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Star Wars Skeleton Crew

Star Wars: Skeleton Crew Recensione: i Goonies di Guerre Stellari

Abbiamo visto in anteprima Star Wars: Skeleton Crew, nuova serie Disney+ con Jude Law dal regista di Spider-Man Jon Watts: la recensione

Da questa settimana, in anteprima sulla piattaforma di streaming on demand Disney+, che chiude il 2024 con una line-up di contenuti davvero pazzesca che includerà prossimamente anche What If 3 della Marvel e Dream Productions della Pixar, prequel della saga di Inside Out, arriva la nuova serie Star Wars: Skeleton Crew, ennesimo capitolo televisivo del franchise di Lucasfilm ambientato nella galassia lontana lontana creata da George Lucas.

Questa nuova avventura, che vede protagonista Jude Law nei panni di un misterioso pirata spaziale alla guida di una ciurma di quattro attori giovanissimi e un cast che vede anche la partecipazione di Kerry Condon e Nick Frost, è stata creata da Jon Watts, acclamato regista della trilogia Home di Spider-Man con Tom Holland per il MCU (e tante piccole chicche cult come Clown, Cop Car o il recente Wolfs con George Clooney e Brad Pitt), e segue il viaggio di quattro ragazzi che fanno una misteriosa scoperta sul loro pianeta natale, apparentemente sicuro, per poi perdersi in una galassia strana e pericolosa.

Trovare la strada di casa – tra improbabili alleati e altrettanti nemici – sarà l’avventura più grande della loro vita.

Star Wars: Skeleton Crew, pirati di una galassia lontana lontana

A qualche mese dalla prima stagione di Star Wars: The Acolyte (che nel frattempo abbiamo appreso che non tornerà con una stagione 2 perché cancellata pochi giorno dopo la sua conclusione, a dimostrazione del caos generale che regna ormai sovrano in casa Lucasfilm), e in attesa di Cassian Andor 2 nel 2025 e del ritorno del franchise al cinema con il film The Mandalorian & Grogu che invece uscirà nel 2026, Jon Watts offre una boccata d’aria fresca alla saga di Guerre Stellari, per una volta creando qualcosa di davvero nuovo.

Il feeling da Goonies dello spazio, e in più generale da produzione Amblin degli anni ’80, è fortissimo fin dai primi istanti, tanto che sembra essere quasi capitati non dalle parti di Star Wars ma da quelle di una versione futurista di Stranger Things.

Star Wars Skeleton Crew 1

Siamo in un angolo della galassia lontana lontana evidentemente molto vicino vicino a noi, perché all’inizio della storia dei quattro giovani protagonisti, tra biciclette, autobus, genitori assenti (e in più generali una pessima opinione del mondo degli adulti, forse pieno di intrighi e mezze verità cospirazioniste…)e lunghe giornate tutte uguali tra scuola, compiti a casa, scorribande pomeridiane e esami da evitare e nuove amicizie da stringere, questa serie di Star Wars non sembra per niente Star Wars, e in modo positivo.

Il team di registi messo insieme da Jon Watts è di tutto rispetto – David Lowery, i Daniels, Jake Schreier, Bryce Dallas Howard e Lee Isaac Chung – e nel complesso Skeleton Crew riesce nell’obiettivo che si era preposto: raccontare un’avventura di Star Wars totalmente inedita, alimentata da tantissime matrici diverse…tranne che quelle che finora hanno alimentato il franchise di Star Wars. Una serie liberatoria, simpaticissima, che sembra scrollarsi di dosso senza fatica il peso di quarant’anni di storie: pensate a Hook: Capitan Uncino mescolato con Capitan Harlock, con qualche riferimento (ai limiti della meta-narrazione) ai Jedi e alla Forza. Per una fantascienza più adulta, scoprite la serie tv di HBO Dune: Prophecy, disponibile in Italia su Sky e in streaming su NOW.

Matteo Regoli

critica i film, poi gli chiede scusa si occupa di cinema, e ne è costantemente occupato è convinto che nello schermo, a contare davvero, siano le immagini porta avanti con poca costanza Fatti di Cinema, blog personale

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