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Princess Peach Showtime Recensione

Princess Peach: Showtime! Recensione: non chiamatela più damigella in pericolo

La recensione di Princess Peach: Showtime!, la nuova avventura in esclusiva Nintendo Switch disponibile dal 22 Marzo 2024

Un tempo si provava a salvarla dalle grinfie di Bowser soltanto per sentirsi dire da Toad che “la nostra principessa è in un altro castello”. Oggi quella principessa è cresciuta, è diventata autonoma, sa difendersi bene da sola, non ha certo bisogno dell’aiuto di Super Mario per togliersi dai guai e nella sua nuova avventura (che avevamo inserito tra i giochi più attesi di Marzo 2024), Peach è pronta a dimostrare di che pasta è fatta.

In realtà lo ha già dimostrato in più occasioni passate: non solo è stata un personaggio giocabile in acclamate produzioni quali Super Mario Bros. 2, Super Mario 3D World e Super Mario Bros. Wonder (se ve la siete persa, ecco la recensione di Super Mario Bros. Wonder), ma la ragazza è stata anche protagonista di un gioco tutto suo, Super Princess Peach, visto su DS nel lontano 2005. Adesso però con Princess Peach: Showtime! vuole fare sul serio e, sebbene non tutto sia impeccabile nel titolo Nintendo sviluppato da Good Feel, di certo la sua nuova avventura merita quantomeno le vostre attenzioni.

Che lo spettacolo abbia inizio

Dopo aver ricevuto un curioso volantino, la Principessa Peach si reca al Teatro Splendente assieme a due suoi Toad per scoprire quali meraviglie hanno allestito all’interno del locale gli Splendì che lo gestiscono. Tuttavia, una volta giunti sul posto, la malvagia Uva Spina e i suoi servitori, la Compagnia dei Mosti, conquistano con la forza il teatro intrappolandone visitatori e lavoratori al suo interno. Aiutata da Stella, direttrice del Teatro Splendente, Peach decide di passare all’azione e confrontarsi con Uva Spina e i suoi sgherri in modo da salvare la struttura ora nelle mani della nemica.

Princess Peach Showtime

Ha dunque inizio un’avventura che porterà la nostra eroina ad affrontare sedici livelli attraverso i quattro piani principali del Teatro, a cui si uniscono ulteriori dieci stage dalla portata più piccola da sbloccare un poco alla volta nel seminterrato. Ciascun livello è strutturato come se fosse uno spettacolo teatrale e vede Peach trasformarsi in dieci versioni differenti, ognuna con le proprie caratteristiche peculiari: Spadaccina, Pasticcera, Supereroina, Detective, Sirena, Ninja, Kung Fu, Ladra e Pattinatrice sul Ghiaccio.

Le trasformazioni di Princess Peach

Il gameplay di Princess Peach Showtime ruota tutto attorno alle trasformazioni, caratteristica peculiare del gioco volta a dare una precisa direzione ai sedici quadri dell’avventura: la presenza di ben dieci costumi diversi permette di sperimentare anche diverse idee ludiche e meccaniche esclusive che donano all’opera grande varietà. Certo, alcune di queste trasformazioni funzionano in maniera piuttosto simile (in particolare Kung Fu, Ladra, Spadaccina e Supereroina non si differenziano più di tanto tra loro se non per dettagli minori), tuttavia con altre sembianze gli sviluppatori hanno provato ad escogitare qualcosa di diverso dal solito.

Eccoci dunque alle prese con torte da decorare e biscotti da cucinare con le giuste tempistiche, mentre le investigazioni ci portano ad esaminare con attenzione l’ambiente circostante alla ricerca di indizi che ci permettano di svelare la verità. Ancora, spazio ai musical nei panni di una sirenetta e attraverso le nostre abilità ninja agiamo in silenzio nascondendoci alla vista degli avversari. E per il resto, sotto con combattimenti dal ritmo sostenuto dove mazzulare per bene i Mosti che provano ad ostacolare il nostro cammino.

Princess Peach Showtime Recensione 1

Un miscuglio così ricco di possibilità fanno senza dubbio il bene di Princess Peach: Showtime!, questo però non significa che sia tutto intrigante allo stesso modo: i livelli da Detective, ad esempio, risultano poco stimolanti per il loro essere estremamente semplici e pilotati, mentre il concept dietro il costume da Pasticcera si fa ripetitivo in un attimo non avendo particolare profondità. Al contrario, gli stage più orientati all’azione risultano essere anche quelli più dinamici e, di conseguenza, maggiormente coinvolgenti.

