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Rebel Moon Recensione: lo Star Wars per adulti di Zack Snyder

Da oggi 22 dicembre arriva finalmente su Netflix Rebel Moon, il nuovo film scritto e diretto da Zack Snyder: la recensione

Dopo decenni di lavoro (il soggetto originale nasce ai tempi della scuola di cinema e intorno al 2008 viene proposto a Lucasfilm come spin-off di Star Wars) e al secondo giro in streaming su Netflix dopo l’ottimo ibrido heist-zombie movie Army of the Dead, il visionario regista Zack Snyder, tra le figure più divisive del cinema contemporaneo, ha avuto l’opportunità e soprattutto il budget necessario per realizzare Rebel Moon, imponente e ambizioso nuovo universo narrativo che esordisce da oggi 22 dicembre con la Parte 1 – Figlia del Fuoco. Tra scienza e fantasy e dichiaratamente ispirato tanto a Guerre Stellari quanto al cinema di Akira Kurosawa (che con La fortezza nascosta aveva a sua volta ispirato George Lucas), il film racconta la storia di Kora (Sofia Boutella), una misteriosa straniera dal passato enigmatico.

Dopo aver iniziato una nuova vita sul pianeta Vedt, un insediamento pacifico di agricoltori, diventerà suo malgrado l’unica speranza di salvezza dei suoi nuovi concittadini quando il tirannico Reggente Balisarius (Fra Fee) e il suo crudele emissario Ammiraglio Noble (Ed Skrein) scoprono che i contadini hanno venduto, inconsapevolmente, il loro raccolto ai Bloodaxe (Cleopatra Coleman e Ray Fisher), due fratelli leader di un agguerrito gruppo di ribelli braccati dal Mondo Madre. Proprio come ne I sette samurai (ecco i migliori film giapponesi sui Samurai), Kora si offre di viaggiare in lungo e in largo per la galassia allo scopo di radunare il giusto gruppo di guerrieri per tentare di respingere l’impero invasore e preparare il popolo alla guerra che incombe sulla luna ribelle.

Rebel Moon, il trailer Netflix

Sette Samurai spaziali

Totalmente fuori dal mondo e avulso da ogni logica di pensiero hollywoodiano odierno (curiosa, inedita e un po’ confusa la strategia di marketing di far uscire Rebel Moon e il suo sequel Rebel Moon: Parte 2, atteso per aprile 2024, in due versioni diverse, PG-13 e rated-r con un’ora di scene inedite, per un totale di quattro film), Rebel Moon è un film libero da ogni obbligo – sembra inseguire la sregolatezza di Heavy Metal, film animato cult del 1981 – e Snyder, demiurgo totale che di quest’opera è allo stesso tempo produttore, regista, soggettista, sceneggiatore e perfino direttore della fotografia, sembra voler strafare in ogni sequenza: e, grazie a Dio, che goduria!

Per definizione film contenitore di molteplici immaginari, melting pot di leggende e mitologie passate e moderne, Rebel Moon: Parte 1 racchiude – oltre alle tante opere usate come riferimenti – anche tutte le caratteristiche del cinema snyderniano stesso, un cinema che – piaccia o meno – pensa per immagini e che nelle immagini sa crogiolarsi come pochi altri. A livello iconografico il confronto con i tantissimi titoli cui Rebel Moon si ispira o ai quali fa riferimento è materia troppo facile per discussioni da bar, ma chiaramente a Snyder non interessa alcun tipo di paragone: ci aveva già pensato The Mandalorian, con uno degli episodi della prima stagione, a riportare Star Wars verso I sette samurai, e qui il punto non è quello.

Rebel Moon Recensione 1

Casomai per un talento visivo come Snyder (uno dei suoi principali supporter è Christopher Nolan, che ha recentemente confessato di aver invitato il collega ad una super anteprima segreta di Oppenheimer, per un cineclub esclusivo completato anche da Paul Thomas Anderson, Todd Phillips e Denis Villeneuve, autore dell’altra space-opera del momento, Dune), in grado di spiegare la storia di un personaggio tramite un semplice dettaglio, un inserto, un’immagine, poter inventare da zero un nuovo mondo e stringerlo nell’arco di due ore e un quarto è una sfida personale su cui il regista di 300 punta tutto.

Rebel Moon: un tonico per gli occhi

Ricollegandoci alle ultime righe del precedente paragrafo, più che sullo sviluppo dei personaggi (una delle reiterate critiche mosse al suo cinema: si potrebbe anche fare lo sforzo d’onestà intellettuale di rendersi conto che forse il ‘character arc’ che sta tanto a cuore agli amanti delle serie televisive magari all’autore non interessa minimamente), Rebel Moon è tutto basato sul mondo che questi personaggi vivono e affrontano ed è davvero un tonico per gli occhi ciò che viene costruito in queste scene, lo sguardo usato per ammirare la magnificenza di questi corpi in movimento, il lavoro cinetico per allestire una nuova mitologia e le varie forme iperboliche che essa può assumere.

Rebel Moon Recensione 2

La versione director’s cut di 3 ore che arriverà nel 2024 – una mossa sempre più in voga per i servizi streaming dopo Napoleon di Ridley Scott – promette di portare molte scene inedite, violenza e contenuti sessuali tagliati da questo montaggio PG-13, con Zack Snyder che ha promesso ‘un film completamente diverso’ e descritto come ‘Game of Thrones nello spazio’: visti i precedenti delle director’s cut di Watchmen, Batman v Superman e Justice League varrà la pena riparlarne, ma intanto le due ore di Rebel Moon: Parte 1 ‘versione liscia’ sono due ore intense e di grande spettacolo.

VOTO: 4/5

Matteo Regoli

critica i film, poi gli chiede scusa si occupa di cinema, e ne è costantemente occupato è convinto che nello schermo, a contare davvero, siano le immagini porta avanti con poca costanza Fatti di Cinema, blog personale

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