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South Park Snow Day! Recensione

South Park: Snow Day! Recensione: il Natale arriva in anticipo

Da qualche giorno è disponibile South Park: Snow Day!, titolo dedicato a quel mondo matto sviluppato da Question e pubblicato da THQ Nordic

Ora che la primavera è alle porte, il porridge è solo da scaldare e non capisci cosa metterti addosso, c’è proprio bisogno dello spirito del Natale. Ecco perché l’esistenza di South Park: Snow Day!, ennesimo videogioco dedicato a quel mondo matto sviluppato da Question e pubblicato da THQ Nordic (sempre in questi giorni, da THQ Nordic è arrivato il più che buono reboot di Alone in the Dark), è sugli attenti per farti sentire come la Vigilia del Natale. No, calma: qui non si salva il Natale; si salva direttamente il mondo. O ci si prova, perlomeno.

South Park: Snow Day!: un roguelite dalla trama intricata

Un giorno come gli altri, l’ennesimo: fa freddo, c’è il raffreddore, la neve che cade sopra di me copre tutto con il suo brio e in questo remoto regno la regina sono io. No, scusate: quello è Frozen, la responsabile numero uno del ghiaccio è la principessa Elsa e le cose orribili che accadono sono chiare a tutti. Più o meno, ovviamente, ma almeno sanno come intrattenerti.

Che dire di South Park per chi, come magari fra il più casto dei casti, non conosce la creatura nata dalla mente bislacca di Matt Stone e Trey Parker. Al riguardo, inoltre, la serie è su Amazon Prime Video con tutte le sue stagioni, da ricordare così Regoli non si arrabbia e non prepara la fionda per beccarmi in mezzo agli occhi. Comunque, di opere videoludiche dedicate a South Park ne sono state pubblicate a iosa nel corso degli anni, ed è d’uopo sottolineare quanto South Park: Il Bastone della Verità sia stata un’esperienza fantastica: combattimento a turni, nemici grondanti di rabbia e di poche pretese, ma tanto, tantissimo da scoprire nel corso dell’esperienza.

South Park Snow Day! Recensione 1

Leggerezza, battute pesanti, situazioni al limite dell’assurdo e critiche sociali degne dei Simpson, con la differenza che il politicamente corretto non è di scuola e non c’è mai effettivamente limite al trash più sfrenato. Al riguardo, South Park: Snow Day! potrebbe comodamente essere considerato il giusto connubio tra le due cose, forte di notevolissimi punti a suo favore e di game design semplice e già comodamente rodato da altre opere.

Se ancora la vostra mente è rimasta indietro, ovvero a quando esistevano ancora i turni e si battagliava così, Snow Day fa esattamente ciò che ora va di moda (ma non in senso negativo): propone un’avventura roguelite dalla trama intricata e da nemici così agguerriti e arrabbiati che potrebbe essere impossibile distaccarsi dal sistema di combattimento, una pregevolissima prova concreta di coinvolgimento misto al divertimento.

Un eroe nel mondo di South Park? Impossibile

Assurdo, dico bene? Niente è assurdo, nel mondo di South Park, neanche la tormenta di neve che, a quanto pare, è generata da un oscuro potere che ora minaccia tutto e tutti e pronto a insidiarsi ovunque, a infilarsi negli stipiti delle porte. Alla fine della giornata, diciamocelo, potrebbe essere inutile togliere la neve dalle strade e provare a fare pupazzi per far divertire i bambini per qualche secondo.

È diventato complesso, purtroppo, e i telegiornali danno la triste notizia: le intemperie hanno colpito la cittadina e ora serve un eroe della porta accanto che possa riportare il mondo intero agli antichi fasti, come un modernissimo Frodo Baggins intento a buttare l’Anello mentre prepara pesce e patate per Gollum, con la differenza che in South Park la linea sottile che divide l’eroismo dalla follia è labile, come diceva Vasco Rossi mentre cercava di non bere la birra che aveva davanti. Beh, ecco, la trama del nuovo titolo non è sicuramente inedita: si viene chiamati a salvare baracche e burattini seguendo una storia tanto semplice quanto coinvolgente. No, la situazione non è delle più idilliache, ma qualcuno deve pur sporcarsi le mani.

South Park Snow Day!

Se inizialmente ho pensato che l’avventura si sarebbe unicamente basata sui tipici personaggi principali conosciuti, non potevo sbagliarmi tanto: il nuovo capitolo permette di creare un proprio personaggio, con occhiaie, capelli à la Bob Marley e tutte le cose che farebbero comode a un eroe qualunque della porta accanto. Poi, via, inizia tutto: un sistema roguelite ricco di equipaggiamenti e situazioni sempre, sempre fuori di testa. Come non innamorarsene? Non lo so, chiedete a Mefisto.

Belli i Bitcoin ma le carte?

Ricordate gli altri videogiochi dedicati a South Park? Benissimo. Dimenticate tutto, ogni cosa, pure il vostro nome: South Park: Snow Day!, oltre a proporre un sistema multigiocatore ben rodato, segue una visuale in terza persona che permette di muovere il personaggio da una parte all’altra del level design dell’esperienza. In tal senso, i livelli non sono mai gli uni uguali altri: si differenziano e hanno sempre, SEMPRE, qualcosa di unico e inedito, con soluzioni e nemici variegati e aggressivi.

Tutto questo, inaspettatamente, lo ammetto, intriga e intrattiene per l’intero arco narrativo, mentre si cerca costantemente di trovare vie diverse per eseguire gli ammazzamenti tra balzi, salti mortali e soluzioni ambientali innumerevoli. Sia chiaro, sotto questo aspetto nulla di nuovo né studiato a tal punto da essere significante e lampante, o una prova di originalità, ma l’impasto ludico funziona in modo egregio e coinvolge, trasportando il giocare a riflettere talvolta su cosa si trova davanti.

Complice un sistema di carte vicinissimo ai classici deckbuilders cui si è abituati, South Park: Snow Day! è un videogioco che permette di equipaggiarne innumerevoli. Morire significa ricominciare l’esperienza dall’inizio, raccogliendo gli oggetti persi precedentemente: il personaggio, infatti, è armato fino ai denti e, come già esplicato poco più sopra, può muoversi in modo rapido e colpire nel segno, facendo male all’avversario e, ovviamente, dare filo da torcere a cosa si trova davanti.

Il game design, tanto semplice quanto efficace, è brillante e funziona comodamente anche grazie a uno stile di gioco che varia di battaglia in battaglia. Alla lunga, infatti, l’opera potrebbe risultare ripetitiva, ma la struttura di gioco non tradisce affatto il suo approccio folle e spensierato. Pur non presentando differenza sostanziali rispetto ad altre opere del genere, la produzione riesce in ogni caso a raggiungere il suo obiettivo. South Park: Snow Day! dovrà comunque cercare un modo diverso per aggiungere dei contenuti, specie online, per riuscire a mantenere l’attenzione del giocatore alta come in passato.

Nicholas Mercurio

Cosa succede se unite letteratura, tanta curiosità e un mix letale di videogiochi indipendenti e di produzioni complesse? Otterrete Nicholas, un giovane virgulto che scrive tanto e vuole scrivere di più. Chiamato "Puji" ben prima di nascere, dovete dargli una penna per tenerlo calmo. O al massimo un pad.

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