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Mario Kart World Recensione: il capitolo più ambizioso di sempre debutta su Switch 2

Mario Kart World accompagna il lancio di Nintendo Switch 2 sul mercato: è killer application?

A ben 11 anni dall’originale debutto di Mario Kart 8 su Wii U, la leggendaria serie Racing di Nintendo ritorna in scena con un episodio principale nuovo di zecca. E rientra in scena letteralmente con il botto, accompagnando il lancio sul mercato della nuovissima Nintendo Switch 2 come gioco di punta venduto anche in bundle con la console stessa.

Del resto una tale mossa non sorprende affatto: Mario Kart 8 Deluxe, riedizione del 2017, dell’ottavo capitolo, è diventato il gioco più venduto dell’intera storia della prima Switch, con oltre 68 milioni di copie vendute. Parliamo di numeri clamorosi che gli hanno permesso di vendere come il pane per quasi un decennio, trasformandolo in un gioco eterno.

Logico dunque che, per spingere subito al meglio la sua nuova console, la Grande N la affiancasse al debutto con il primo Mario Kart principale completamente inedito da oltre un decennio: la potenza del suo nome è praticamente sufficiente per trasformarlo in un successo istantaneo, dando immediatamente una potentissima spinta commerciale alla piattaforma.

E come se non bastasse parliamo anche del Mario Kart più ambizioso di sempre, il primo che prova concretamente a rivoluzionare la storica formula ludica alla base del brand con tracciati interconnessi tra loro in un vasto mondo liberamente esplorabile, oltre a modalità completamente inedite pensate per l’occasione. Mario Kart World è qui con noi: si può davvero parlare di Killer Application?

Un Mario Kart più grande che mai

E’ un Mario Kart ben diverso questo World. Lo è sin dai suoi primi momenti, quando ti ritrovi davanti a un roster di personaggi potenzialmente enorme tra piloti base e un quantitativo enorme di costumi alternativi da sbloccare. E quando è tempo di iniziare a correre, ecco che Mario Kart World sprigiona subito la sua essenza: fedele al passato ma al tempo stesso nuovo e diverso, con campionati dalle piste interconnesse tra loro e un intero mondo di gioco che volendo si può esplorare in totale libertà senza per forza seguire una competizione. Ma i Grand Prix restano il cuore pulsante dell’opera, affiancati ora dall’inedita modalità Sopravvivenza che funziona quasi come un Battle Royale ad eliminazione.

Il contorno è rappresentato dai classici Time Attack in solitaria, dall’elettrizzante e caotica modalità Battaglia a suon di palloncini e, infine le gare personalizzate che lasciano al giocatore la piena autonomia di creare le sue sfide e campionati con i contenuti a disposizione. E va detto: a livello di contenuti basi disponibili subito al lancio, mai nessun Mario Kart si era dimostrato da subito così ricco. Mario Kart World offre, proprio come suggerisce il suo stesso nome, un “mondo” di opportunità con cui intrattenersi, stavolta con un massimo di 24 piloti in pista, un record mai sfiorato prima dal brand che si era sempre fermato a un massimo di 12 partecipanti a gara.

Mario Kart World vuole dunque cambiare in maniera radicale le carte in tavola, vuole dimostrare un’ambizione mai raggiunta prima dagli episodi passati, spesso bellissimi ma altrettanto conservativi. Stavolta Nintendo è andata oltre e, a prescindere dall’effettiva qualità del pacchetto completo (che analizzeremo ora un poco alla volta), le va riconosciuto il merito di aver voluto osare con quello che forse oggi è il suo brand più importante considerati gli incredibili successi raggiunti su Switch. Poteva limitarsi a creare un semplice “Mario Kart 9” ed avrebbe comunque fatturato milioni nel giro di pochi secondi, ma invece ha voluto regalare ai fan qualcosa di molto differente rispetto al Mario Kart conosciuto fino a questo momento.

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Partendo proprio dai Grand Prix, cambia nulla ma al tempo stesso cambia tutto. I campionati sono sempre 8 suddivisi in 4 piste ciascuno, per un totale di 32 circuiti che mescolano tra loro tracciati completamente nuovi ad altri ripescati dalle passate iterazioni del brand. Lo scopo è sempre quello di arrivare primi in classifica totalizzando più punti degli avversari in modo così da portarsi a casa l’ambita coppa d’oro.

