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Mortal Kombat 1 Recensione

Mortal Kombat 1 Recensione: il ritorno del torneo più brutale di tutti

NetherRealm Studios riavvia il suo leggendario franchise: è di nuovo tempo di sangue, violenza e Fatality con Mortal Kombat 1

Get Over Here!”. Era il 1992 quando Scorpion pronunciò per la prima volta la sua frase più iconica, dando il via ad uno dei picchiaduro più leggendari e controversi di sempre. Nel bene e nel male, in oltre 30 anni di storia, Mortal Kombat ha cambiato il volto dell’industria videoludica, suscitando polemiche per via delle sue violente tematiche (è stato tra i titoli che hanno portato alla nascita dell’ESRB, l’ente di classificazione americano che valuta a quale fascia di pubblico rivolgere ogni videogioco a seconda dei suoi contenuti), ma conquistando milioni di giocatori in tutto il mondo con il suo peculiare cast di combattenti e le sue iconiche Fatality con cui fare letteralmente a pezzi l’avversario sconfitto a rimarcare ulteriormente la propria supremazia sul campo di battaglia.

Dopo i primi otto capitoli della saga originale, nel 2011 NetherRealm Studios attua il primo reboot della serie, dando vita ad una trilogia che riporta il brand nell’Olimpo dei migliori picchiaduro in circolazione. Per il dodicesimo gioco principale, tuttavia, si attua un ulteriore riavvio, ben rappresentato dal nome scelto per il nuovo esponente: Mortal Kombat 1, della serie “si ricomincia”.

Il team capitanato da Ed Boon dà dunque inizio ad una nuova storia che vuole far breccia nel cuore di appassionati e neofiti, reinterpretando sotto una veste del tutto inedita i suoi storici protagonisti grazie all’escamotage della timeline nata al termine di Mortal Kombat 11. Un nuovo Torneo è dunque alle porte: è tempo di iscriversi e di sfoggiare le proprie tecniche più efficaci e brutali.

Caro Mortal Kombat, sei sempre tu

Pur offrendo agli appassionati un nuovo universo narrativo, in termini di gameplay e contenuti Mortal Kombat 1 si pone in diretta continuità con l’ultima trilogia. Ciò è evidente già dai primi combattimenti, o dai primi minuti passati nel Training Mode per riprendere confidenza con i controlli e con lo stile di gioco: basta poco per accorgersi di quanto il nuovo episodio sia familiare – avendo la medesima impostazione degli ultimi capitoli – ma al tempo stesso fresco, grazie al rinnovo del moveset di ciascun lottatore.

Come ormai da tradizione di NetherRealm, il parco mosse e combo di ogni kombattente è stato aggiornato e cambiato, garantendo così sorprese anche ai giocatori più navigati che potranno sperimentare nuove combinazioni di attacchi adattate ai ritmi e alle meccaniche pensati per quest’occasione. Non cambiano invece le mosse speciali, con ogni personaggio che recupera le proprie signature moves iconiche (l’arpione per Scorpion, le sfere di ghiaccio per Sub-Zero) tanto spettacolari da vedere quanto efficaci se utilizzate nel corso di una combo, specie se nelle loro versioni potenziate consumando una parte della stamina a disposizione. Immancabili anche i Fatal Blows, violenti attacchi speciali attivabili quando ormai rimane poca energia vitale prima della sconfitta e che, se usati al momento giusto, possono ribaltare le sorti dell’incontro.

Mortal Kombat 1 Recensione 1

E quando i giochi sono finiti è il loro turno, tocca alle mitiche Fatality: anche in questo caso assistiamo a un completo rinnovo dei celebri colpi risolutivi volti ad umiliare l’avversario facendolo esplodere in un tripudio di sangue, budella ed arti volanti. Ciascun lottatore ha due diverse mosse conclusive con cui chiudere il match la cui funzione è prevalentemente scenica: rispetto agli ultimi capitoli della serie, dove si era giunti ad una spettacolarizzazione quasi estrema ed ancora più gore delle Fatality, Mortal Kombat 1 appare più “sobrio” nella loro esecuzione pur senza perdere la sua carica violenta e il senso di spettacolo e stupore che da sempre caratterizza il brand.

Passando invece al roster, Mortal Kombat 1 offre un totale di 21 personaggi disponibili sin da subito. A questi si aggiungono un lottatore segreto, Havik, sbloccabile completando lo Story Mode e Shang Tsung, accessibile come bonus pre-order. Il complessivo di 23 kombattenti è dunque in linea con l’offerta degli ultimi capitoli che proponevano un roster di partenza mai oltre le 25 unità. La maggior parte dei nomi più iconici è presente, da Scorpion a Sub-Zero, da Liu Kang e Kung Lao, passando per Johnny Cage, Raiden, Kitana, Mileena, Reptile e Baraka.

