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NBA 2K25

NBA 2K25 Recensione: benvenuti nella NBA signore e signori!

La recensione di NBA 2K25, l'ultimo capitolo videoludico del basket d'oltreoceano firmato Visual Concepts e 2K Games

Ci sono cascato di nuovo: dopo la grande stagione dello scorso anno con l’edizione 2K24 (se ve la siete persa, ecco la recensione di NBA 2K24), torno a giocare la Mia Era con i New York Knicks in NBA 2K25, la nuova offerta videoludica del basket d’oltreoceano targato Visual Concepts e 2K Games. Prima di procedere, una piccola premessa: non sono un giocatore online per cui tale articolo riguarderà solo il gameplay della modalità vs CPU. 

Da tifoso Knicks non potevo esimermi dal guidare la squadra di Coach Thibodeau alle Finals NBA, peccato solo aver iniziato la stagione appena mi è arrivato il gioco, senza quindi godere della principale novità nel roster di New York: solo se vivete sulle nuvole, può esservi sfuggito il maxi scambio che ha portato Karl-Anthony Towns nella Grande Mela (qui l’episodio del Podcast dedicato allo scambio). Poco male comunque, sono sempre in tempo per ricominciarne un’altra. 

NBA 2K25: l’inizio de La Mia Era con i Knicks

Per riprendere la mano con il gameplay di NBA 2K25, masterizzare al meglio l’inedito sistema di tiro che differisce da quello dello scorso anno – due frecce, una fissa e una in movimento, che devono coincidere al momento del rilascio del giocatore – e soprattutto il nuovo sistema difensivo che, con l’utilizzo dell’analogico destro permette all’atleta di cambiare in modo dinamico la posizione in marcatura, ho iniziato la stagione a livello Pro. 

Ebbene, mi sono gasato e non poco accumulando una sfilza di vittorie impressionante con Randle a dominare il pitturato – che dolore sapere che è finito ai Minnesota Timberwolves insieme al mitico e, qui su NBA 2K25 illegale, Donte DiVincenzo – e Brunson a penetrare per chiudere al ferro o a smazzare assist al primo tiratore piazzato sul perimetro. 

NBA-2K25-Jalen-Brunson

Tutto questo era “merito” di una difesa della CPU piuttosto rivedibile, specialmente sul Pick and Roll: nessun aiuto, nessuna rotazione nel tentativo di intralciarmi la strada. Bastava chiamare il blocco per liberare la mia stella da Villanova che ecco apparire un’autostrada senza traffico che mi avrebbe condotto facilmente ai 2 o ai 3 punti. 

Nel mentre la striscia di W continuava ad aumentare, non potevo fare a meno di notare i movimenti dei giocatori – pad alla mano, sembra veramente di impersonare Brunson, così come Ja Morant che, a mio modesto parere, è il giocatore più spettacolare di NBA 2K25, tanto è incontenibile – o il sudore nell’ultimo minuto di partita che segna le spalle, il viso e le braccia degli atleti. 

Il passaggio da Pro a All-Star 

Data la facilità di gioco, ho deciso di alzare il livello di difficoltà di 2K25 da Pro ad All-Star: benvenuti nella NBA signore e signori. Tutto è sembrato diventare estremamente realistico. Ogni partita, citando il grande Al Pacino, “è un gioco di centimetri” in cui a fare la differenza sono i dettagli, sono le scelte compiute in campo dettate dalla freddezza e dalla lucidità dell’utente. 

Chiamo il blocco, penetro con Brunson, arriva l’aiuto del centro avversario per chiudere l’area e, a quel punto, è fondamentale scegliere l’uomo giusto a cui scaricare e mentre il pallone sta per raggiungere il compagno di squadra, bisogna già pensare al prossimo movimento. Cosa fare? Rischiare la tripla oppure provare un extra pass per muovere ulteriormente la difesa? Dettagli, tutta una questione di quei dettagli che vi ho menzionato nel precendente paragrafo. 

NBA 2K25 1

Com’è finita la stagione? Non ve lo dirò, non è importante (ho perso alle Conference Finals). Quello che posso dirvi è che il gameplay di NBA 2K25 è straordinario, è quanto di più vicino alla realtà si possa cercare e, se giocate come me, non Online, vi saprà regalare delle gare al cardiopalma che mi hanno ricordato tantissimi quei momenti indimenticabili di, ad esempio, NBA 2K6, quando ero solito spendere almeno duecento ore l’anno su un titolo che attendevo più di tutti gli altri videogiochi che avrei acquistato nei successivi 364 giorni messi insieme. Game, Buzzer Beater, Match. 

Andrea Baiocco

Amo la birra, il basket e i videogiochi. Sogno un'Ipa al pub con Kratos e una scampagnata con Nathan Drake. Scrivo su Lascimmiapensa e su Everyeye mentre provo a parlare su Freaking News.

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