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Sand Land Recensione

Sand Land Recensione: un grande omaggio ad Akira Toriyama

La recensione di Sand Land, la nuova avventura Action/GDR di Bandai Namco ispirata al manga di Akira Toriyama

Dal compianto e indimenticabile Akira Toriyama, arriva Sand Land, la nuova opera videoludica di Namco Bandai Entertainment che dettaglia il racconto di Belzebù, uno spiritello dalla chioma appuntita come Goku. Un viaggio che, per trenta ore, mi ha accompagnato facendomi emozionare e mostrando il meglio di sé sotto ogni punto di vista.

Akira Toriyama, il grande mangaka nonché creatore di Dragon Ball, è probabilmente uno dei miei autori preferiti in assoluto. Eiichiro Oda, d’altronde, lo ha considerato un maestro mentre Masashi Kishimoto, autore di Naruto e Boruto, un mentore, tanto da averlo ispirato a fare del suo meglio per creare un mondo dal grande impatto visivo. Toriyama, dopo Dragon Ball, ha collaborato con tantissimi studi di sviluppo per dare il suo pennino a opere come Dragon Quest e Chrono Trigger, entrambe superlative soprattutto per merito dei suoi disegni, indimenticabili per tantissimi.

Quando mi è stato chiesto di coprire Sand Land, lo ammetto, ho sentito un gran peso sulla schiena: c’era la responsabilità di rispettare al massimo un autore, tanto importante per me, quanto capace, grazie al suo talento e alla sua creatività, di entrare nelle case di tutti. E da quest’ultimo punto di vista, Bandai Namco ha fatto esattamente ciò che gli riesce meglio quando si tratta di creare un mondo di gioco: essere fedele al materiale originale.

In tal senso, Bandai Namco ha saputo incastrare un racconto in modo chiaro e cristallino, eseguendo un lavoro di preservazione dell’opera originale con l’obiettivo di esaltarla. Il resto, d’altronde, è appena più sotto: Sand Land non innova alcunché eppure, nella sua semplicità, ha la capacità di rendersi piacevole e di grande impatto.

Sand Land: un racconto di spessore

Siccità, sabbia e tempeste. No, fermi, non si tratta di Mad Max (se ve lo siete perso, ecco il nostro Speciale dedicato a Mad Max: Fury Road), sebbene possa ricordarlo a qualcuno che con Mel Gibson è cresciuto. In questo caso, però, l’intero mondo è un colabrodo, con i demoni obbligati a restare ai margini della società e gli umani a dover procacciarsi del cibo alla bell’e meglio, costringendosi a dover tenere conto di ogni maldicenza.

Il Sand Land di Bandai Namco, costruito attorno al manga, è difatti fedele come ho già ripetuto, ma non si limita a questo: esalta in modo concreto le caratteristiche cardine su cui si fonda la creazione di Akira Toriyama, che nella sua opera, infatti, ha messo nel calderone tante tematiche. Nell’avventura, salvo rare eccezioni, s’impersona Belzebù, un principe delle tenebre che più emarginato non potrebbe essere.

Sand Land Videogioco

Al suo interno, oltre a una marea di personaggi, Belzebù s’interfaccia con gli umani e impara dai loro comportamenti e atteggiamenti che tenta di replicare, inizialmente, con grande difficoltà. Non facendo esagerati spoiler che possono rovinare l’esperienza, Sand Land risulta una produzione dal grande carattere in termini narrativi, intrattenendo e coinvolgendo i giocatori in maniera definita e precisa, con ottimi spunti di riflessione che riescono a mantenere alta l’asticella qualitativa del racconto.

Un game design semplice ma efficace

Sand Land è un classico action adventure con caratteristiche da videogioco di ruolo, rese al loro meglio a seguito della scelta delle abilità da sbloccare nel corso dell’avventura. Il principe delle tenebre, oltre a poter contare su pugni, calci e cazzotti, può inoltre usare abilità speciali. Il basilare quanto intuitivo sistema di combattimento permette di selezionare i vari avversarsi con la rotellina del mouse o il pad, così da affondare i colpi per l’intero arco del videogioco.

Tutto è incastrato per esaltare gli scontri, sia contro i mostri che contro gli umani, alcuni dei quali, ovviamente, potrebbero mettere in difficoltà il giocatore, specie a difficoltà superiore, quella da me selezionata per arrivare a sviscerare al meglio le caratteristiche di Belzebù: è coinvolgente combattere, dare del filo da torcere a chi si ha davanti e, soprattutto, concatenare attacchi di vario tipo.

Sand Land Playstation 5

Altrettanto irresistibile è usare il carro armato, specialmente in inferiorità numerica, quando si è costretti a dover fare affidamento su una potenza di fuoco più devastante e letale. Ammetto di averne abusato alla grande nel corso dell’esperienza, riuscendo a combinare offensive di vario genere. È il lato migliore del prodotto, in effetti, quello di legarsi talmente tanto al videogioco da essere superlativo nei combattimenti.

Su PC, infatti, gli effetti particellari e quei sessanta fotogrammi al secondo sanno come spaccare in due lo schermo, dimostrandosi di elevatissima caratura per larga parte dell’avventura e riuscendo a meravigliare con un game design essenziale, rifinito e su misura, capace di mostrare tutto il meglio che solo opere del genere possono vantare. Tuttavia, l’opera scivola su un mondo aperto e su attività non particolarmente nuove per una produzione che propone un universo simile che, forse, meritava un maggiore approfondimento.

Ad ogni modo, l’impalcatura di gioco ha la grande capacità di riuscire a intrattenere, anche grazie a un bel sonoro e a un’immersione totale nella struttura ludica, che si perfeziona lungo tutte e trenta le ore necessarie per arrivare ai titoli di coda. Anche grazie al cel-shading, uno stile grafico che adoro dai tempi di Borderlands, Sand Land sa come farsi amare e piacere, con un’animazione dei personaggi perfettamente in linea con la serie anime, disponibile ora su Disney Plus.

Nicholas Mercurio

Cosa succede se unite letteratura, tanta curiosità e un mix letale di videogiochi indipendenti e di produzioni complesse? Otterrete Nicholas, un giovane virgulto che scrive tanto e vuole scrivere di più. Chiamato "Puji" ben prima di nascere, dovete dargli una penna per tenerlo calmo. O al massimo un pad.

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