Il ruolo del lottatore Kameo

Stavolta però, sul campo di battaglia, non si scende da soli: oltre al nostro guerriero potremo scegliere anche un lottatore Kameo ad affiancarci tra una selezione di 15 diversi personaggi. In questo roster secondario troviamo altri volti iconici come Sonya Blade, Kano, Jax, Cyrax e Sektor, che tuttavia fungeranno unicamente da supporto durante gli incontri: potremo infatti chiamarli al nostro fianco in momenti specifici per disturbare l’avversario e in certi casi anche dare vita a combo ancora più complesse ed elaborate.

Sebbene sulla carta si riveli un’aggiunta gradevole, con i Kameo emerge una sbavatura di gameplay: il bilanciamento generale. Se per la rosa principale non si notano squilibri troppo marcati tra un lottatore e l’altro, alcune di queste figure di supporto si rivelano molto più utili ed efficaci rispetto ad altre e nelle mani di un giocatore esperto il rischio è quello di dare vita a combinazioni di personaggi ed attacchi squilibrati che rischiano di compromettere la competizione generale giocando online.

Baraka Mortal Kombat 1

Il multiplayer tra l’altro, prova, a rivelarsi più ricco e al passo con i tempi grazie all’inclusione, ad esempio, del Rollback Netcode al momento stranamente privo di una feature ormai molto importante come il Cross-Play, che arriverà in un secondo momento ma che per adesso limita i giocatori ad affrontare solo altri utenti della stessa piattaforma di riferimento.

Nonostante un parco combo brillante ed elaborato, oltre ad una generale spettacolarità degli incontri grazie anche ad un frame-rate stabile sui 60fps, la sensazione è che a Mortal Kombat 1 sia mancato un briciolo di bilanciamento e di coraggio in più per toccare a tutti gli effetti le vette dell’eccellenza. Anche così, comunque, il risultato complessivo è degno comunque di grande rispetto.

Un nuovo inizio…o quasi

L’offerta contenutistica di Mortal Kombat 1 sulla carta potrebbe non apparire troppo sostanziosa rispetto a quanto mostrato da alcuni vecchi episodi della serie, ma in verità non manca nulla di essenziale. Anzi, rispetto a diversi altri giochi della concorrenza, l’opera di NetherRealm si presenta più ricca e variegata, seppur non sempre di elevata caratura. Ma andiamo con ordine partendo dallo Story Mode, la modalità principale.

Da sempre e in particolare con i capitoli più recenti, Mortal Kombat ha sempre messo l’accento sulla componente narrativa in maniera più marcata rispetto agli standard dei picchiaduro, e Mortal Kombat 1 non fa certo eccezione riprendendo lo schema ormai ben collaudato dai predecessori: una trama suddivisa in più capitoli (15 in tutto) che ci fanno controllare a turno i principali protagonisti del gioco.

Mortal Kombat 1 Recensione 2

Nonostante si tratti di un nuovo inizio, in verità la vicenda di Mortal Kombat 1 è strettamente collegata all’epilogo di Mortal Kombat 11 Aftermath, rendendo così questo nuovo titolo più un “soft reboot” che un riavvio nel vero senso della parola. Dopo aver sconfitto Kronika e Shang Tsung, il dio del fuoco Liu Kang sfrutta la Klessidra per dare vita ad un universo completamente nuovo nel quale regni la pace e dove ognuno può plasmare il proprio destino in una maniera differente rispetto a quanto vissuto nella precedente  linea temporale.

Con il passare del tempo, Liu Kang lascia a Geras il ruolo di custode del tempo per diventare il nuovo protettore della Terra ed instaurare con il Regno Esterno un’alleanza pacifica. Con l’avvicinarsi del nuovo torneo di Mortal Kombat che vedrà opporsi i due regni, Liu Kang recluterà dei promettenti guerrieri in modo così da trovare il proprio Campione in rappresentanza della Terra durante la competizione che li metterà a confronto con i kombattenti del Regno Esterno scelti dall’Imperatrice Sindel.

Raiden, Kung Lao, Johnny Cage e Kenshi Takahashi iniziano dunque ad addestrarsi sotto la guida di Liu Kang, così da trovare tra loro quattro il prescelto per competere nel Mortal Kombat. Ma quello che doveva essere un semplice e tradizionale torneo tra i due mondi finirà con il gettare le basi per risvolti ancora più sinistri e pericolosi, con il ritorno in scena di vecchi nemici che sembravano ormai dimenticati per sempre.