È lo svolgimento dei campionati che però si stravolge in maniera netta, considerato che adesso le piste sono tutte interconnesse tra loro e si dovranno raggiungere attraverso vari intermezzi lineari. La pista iniziale di ciascuna coppa richiede di compiere tre giri lungo il percorso, mentre le successive sono suddivise ad aree: si attraverso la mappa di gioco attraverso rettilinei prestabiliti e si giunge infine a destinazione per concludere la gara, compiendo in quel caso un unico giro di pista.

Ora intendiamoci, i rettilinei sicuramente hanno un’impostazione lineare, ma sono comunque ricchi di scorciatoie, rampe, trappole ed ostacoli quanto basta per renderli dinamici ed imprevedibili. Tuttavia le piste vere e proprie sono relegate a un semplice giro finale concludendosi dunque in fretta, e proprio questo cambiamento potrebbe far storcere il naso a qualche fan di lunga data. Certo, con questa nuova impostazione i consueti tre giri rischiavano di rendere ogni corsa un po’ troppo lunga e dunque la nuova direzione scelta da Nintendo ha un suo senso, però è chiaro che rimanga di fondo un certo dispiacere nel non vedere valorizzate le piste principali fino in fondo.

Mario Kart World 2

Anche perché la qualità complessiva dei tracciati è sicuramente promossa: sia i circuiti che i rettilinei che li collegano sono ben caratterizzati e si nota la consueta creatività che rende Mario Kart una serie speciale. Nintendo si è messa così tanto d’impegno che addirittura i tracciati ripresi dai vecchi Mario Kart sembrano quasi del tutto nuovi per via delle forti modifiche (e in alcuni casi addirittura ampliati rispetto al passato) messe in atto per dare loro nuova linfa vitale.

Al tempo stesso bisogna però dire che i picchi qualitativi di Mario Kart 8 Deluxe e del suo Pass Percorsi Aggiuntivi non si raggiungono: il predecessore offriva piste ancora più grandi, originali e creative rispetto a quanto di buono comunque offerto da Mario Kart World, e forse proprio il fatto di aver voluto creare questo ampio mondo interconnesso ha portato gli sviluppatori a sacrificare qualcosa in termini di idee. Non fraintendano queste parole: alcune piste di World sono davvero memorabili (la nuova Rainbow Road è probabilmente uno dei tracciati più belli mai offerti dall’intero franchise dal 1992 ad oggi) e in generale i Grand Prix continuano sempre a tenere incollati allo schermo.

Ma forse a brillare ancora di più è l’inedita modalità Sopravvivenza, che offre 8 campionati suddivisi in sei rettilinei ciascuno. Partendo da 24 partecipanti, lo scopo è raggiungere ogni checkpoint entro una determinata posizione che scala di quattro ogni volta, facendosi dunque sempre più impegnativo nel frattempo che la corsa prosegue. Si arriva all’ultima fase della gara con gli ultimi quattro piloti e l’obiettivo di mettere le mani sopra il nuovo, ambizioso trofeo.

Sopravvivenza è una modalità che dimostra di funzionare in maniera eccellente: è assuefacente, il concept in stile Battle Royale si applica benissimo alla formula di Mario Kart e nel complesso si tratta della modalità originale migliore che si potesse implementare a una serie storica come questa.

In termini di sfida, Mario Kart World viene incontro alle esigenze di ogni giocatore, presentandosi accessibile a chiunque con le difficoltà 50cc e 100cc ma regalando anche partite piuttosto intense a chi vuole cimentarsi con le corse a 150cc in cui spesso anche un piccolo errore rischia di compromettere la nostra vittoria. La storica modalità Speculare va invece sbloccata seguendo determinati iter, mentre è invece un peccato l’assenza subito al lancio dell’apprezzata ed impegnativa 200cc vista in Mario Kart 8, sebbene nulla vieta una sua aggiunta futura.

Contenuti senza fine e libertà totale, ma funziona?

La vera rivoluzione di Mario Kart World è però la modalità Libera, quella che permette di esplorare l’intera vasta mappa di gioco senza alcun vincolo, girovagando per tutto il mondo senza per forza avere una meta ed anche solo per svagarsi. Di tanto in tanto ci si imbatte in qualche collezionabile da raccogliere, come le Monete di Peach o i blocchi “!” disposti sul terreno, in alcuni casi anche piuttosto difficili da trovare e che richiedono di sfruttare attentamente l’ambiente circostante per raggiungerli ed ottenerli.