Tutto troppo facile

Forse il vero limite di Princess Peach Showtime è quello di essere un gioco creativo ma anche estremamente semplice dal punto di vista della difficoltà e della struttura: i livelli seguono un procedimento fortemente lineare con ben poche deviazioni o sorprese da scoprire e anche la maggior parte delle stelle collezionabili presenti nei livelli sono facilissime da trovare data appunto l’impostazione limitata degli stage.

Anche in termini di sfida non c’è molto da dire: i nemici standard non rappresentano mai una minaccia, i cuori extra abbondano ed anche i boss hanno pattern di lettura così immediati che è possibile sconfiggerli praticamente tutti già al primo tentativo (scontro finale compreso). Ora intendiamoci, Princess Peach: Showtime! è chiaramente pensato per un pubblico di giovanissimi ed è dunque comprensibile che Nintendo non abbia voluto focalizzarsi più di tanto sulla difficoltà. E questo non è necessariamente un male, anzi.

Princess Peach Showtime Recensione 2

La creatività nel complesso soddisfacente del gameplay e le diverse idee messe in campo compensano questi limiti, che in ogni caso non negano il fatto di essere davanti a uno dei giochi Nintendo più semplici da tanti anni a questa parte, che si può portare a termine in cinque, massimo sei ore con la larghissima maggioranza dei collezionabili e dei costumi alternativi acquistati a suon di monete accumulate. Preso però con spensieratezza, Princess Peach: Showtime! raggiunge anche il suo obiettivo principale: quello di intrattenere con piacere senza strafare.

Andiamo a teatro

Lato estetico, l’idea di caratterizzare ogni livello come se fosse uno spettacolo teatrale che prende vita davanti ai nostri occhi è stata una scelta azzeccata. Gli scenari godono di una caratterizzazione ben definita e ricca di personalità, tra colori sgargianti, attenzione nei dettagli e temi che si sposano alla perfezione con le Trasformazioni di Peach. L’ispirata direzione artistica cozza però con alcune sbavature tecniche evidenti soprattutto usando la propria Switch in portabilità, con un framerate ben più incerto rispetto a quanto invece si vede giocando in modalità docked.

Princess Peach Showtime non ha in realtà problemi gravi nel vero senso della parola ma in termini puramente tecnici non vanta la stessa cura e pulizia dell’immagine tipica di altre produzioni di punta Nintendo. Ciò detto, la cura riposta nelle animazioni è di tutto rispetto e vedere Peach in azione attraverso tutti i suoi numerosi aspetti alternativi soddisferà anche la vista più esigente. Anche l’accompagnamento sonoro si difende egregiamente, con musiche piacevoli da ascoltare e in linea con le atmosfere offerte dall’opera. Brani leggeri, scanzonati e dai ritmi incalzanti ci ricordano che siamo davanti alla più tipica produzione Nintendo, di quelle che si fanno apprezzare proprio per questi dettagli.

It’s Showtime!

Rivedere la Principessa Peach protagonista assoluta di un videogioco tutto suo dopo quasi vent’anni dalla prima volta su Nintendo DS è stato senza dubbio una ventata d’aria fresca per Nintendo Switch allo stato attuale. Questo nonostante Princess Peach: Showtime! non sia esattamente la miglior produzione possibile che ci si aspetterebbe dalla Grande N e dai team ad essa collegati: il suo essere davvero troppo facile, guidato e breve, unito a specifiche Trasformazioni meno brillanti rispetto ad altre, trasmette la sensazione di essere davanti a un’avventura che non si è impegnata fino in fondo per regalare concreto coinvolgimento.

Princess Peach Showtime Nintendo Switch

Al tempo stesso però non sarebbe corretto ignorare l’ottima varietà di idee e meccaniche ludiche che caratterizzano il titolo sviluppato da Good Feel grazie ai tanti travestimenti a disposizione, così come la pregevole direzione artistica e sonora che permea tutta la produzione. Princess Peach: Showtime! non ambisce ad essere uno dei migliori giochi per Switch ma alla fine non è neanche mai stato questo il suo scopo: puntava ad essere un prodotto leggero e spensierato con cui passare qualche ora in piacevole relax e così alla fine si è stato. E va bene così.

Ogni tanto produzioni di questo tipo fanno bene per staccare la spina, per rilassarsi senza strafare e quando si dimostrano anche creative al punto giusto a maggior ragione vale la pena dar loro una chance nonostante gli eventuali limiti che le caratterizzano. Ecco, Princess Peach: Showtime! è esattamente questo, e se vi sta bene, allora vale la pena dargli una chance.

Francesco Muccino

Tocca il suo primo videogioco, Super Mario Land, quando ancora non ha compiuto 3 anni. Da allora entra in un vortice dal quale probabilmente non ne uscirà mai più. Appassionato di ogni genere e irriducibile alfiere del formato fisico, vanta una collezione di oltre 2700 giochi.

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