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Maestro Recensione: su Netflix il nuovo film di Bradley Cooper

Il secondo film da regista di Bradley Cooper, Maestro, disponibile su Netflix, racconta la storia del compositore Leonard Bernstein: la recensione

Bisogna sempre stare pronti di fronte ai film diretti dagli attori, specialmente se si parla di attori-star, perché con la loro fama e la loro carriera già assicurata spesso e volentieri si sentono liberi di osare, di sfidare le consuetudini, di schivare il banale. In questo caso la cosa vale doppio per Maestro di Bradley Cooper, presentato al Festival di Venezia 2023 (dal quale è uscito a mani vuote) e già forte contendente per gli Oscar 2024, il film esordisce oggi 20 dicembre in esclusiva su Netflix.

Dopo il successo planetario di A star is born, il suo primo film scritto, diretto e interpretato uscito nel 2018, la star di American Hustle e Il lato positivo unisce le forze alla nota piattaforma di streaming on demand – e ai padri putativi Martin Scorsese e Steven Spielberg, co-produttori – per un film sulla vita e la carriera di Leonard Bernstein, leggendario compositore e direttore d’orchestra di New York celeberrimo nel mondo del teatro ma storicamente legato al cinema per le colonne sonore di Fronte del porto e soprattutto West Side Story (del quale lo stesso Spielberg ha realizzato un glorioso remake in tempi recenti).

Bradley Cooper, musica Maestro

Come è già stato per Ben Affleck, tornato quest’anno con il bellissimo Air: La Storia del Grande Salto (se ve la siete persa, ecco la nostra recensione di Air: La storia del grande salto), anche Bradley Cooper attinge dal cinema americano classico (letteralmente incarnato dalla figura di Bernstein, ma anche dal genere biopic e dal formato 4:3) riconfigurandolo però per le latitudini e longitudini della modernità. Film bulimico, un po’ melò e molto biopic, tanto incentrato sulle scene del complesso matrimonio con Felicia Montealegre (Carey Mulligan) quanto sull’etica del lavoro del compositore, interessato a riflettere sia sul cannibalismo dell’artista prescelto, sia sui rimpianti dell’essere umano comune.

Nella costante alternanza tra l’uso del colore e i monocromatismi del bianco e nero (senza però l’inventiva spiazzante di Oppenheimer di Christopher Nolan ma, appunto, col ricorso al flashback di matrice classica), Maestro è un film che tenta di parlare di ogni aspetto del suo soggetto protagonista (che Bradley Cooper ritrae attraverso più stili, più outfit, più età, più trucco e parrucco), restituendo un quadro più generale che particolare, un’impressione più che un dettaglio.

Maestro Recensione Film Netflix 1

É il modello di biopic opposto rispetto a quello offerto da Ferrari di Michael Mann (qui la nostra recensione di Ferrari ), che, invece, sul particolare è costruito dall’inizio alla fine, e non è né millimetrico come Mank di David Fincher né immaginifico come Blonde di Andrew Dominik. Tuttavia, dietro la sua macchinosità, Maestro nasconde la volontà di racchiudere in due ore e poco più tutta la complessità di una vita, per un tentativo ammirevole dalla riuscita più che apprezzabile.

VOTO: 3,5/5

Matteo Regoli

critica i film, poi gli chiede scusa si occupa di cinema, e ne è costantemente occupato è convinto che nello schermo, a contare davvero, siano le immagini porta avanti con poca costanza Fatti di Cinema, blog personale

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