MaXXXine Recensione: Sesso Droga e Giallo Films
C’era una volta a Hollywood…nei video-noleggi a luci rosse: al terzo e ultimo (?) capitolo della saga di X di Ty West, dopo l’originale X: A Sexy Horror Story e lo spiazzante prequel Pearl, il regista-sceneggiatore-montatore-e-direttore-della-fotografia di cult assoluti come The House of the Devil e Nella valle della violenza chiude il cerchio con l’opera forse più ambiziosa della sua carriera, perché della sua carriera si fa onnicomprensiva: MaXXXine, che ancora intorno al corpo della protagonista Mia Goth prosegue il viaggio retroguardista nei meandri del genere horror.
Stavolta, dopo lo slasher anni ’70 di X: A Sexy Horror Story e l’epoca d’oro del muto anni ’20 di Pearl, che giocava anche sul b/n al Technicolor come un Mago di Oz perverso e granguignolesco, MaXXXine abbraccia i patinati anni ’80 e si tuffa nel giallo all’italiana, il sogno americano reaganiano, gli scaffali delle videoteche ricolme di vhs un po’ horror e un po’ porno, i night stalker con i guanti di pelle nera scricchiolante e la lama di coltello che scintilla sotto le luci dopate dei neon…
Tra Cinema e Meta-Cinema
É ovviamente tutto un gioco, il gioco del cinema e del meta-cinema, un gioco attraverso il quale West omaggia il genere e i generi, con una Mia Goth sui generis che diventa tutto ciò che il cinema di genere è stato, dalle bionde di Alfred Hitchcock agli assassini senza volto di Lucio Fulci e Dario Argento.
Dalle dark lady alle scream queen alle final girl, all’interno di un labirinto di citazioni e rimandi (c’è perfino un Kevin Bacon vestito come Jack Nicholson in Chinatown, con tanto di naso rotto e cerotto), di inflessioni camp e riflessioni pulp, di ‘b-movie con le aspirazioni del cinema indipendente‘, ma soprattutto MaXXXine è anche una gran pacca sulla spalla di chi si guarda indietro (tornano le sette sataniche di House of the Devil e The Sacrament) consapevole di essere arrivato nella ‘Hollywood che conta’.

Il film più grande e ambizioso della trilogia, letteralmente anche solo in termini di set, proporzioni e portata (e cast: oltre alla nostra, ci sono anche Elizabeth Debicki, Michelle Monaghan, Bobby Cannavale, Lily Collins, Giancarlo Esposito e il già citato Kevin Bacon), come un Babylon di Damien Chazelle pieno di teste che esplodono, gole che vengono tagliate e scroti schiacciati col tacco a spillo: la Hollywood Babilonia che si nutre di incubi. Dal 21 agosto al cinema in Italia, con Lucky Red e Universal Pictures.
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