Lungo gli scenari è anche possibile incontrare dei P-Switch che, una volta premuti, attivano una sfida secondaria con regole specifiche da rispettare per vincere, spesso entro lo scadere del tempo. Per il resto largo alla più totale libertà ed al relax, divertendosi magari a sbloccare i costumi segreti dei personaggi principali raccogliendo cibo nei fast food sparsi lungo lo scenario.

Sulla carta ed al primo impatto la modalità Libera appare davvero stuzzicante, tuttavia già dopo poco tempo ci si rende conto di una verità che potrebbe lasciare l’amaro in bocca: la più grande novità di Mario Kart World è anche il suo punto più debole. Questo perché sostanzialmente la modalità Libera non ha un reale scopo, non ha contenuti abbondanti a sufficienza da darle un significato più profondo e soprattutto per larghi tratti è vuota di contenuti e quelli che sono presenti non sono in verità così elettrizzanti da tenere incollati allo schermo per ore.

Sicuramente fa piacere esplorare la mappa per qualche momento di svago e per scoprire anche qualche simpatico easter egg, tuttavia basta poco per capire quanto poco mordente ci sia giocando in questa maniera, rendendola un contenuto assolutamente di contorno nonostante sia l’aspetto più discusso da Nintendo stessa nei mesi precedenti il debutto sul mercato.

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A questo punto tanto vale cimentarsi come i Time Attack in modo così da registrare record da veri campioni, oppure scatenare il caso con le Battaglie attraverso mappe in stile arena piuttosto ampie e dove il divertimento è assicurato. Ma sarebbe comunque sbagliato non riconoscere le problematiche di quello che doveva essere il fiore all’occhiello di Mario Kart World.

Bisogna poi trattare la questione 24 piloti in gara: il gameplay resta equilibrato oppure il rischio è che si scateni troppo caos durante le partite? Ebbene, giocando alle principali modalità Offline contro la CPU, in realtà viene da dire che la Grande N è riuscita a dare il giusto equilibrio ai concorrenti raddoppiati, al punto che quasi non si notano chissà quali differenze in termini di bilanciamento con i Mario Kart con 12 concorrenti.

Semmai il discorso più delicato riguarda gli immancabili Oggetti da raccogliere durante la corsa e sfruttare a proprio vantaggio per guadagnare terreno o per difendere la propria posizione: in Mario Kart World ci sono molti più punti in cui ottenere Oggetti ed ovviamente con 24 personaggi in gara c’è anche il rischio di ritrovare a subirseli ancora più spesso. Il problema è che in World c’è un vero e proprio abuso di oggetti dalla CPU, forse persino più marcato rispetto ai vecchi Mario Kart.

In una gara può succedere di essere colpiti anche da tre Gusci Blu, per non parlare del costante arrivo di Gusci Verdi e Rossi (adesso ci sono anche i Gusci d’Oro che lasciano monete al loro passaggio, più facili però da evitare) che avviene quasi senza sosta durante la gara. Ovvio, se non si è in testa un Guscio Blu che colpisce l’avversario può regalare un vantaggio prezioso, ma a colpire è la frequenza costante con cui avvengono questi lanci di oggetti che molto spesso capita proprio a un passo dal traguardo. Forse serviva un maggior bilanciamento in tal senso, visto che delle volte l’esagerazione prende il sopravvento sulla gara.

Ma è passando all’Online contro giocatori provenienti da tutto il mondo che forse le problematiche di questi cambiamenti si avverte con maggior forza. Se infatti giocando Offline queste problematiche si avvertono con meno forza, affrontare in rete gare con 24 partecipanti significa delirio assicurato: se si occupano le prime posizioni, essere colpiti anche da una semplice buccia di banana significa ritrovarsi tra gli ultimi posti nel giro di pochi secondi, rendendo più complicato recuperare terreno.

Lo spam incessante di oggetti al momento compromette l’effettivo coinvolgimento delle gare in rete considerato che la fortuna e la casualità stavolta giocano un ruolo ancora più incisivo rispetto all’effettiva bravura del giocatore. Intendiamoci, questa è da sempre l’essenza di Mario Kart, ma in alcuni aspetti con World si è perso il maggior equilibrio raggiunto da alcune precedenti iterazioni del brand, con Nintendo che sembra aver voluto premere con più forza l’acceleratore sulla natura Party Game del gioco anziché su quella Racing e competitiva.