La story mode di Mortal Kombat 1

Inizia così una storia in puro stile Mortal Kombat, che mescola assieme sano trash, carisma del cast, un pizzico di umorismo ed eventi sopra le righe, per regalare delle buone 4-5 ore d’intrattenimento senza troppi fronzoli. Ad un certo punto si rischia quasi di perdere il filo degli eventi per via di alcune scelte narrative degli sceneggiatori mirate ai paradossi e alla consueta esagerazione che da sempre caratterizza il brand, ma in fondo Mortal Kombat è diventato una serie di culto proprio per il suo non essersi mai preso troppo sul serio: i fan di lunga data lo sanno e alla fine lo amano per questo.

Da dire che una pregevole recitazione generale del cast ed il taglio cinematografico finemente confezionato rendono il tutto ancora più godibile nonostante il racconto in sé non sia certo il più originale e sensato possibile. Spesso, infatti, i personaggi apparentemente chiave spariscono nel nulla per poi ricomparire all’improvviso oppure non farsi più vedere fino alla fine.

Mortal Kombat 1 Recensione 6

In ogni caso lo Story Mode si presenta lungo il giusto e pieno di combattimenti, inframezzati da cutscenes. Questa modalità si rivela sicuramente utile per sperimentare la maggior parte dei personaggi giocabili almeno nelle loro caratteristiche base (anche perché tempo una manciata d’incontri e si passa ad un nuovo capitolo della storia con protagonista annesso), nel frattempo che si superano match uno dopo l’altro avanzando così nella trama. Ma Story Mode a parte, Mortal Kombat 1 ha altro ancora con cui intrattenere i fan.

Le altre modalità di gioco

Oltre alla modalità storia, non può mancare anche la tradizionale modalità Torri, il più classico degli Arcade Mode visti nei Picchiaduro. Sono tre le Torri tradizionali disponibili in Mortal Kombat 1, caratterizzate rispettivamente da 6, 8 e 10 incontri totali; il finale del proprio guerriero verrà poi visualizzato al termine della scalata. Non mancano altre due Torri con regole di sopravvivenza, vere e proprie prove di forza dove lo scopo è sconfiggere quanti più avversari possibili attraverso una serie infinita d’incontri, perfetti per mettere a dura prova le proprie capacità complessive. L’Arcade Mode resta un elemento storico del genere ed è un piacere constatare che in Mortal Kombat 1 questa opzione continua ad essere centrale, lasciandosi giocare e rigiocare costantemente con tutti i lottatori disponibili.

E se le Torri non dovessero bastare, c’è anche la modalità online Invasioni, strutturata attraverso un modello a stagioni che verrà costantemente aggiornato dagli sviluppatori nei mesi successivi al lancio. Muovendosi attraverso una mappa in stile board-game e con piccole contaminazioni RPG, il giocatore è chiamato ad affrontare sfide in successione con regole differenti da soddisfare per superare il livello e passare a quello successivo, e così via fino a quando non si completa ogni mondo di gioco. Avanzando un poco alla volta si sbloccano inoltre numerose ricompense quali gadget e costumi per la personalizzazione, oltre a denaro in-game da spendere per ottenere ulteriori elementi di gioco.

Mortal Kombat Modalità Invasioni
La mappa di Invasioni

Invasioni, sebbene sulla carta aspiri ad essere un piacevole diversivo alle modalità tradizionali, rischia a lungo andare di farsi ripetitiva nelle sfide ed obiettivi richiesti per avanzare, perdendo un poco alla volta il proprio mordente. Poi per fortuna ci pensa il multiplayer ad intrattenere i fan, con un tutorial molto più sofisticato rispetto ai passati Mortal Kombat che permette di apprendere velocemente le basi del sistema di combattimento e del moveset di ogni lottatore disponibile.

Nella realizzazione dei tutorial NetherRealm Studios ha dimostrato un po’ d’impegno in più, così da rendere il gioco accessibile anche ai neofiti e ai meno pratici di picchiaduro che in questo modo verranno gradualmente introdotti ai combattimenti con già una valida infarinatura di base e senza sentirsi spaesati pad alla mano.

Una goduria per gli occhi

Non servono troppi giri di parole: in termini puramente visivi Mortal Kombat 1 è forse il miglior Picchiaduro in circolazione, capace di sfruttare al meglio le capacità delle piattaforme di attuale generazione come PS5 e Xbox Series X/S. La cura riposta dagli autori sui modelli poligonali di ciascun personaggio lascia senza fiato per il livello di realismo e dettaglio raggiunto: raramente in un gioco di lotta si sono visti lottatori così credibili da sembrare quasi vivi, graziati anche da un character design di alto livello che offre una gradevole reinterpretazione di questi storici guerrieri in circolazione ormai da oltre tre decenni.

