Shinobi Art Of Vengeance Recensione: i revival che amiamo
Il mondo videoludico ci insegna che “mai dire mai” è un detto che ha sempre valore: un nome iconico scomparso dalle scene da tempo immemore potrebbe fare prima o poi il suo ritorno in scena, all’improvviso e lasciando a bocca aperta i fan di vecchia data che mai si sarebbero immaginati di rivedere in azione una serie, un gioco o un personaggio che sembrava ormai riposto in un cassetto chiuso a chiave.
Con Shinobi è successo proprio questo: in pochi si sarebbero immaginati di vestire ancora una volta i panni del celebre Joe Musashi in un’avventura del tutto nuova, eppure è esattamente ciò che è successo.
Da qualche tempo SEGA si sta impegnando nel rivitalizzare alcuni suoi brandi storici fermi da decenni, coinvolgendo a sorpresa anche Shinobi, un tempo tra i franchise di punta della storica compagnia giapponese.
E unendo le forze con Lizardcube, lo stesso team dietro il brillante Streets Of Rage 4 (guardacaso un’altra serie SEGA tornata in scena dopo oltre 25 anni di assenza), ha potuto dare vita a una nuovissima avventura 2D che strizza l’occhio al passato guardando alla modernità. Il risultato finale va oltre le più rosee aspettative, con Shinobi: Art Of Vengeance che si dimostra un rilancio esplosivo per questa leggenda del passato.
Joe Musashi, ci sei mancato
Shinobi: Art Of Vengeance è pensato come un reboot narrativo della serie, ambientato in un mondo soggiogato dalla tirannica organizzazione paramilitare ENE Corporation guidata dal malvagio Lord Ruse, dotato di poteri sovrannaturali. Soltanto l’Oboro Clan, con il prode guerriero shinobi Joe Musashi al comando, si oppone al nemico, ma un giorno l’ENE Corporation decide di attaccare il villaggio del Clan sterminandone tutti gli abitanti. Accecato dall’ira e dall’odio per la fine dei suoi compagni, Joe Musashi giura vendetta contro Lord Ruse e la sua organizzazione, iniziando così un lungo cammino che lo porta in giro per il mondo con l’obiettivo di liberarlo dalla morsa dell’ENE Corporation.
Una storia piuttosto classica ed essenziale fa da sfondo a un’opera che lascia a bocca aperta in ogni altra sua componente: l’opera frutto della collaborazione tra SEGA e Lizardcube si pone come un Action/Platform 2D tanto frenetico quanto spettacolare, realizzato con cura meticolosa non solo nel sistema di combattimento ma anche nel level design, nel grado di sfida e nella progressione del personaggio, tutti elementi perfettamente amalgamati tra loro che permettono al gioco di imporsi come un prodotto d’eccellenza nel suo genere di appartenenza.
Bastano già pochi minuti per intravedere il grande potenziale del nuovo Shinobi, che dimostra ben presto un ritmo ben sostenuto e un’ottima varietà di mosse, abilità e poteri Ninpo a disposizione del protagonista, da sbloccare un poco alla volta avanzando nell’avventura ed acquistando nuovi potenziamenti presso i negozi sparsi lungo gli scenari.

Partendo da un parco mosse limitato a qualche attacco e combo base, con il progredire delle ore Musashi diventa un guerriero sempre più abile apprendendo nuovi poteri e colpi aggiuntivi per le sue combinazioni che lo preparano sempre di più alle sfide sempre più ardue dell’opera: non siamo infatti davanti a un titolo che tiene per mano il giocatore, ma anzi lo spinge subito a dare il suo meglio con le risorse a disposizione mettendolo contro nemici non solo ben variegati ma un poco alla volta sempre più aggressivi, resistenti e pericolosi, in grado di prosciugare velocemente le energie del nostro eroe.
Fortunatamente c’è tutto l’occorrente per difendersi al meglio da ogni ostilità: la katana è affiancata dai kunai per gli attacchi da lunghe distanze, senza dimenticare l’efficace apporto dato dalle abilità Ninpo spesso in grado di capovolgere a nostro favore gli esiti di uno scontro una volta eseguiti al momento opportuno (a patto che gli appositi indicatori siano pieni a sufficienza per effettuarli). Un poco alla volta Musashi ha anche la possibilità di stordire gli avversari per poi eliminarli con un’esecuzione finale che spesso regala preziose energie vitali e ricompense in denaro.
Ma per quanto sia abile il nostro shinobi, non c’è mai un attimo per abbassare la guardia: sebbene sia possibile regolare il livello di difficoltà per adattarlo alle esigenze di ogni tipo di giocatore, Art Of Vengeance resta di base un titolo impegnativo e che può anche mettere alle strette nei momenti più intensi. Al tempo stesso, comunque, il gioco non si dimostra mai estremo per il solo gusto di esserlo e infatti propone una sfida genuina che premia le abilità ed i riflessi pronti dell’utente.