Switch 2 mostra i muscoli

Nelle settimane precedenti l’esordio, Nintendo aveva più volte sottolineato che Mario Kart World non sarebbe mai potuto diventare realtà sulla Switch originale, e che soltanto la potenza della nuova Switch 2 sarebbe riuscito a farlo funzionare correttamente nel modo in cui il team lo ha concepito. Ebbene, viene da pensare che un fondo di verità in quelle parole ci sta pure: a prescindere dalla sua efficacia ludica, vedere un Mario Kart offrire un mondo così grande con tracciati interconnessi e la possibilità di esplorarlo liberamente sarebbe stato veramente difficile su Switch 1, soprattutto senza compromessi tecnici.

E invece Mario Kart World si dimostra tecnicamente un campione, più in generale un ottimo biglietto da visita per le potenzialità di Switch 2, che pure non sarà una PS5 o una Xbox Series X ma di certo un grosso balzo in avanti rispetto al suo predecessore l’ha fatto.

Questo perché Mario Kart World non è solo meraviglioso da vedere con animazioni eccezionali, colori sgargianti e scenari curatissimi anche nel più insignificante dei dettaglio, ma anche perché tutto si muove su schermo con una perfezione che fa quasi spavento, senza l’ombra di un problema tecnico che sia uno.

Mario Kart World Roster

Un bug stupido, un glitch insignificante, un calo di framerate anche di una singola unità: letteralmente niente di tutto questo avviene mai su schermo, che si giochi dalla TV o in portabilità. Nintendo ha messo in piedi un lavoro di ottimizzazione da manuale che fa ben sperare sulla tenuta a lungo termine della nuova console, quando il suo hardware verrà sfruttato sempre meglio.

Alla meraviglia estetica e tecnica si aggiunge poi quella audio: i compositori della Grande N hanno messo in piedi una colonna sonora imponente e spettacolare, che oltre ad offrire brani inediti che entrano immediatamente in testa grazie ai loro ritmi incalzanti, compie un vero e proprio tributo sonoro non solo ai passati Mario Kart, ma anche al franchise di Super Mario in generale.

Ci sono un numero incalcolabile di remix efficaci presi da tantissimi titoli storici, che si tratti di Super Mario World, Super Mario 64, Yoshi’s Island e chi più ne ha, più ne netta, quanto basta per mandare in estasi l’appassionato di lunga data che con i più grandi capolavori Nintendo ci è cresciuto. Il tutto condito con effetti sonori da manuale e le voci coinvolgenti ed entusiaste di ciascun pilota che donano ancora più immersione alle gare rendendole speciali, proprio come ci si aspetterebbe da un Mario Kart degno di tal nome.

La lunga corsa ha inizio

L’arrivo di un nuovo Mario Kart a suo modo è sempre un evento videoludico, considerata la storica fama che accompagna da sempre il franchise. Oggi lo è ancora di più considerato non solo che Mario Kart World è il primo capitolo principale inedito dopo 11 anni ma che soprattutto è stato scelto da Nintendo come gioco di lancio per la sua nuova Switch 2, rendendolo di fatto quel titolo che da solo dovrebbe giustificare l’acquisto della console.

Mario Kart World si porta dunque sulle spalle delle aspettative enormi, rese ancora più pesanti anche dalle sue stesse ambizioni: rivelarsi un Mario Kart fresco ed originale, che esce dalla sua comfort zone per sperimentare idee mai viste prima nel brand come tracciati interconnessi, modalità di gioco inedite e soprattutto un’enorme mappa liberamente esplorabile senza soluzione di continuità. E alla resa dei conti, Mario Kart World ha retto il peso di quelle aspettative gigantesche. Ma ha anche rischiato molte volte di restarne schiacciato.

Questo perché le sue grandi ambizioni si sono anche rivelate le sue scommesse più pericolose e spesso non vinte con successo. Questo a partire proprio dalla sua principale novità, il mondo liberamente esplorabile: è impressionante ma è anche in larga parte vuoto e privo di un reale scopo finendo dunque con il perdere velocemente di mordente. E considerato che parliamo della caratteristica più peculiare del gioco, il fatto che sia proprio questo uno degli aspetti più deboli non è certo il migliore dei biglietti da visita.