Anche in termini di animazioni il lavoro complessivo è senza dubbio decoroso, sebbene su alcuni movimenti durante i combattimenti permangano alcune legnosità che vanno lievemente a penalizzare la fluidità degli incontri, invero non ai livelli di un altro peso massimo contemporaneo come Street Fighter 6. Nulla che comunque comprometta l’impatto tecnico di un prodotto assolutamente lodevole in tale ambito, che lascia senza fiato anche per lo splendore dei suoi scenari, ricchissimi di particolari che donano ad ogni arena una grande personalità come da tradizione in Mortal Kombat.

Discorso analogo anche per i filmati di gioco, che sembrano uscire da un film d’animazione d’elite per la loro magistrale direzione ma in fondo, con NetherRealm una cura simile non è chissà quale novità, dato che anche con i più recenti episodi della serie, così come con i due Injustice, aveva dimostrato con i fatti di che pasta fosse fatta sul fronte tecnico. Resta giusto da perfezionare la fluidità nei movimenti dei lottatori durante gli incontri: i margini di miglioramento ci sono ancora, e basterebbe davvero un briciolo d’impegno in più per raggiungere l’eccellenza.

Nulla da dire invece sul comparto sonoro: bene in particolare il doppiaggio italiano, recitato in maniera egregia con tutti i personaggi e con le giuste tonalità ad ogni specifica situazione. Le musiche di sottofondo magari non sono le più coinvolgenti ed ispirate in circolazione ma svolgono comunque adeguatamente il loro compito d’atmosfera donando ai combattimenti un pizzico d’intrigo in più.

Brutality!

Mortal Kombat 1 segna l’ennesimo grande ritorno di un franchise praticamente immortale. NetherRealm Studios dà inizio ad un nuovo corso per la sua storica serie che già da adesso sembra prospettarsi molto intrigante, pronto a dare vita  ad un’ulteriore sfilza di seguiti, volti ad approfondire ancora di più il mito di Mortal Kombat. Questa ripartenza non poteva essere migliore di così, sia sul fronte puramente ludico, sia sul lato tecnico, artistico e narrativo. Al netto di una storia spesso sopra le righe nel bene e nel male, si apprezza la reinterpretazione messa in atto per diversi personaggi storici del brand, così come il consueto rinnovo di moveset e tecniche speciali di ciascun combattente che garantisce freschezza e novità anche per i fan di lunga data.

Il combat system appare adesso più immediato da comprendere anche per i neofiti grazie a tutorial molto più sofisticati, mentre i veterani impiegheranno poco per sentirsi a casa e scatenarsi a suon di combo spettacolari, Fatal Blows ed impressionanti Fatality non adatte per i deboli di stomaco (ma forse meno esagerate e spettacolari rispetto agli standard a cui i titoli più recenti ci avevano abituato). Qualche problema, invece, in termini di bilanciamento del roster, soprattutto con i personaggi Kameo, che rischiano di farsi evidenti soprattutto giocando in rete (nulla comunque che non si possa migliorare attraverso future patch)

Bene anche il fronte contenutistico: c’è tutto l’occorrente per intrattenersi con gusto sia in single player (grazie in particolare alle Torri) che in multiplayer locale ed online (sebbene pesi la mancanza del Cross-Play già al lancio). Qualche dubbio, invece, sulla modalità Invasioni, diversivo sulla carta piacevole ma che rischia di farsi presto monotono e ripetitivo, mentre in termini di giocabilità si notano ancora margini di miglioramento nella fluidità degli scontri, a tratti ancora un po’ legnosa se paragonata ai ritmi di altri picchiaduro attuali.

Nonostante qualche sporadica ingenuità sparsa, Mortal Kombat 1 si conferma un prodotto imperdibile per gli amanti della serie e dei giochi di lotta in generale oltre che una delle migliori uscite di fine 2023 (qui la lista dei giochi che più attendiamo di questo ultimo quadrimestre del 2023). Sarà interessante scoprire come si evolverà nei prossimi anni il nuovo universo immaginato da NetherRealm, ma intanto godiamoci un presente tanto brutale quanto appassionante.

VOTO: 8.5/10

Francesco Muccino

Tocca il suo primo videogioco, Super Mario Land, quando ancora non ha compiuto 3 anni. Da allora entra in un vortice dal quale probabilmente non ne uscirà mai più. Appassionato di ogni genere e irriducibile alfiere del formato fisico, vanta una collezione di oltre 2700 giochi.

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