Le stesse Boss Fight, che offrono alcuni degli scontri più coinvolgenti dell’avventura, non si rivelano mai frustranti e si riescono a superare in maniera agevole una volta compresi i pattern dei nostri rivali, che lasciano sempre il giusto spazio per la nostra offensiva oltre alla possibilità di schivare immediatamente anche gli attacchi più pericolosi una volta capito come muoversi.
Tutti questi elementi sommati tra loro ci regalano un sistema di combattimento elegante e raffinato, ricco di possibilità e che funziona in maniera eccellente grazie anche all’attentissima cura riposta nel bilanciamento della difficoltà, nel preciso equilibrio tra danni inferti e subiti, e hitbox calcolate al millimetro che permettono di avere sempre il pieno controllo dell’azione, che può così esplodere in tutta la sua devastante potenza.
Non si vive di soli combattimenti
Ma anche l’esplorazione e la caratterizzazione di ogni livello si dimostra di qualità altrettanto brillante. Alternando stage dall’impostazione ineare ad altri invece più in stile Metroidvania, Shinobi: Art Of Vengeance si rivela estremamente gratificante anche quando non è necessario sfoderare la katana.
Dalle fasi Platform che tengono incollati allo schermo fino ai tanti segreti da scoprire setacciando a fondo ogni angolo degli scenari, c’è anche da destreggiarsi attraverso varie trappole ed ostacoli che contribuiscono a rendere la sfida sempre più coinvolgente, con ogni stage che ha un suo preciso design capace di renderlo unico e da scoprire in ogni minimo dettaglio.
Tutto funziona così bene che anche i livelli prevalentemente lineari riescono a tenere incollati allo schermo grazie alle tantissime situazioni di gioco differenti che offrono, mentre gli stage stile Metroidvania ci fanno pensare che un intero Shinobi realizzato in questa maniera potrebbe rivelarsi un successo altrettanto grande se mai SEGA e Lizardcube decidessero assieme di seguire una simile strada.

Un’equilibrata presenza di Checkpoint permette inoltre di non dover ripercorrere intere porzioni di livello in caso di sconfitta, e in generale il gioco sa sempre ricompensare con efficacia i giocatori che si concentrano sull’esplorazione, che si tratti di trovare collezionabili, sfide extra o anche solo risorse monetarie utilissime per sbloccare la nostra prossima abilità.
Non mancano infine un paio di livelli bonus incastrati all’interno dell’avventura principale (uno in groppa al cane-lupo Yamato e un altro mentre su fa surf in mare tra assalitori e mine esplosive), impostati come grossi minigiochi che pure in caso di sconfitta permettono di proseguire con la storia. Ciliegina sulla torta, una volta finito il gioco in una decina di ore circa si sblocca la modalità Arcade che ci consente di rigiocare ogni livello con l’obiettivo di fornire prestazioni superlative per raggiungere valutazioni sempre più stellari.
Aggiungendo eventuali collezionabili e battaglie bonus da completare per arrivare al fatidico 100% di completamento, Shinobi: Art Of Vengeance ha anche un concreto fattore rigiocabilità che permette in questo modo di poterselo godere ancora più a lungo.
Art Of Vengeance è un successo anche grafico, dove impressiona per la cura maniacale riposta nelle animazioni (i movimenti di Musashi sono quasi ipnotici) e nell’efficace character design, offrendo un’ampia varietà di scenari dallo stile ricercato e abbondante di dettagli.
Il tutto poi scorre su schermo senza l’ombra di un inconveniente tecnico, con una fluidità invidiabile che permette di godersi al massimo ogni combattimento ed ogni fase Platform che l’avventura ci mette a disposizione. Che dire invece dell’accompagnamento musicale? Brani dai ritmi intensi e spettacolari pompano l’adrenalina con ancora più forza permettendo così all’opera di raggiungere la sua massima espressione ludica ed artistica.
Così si riporta in vita una serie storica
Shinobi: Art Of Vengeance non è soltanto il miglior ritorno possibile per la serie di Shinobi dopo una lunga assenza, ma riesce anche a seguire una sua strada ben definita che omaggia il passato restando al tempo stesso concentrato sul presente.
Il risultato finale è un Action/Platform 2D tra i migliori pubblicati in questi ultimi anni, che rende onore al suo storico brand rivelandosi imperdibile sia per i fan di lungo corso che per i neofiti. SEGA e Lizardcube si dimostra un’accoppiata vincente, e la speranza è che le due realtà tornino quanto prima a collaborare assieme che si tratti di un nuovo Shinobi, un ulteriore revival dal passato oppure, perché no, anche un’IP nuova di zecca.
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