Mario Kart World 5

Anche le gare a 24 piloti, un record mai raggiunto prima da nessun Mario Kart, sono croce e delizia dell’ultimo capitolo: è un’idea che Offline sostanzialmente funziona, ma al contrario Online trasforma le gare in una vera e propria roulette russa dove molto spesso la fortuna e la casualità prendono il sopravvento sull’effettiva bravura del giocatore. Un abuso più massiccio che mai degli oggetti, più frequenti rispetto al passato, si avverte invece con più forza anche giocando in solitaria.

L’idea delle piste interconnesse, da raggiungere attraverso lunghi rettilinei comunque pieni di dettagli non solo visivi ma soprattutto ludici, appare interessante ma al tempo stesso nella modalità Grand Prix relegano i tracciati principali a un semplice giro singolo prima di passare al percorso successivo. Il focus su questa nuova impostazione ha inoltre tolto qualcosa in termini di complessità e creatività alle nuove piste, che dunque per design impressionano meno rispetto ai picchi dei migliori Mario Kart pur essendo comunque belle nel complesso (e si apprezza il grande lavoro di modernizzazione svolto per le piste riprese dal passato).

Infine, la rimozione dei kart personalizzabili potrebbe far storcere il naso a più di un fan, considerato che questo aspetto, una volta capito come sfruttarlo al meglio, dava un tocco di profondità in più al gameplaty

Però ci sono anche tanti aspetti riusciti che hanno permesso a Mario Kart World di restare a galla e di rivelarsi di conseguenza un’altra grande aggiunta a un brand ormai leggendario. La modalità Sopravvivenza con meccaniche in stile Battle Royale è molto più efficace, coinvolgente e divertente di quanto possa sembrare in apparenza e si dimostra la novità più grande e più riuscito del nuovo episodio, il quale tra l’altro si dimostra imponente per contenuti.

Mai un Mario Kart al lancio si era dimostrato così tanto ricco di contenuti tra un roster di personaggi sconfinato grazie anche ai costumi alternativi e tantissime modalità con cui intrattenersi con anche l’immancabile gradito ritorno del Time Attack e della Battaglia oltre alle gare personalizzabili con proprie regole e sfide ad-hoc.

Mario Kart World è inoltre il miglior biglietto da visita possibile per le potenzialità tecniche della nuova console: oltre a un dettaglio grafico di tutto rispetto, a colpire è un’ottimizzazione di altissimo livello che non lascia il minimo spazio a nessuna incertezza e con il gioco che funziona in maniera impeccabile sia su TV che in portabilità. E che dire del memorabile accompagnamento musicale, con una colonna sonora enorme tra brani inediti ed efficaci remix ripresi da tanti Mario Kart e giochi di Super Mario in generale.

Forse Mario Kart World non sarà riuscito a valorizzare al massimo ogni sua componente e non tutte le sue novità si sono rivelati efficaci come avrebbero potuto e dovuto, ma è innegabile che questa nuova iterazione del brand sia stata realizzata con impegno e dedizione da Nintendo, che avrebbe potuto confezionare l’ennesimo episodio classico della serie e guadagnare comunque milioni in un attimo, ma che nonostante ciò ha comunque preferito rischiare per offrire finalmente un Mario Kart diverso dal solito.

E pure se qualcosa è andato storto, Mario Kart World resta un’esperienza godibile e coinvolgente, che riesce sempre a tenere incollati allo schermo regalando un intrattenimento genuino. Ma soprattutto è stato l’episodio più coraggioso mai creato, che ha voluto offrire qualcosa di nuovo mettendo a rischio la sua stessa essenza storica. La scommessa alla fine è stata vinta, anche se purtroppo è mancato qualcosa per poter parlare di Killer Application a tutti gli effetti. Di certo però Mario Kart World è un ottimo inizio per Nintendo Switch 2, in attesa di scoprire come si evolverà il suo futuro.

Francesco Muccino

Tocca il suo primo videogioco, Super Mario Land, quando ancora non ha compiuto 3 anni. Da allora entra in un vortice dal quale probabilmente non ne uscirà mai più. Appassionato di ogni genere e irriducibile alfiere del formato fisico, vanta una collezione di oltre 2700 giochi.

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