventures alla fine funziona e riesce pure a rivelarsi godibile pur nella sua totale semplicità. Alla fine le sue basi ludiche sono efficaci, il sistema di controllo è impeccabile e riesce per davvero ad intrattenere con spensieratezza. Questo nonostante a lungo andare la monotonia si faccia sentire proprio a causa di una struttura ludica che non punta sulla varietà e ripete costantemente i suoi schemi variando ben poco la formula.
Certo, ci sarebbe il villaggio che funge da hub principale, liberamente esplorabile e con tante attrazioni da sbloccare un poco alla volta accumulando mattoncini d’oro, ma alla fine nemmeno in questo caso si trovano sorprese particolari che lasciano a bocca aperta. Se non altro in questo caso la sua longevità piuttosto contenuta più rivelarsi un vantaggio: LEGO Horizon Adventure si può terminare in circa 6 ore, una durata alla fine giusta considerata l’offerta ludica.

Una storia principale più lunga avrebbe rischiato di rivelarsi un pericoloso boomerang, con la ripetitività che avrebbe preso il sopravvento. Gli extra comunque non mancano tra personaggi giocabili multipli da sperimentare e cacce a Macchine speciali come attività secondaria più rilevante e senza dimenticare le missioni della bacheca. Chi vuole, dunque, può goderselo più a lungo pur senza trovare chissà quali sussulti.
Un mondo post-apocalittico tutto di mattoncini
I giochi LEGO pur tendendo ad assomigliarsi un po’ tutti in chiave estetica risultano comunque molto piacevoli da vedere, complice una cura molto attenta ad ogni particolare in modo così da dare vita a mondi di mattoncini credibili e spettacolari. LEGO Horizon Adventures non fa eccezione e anzi riesce a reinterpretare al meglio l’universo di Horizon in questo stile peculiare. Ogni scenario gode di grande attenzione nei dettagli apparendo affascinante ed evocativo, ed anche il modo in cui i vari personaggi della serie Guerrilla vengono riprodotti come pupazzetti LEGO risulta irresistibile ed efficace.
Aloy ed i suoi compagni godono di una nuova luce che li rende accattivanti anche in questo modo, ulteriormente valorizzati da ottime animazioni e da movimenti precisi che denotano il grande impegno degli sviluppatori nel dare vita con efficacia all’universo di Horizon in ottica LEGO. Il tutto sorretto da un comparto tecnico che non lascia spazio a sbavature e che si dimostra solido anche in termini di risoluzione, che si giochi in modalità Qualità o Performance.

Anche il lato sonoro si difende bene con la riproposizione di tutto il cast di doppiatori di Horizon e che svolgono un egregio lavoro anche con i toni più umoristici e scanzonati di questo spin-off. Piacevole anche l’accompagnamento musicale, chiaramente meno epico rispetto alla serie principale ma che comunque si sposa bene con le atmosfere più leggere che si respirano in quest’occasione.
Non ha ambizioni, ma va bene così
LEGO Horizon Adventures deve necessariamente essere preso con leggerezza e senza alcuna pretesa: vuole semplicemente regalare un’esperienza di puro svago e senza chissà quali spunti creativi, riuscendo alla fine a centrato l’obiettivo. Nonostante la sua assoluta semplicità, non solo in ottica difficoltà ma anche come struttura ludica, l’opera targata Guerrilla Games e Studio Gobo riesce a funzionare ed ad intrattenere con spensieratezza facendoci rivivere il mondo e la storia di Horizon Zero Dawn in chiave umoristica e con uno stile che fa subito simpatia.
Resta però innegabile che sia un prodotto decisamente soft, lineare e ripetitivo nella sua essenza e senza nessuno spunto diverso dal solito per dare un po’ di pepe in più all’azione. Rivedere Aloy e il suo mondo sotto forma di mattoncini resta comunque un esperimento curioso, piuttosto affascinante da vedere più che da giocare, con una longevità contenuta ma giusta data l’offerta ludica: fosse durato di più il rischio che la monotonia prendesse il sopravvento era davvero concreto.
LEGO Horizon Adventures non passerà certo alla storia come una delle migliori produzioni dei PlayStation Studios, anzi. Ma vissuta come svago tra un grosso gioco e l’altro, di certo anche questa reinterpretazione di Aloy sotto forma di mattoncini può dire in qualche modo la sua.
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