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Stellar Blade Recensione

Stellar Blade Recensione: oltre Eve c’è molto di più

Stellar Blade, esclusiva PlayStation 5 dello studio Shift Up, è un Action/Adventure solido e coinvolgente, al netto di alcune sbavature

Finora il 2024 di PlayStation 5 è stato piuttosto intenso. A un esplosivo Final Fantasy VII Rebirth è seguito un Rise of The Ronin che, seppur imperfetto, ha saputo attirare l’attenzione grazie al suo contesto storico e a un gameplay elegante (se ve la siete persa, ecco la recensione di Rise of The Ronin). Ora è uno studio coreano a far parlare di sé: Shift Up, il team dietro a uno dei giochi più chiacchierati dell’anno, Stellar Blade.

Annunciato nel 2019 con il nome di Project Eve e originariamente previsto anche su PC e Xbox One, lo sviluppo del titolo si rivelerà piuttosto lungo ed impegnativo, con pochi informazioni negli anni immediatamente successivi il reveal. Nel 2021 la prima volta: il progetto diventa una produzione targata Sony con pubblicazione in esclusiva su PS5, e nel 2022 prenderà il nome definitivo di Stellar Blade. Altri due anni ancora di lavoro, e finalmente il promettente Action/Adventure del team capitanato da Kim Hyung-tae diventa realtà.

Stellar Blade, il trailer di lancio

Ma Stellar Blade aveva ottenuto le luci dei riflettori ancora prima del suo esordio sul mercato, con tutte le attenzioni rivolte alla protagonista Eve: c’è chi è rimasto colpito dal suo ispirato character design e chi, invece, ha visto una caratterizzazione dai connotati sessisti, scatenando così un dibattito tra i videogiocatori di tutto il mondo che ancora adesso fa parlare.

Proprio queste discussioni, però, hanno fatto schizzare alle stelle (“no pun intended”) l’interesse nei confronti di Stellar Blade, ulteriormente alimentata da una demo giocabile che ha lasciato intravedere un intrigante potenziale. Ed ora che il gioco completo è disponibile possiamo dirlo: oltre alla protagonista Eve c’è tanta sostanza. E pure qualche sbavatura.

Eve, l’ultima speranza dell’umanità

In un futuro alternativo la Terra non è più degli uomini: sono stati cacciati via dal loro pianeta natale dopo aver perso la guerra contro i Naytiba, creature mostruose divenute la nuova specie dominante. Gli umani sono dunque fuggiti nello spazio ricollocandosi nella Colonia, ma non hanno mai perso la speranza un giorno di tornare alla loro casa perduta. Diversi decenni dopo, in un nuovo tentativo di riconquista della Terra, la Colonia invia il Settimo Squadrone Aerospaziale per affrontare ancora una volta i Naytiba.

Nel gruppo, c’è anche Eve, che viene recuperata dalla compagna di squadra Tachy una volta che la sua navicella si schianta al suolo. Ma la missione prende subito una piega drammatica: i Naytiba sono troppo forti e dai numeri largamente superiori rispetto al Settimo Squadrone, decimandolo un poco alla volta. Solamente Eve sopravvive all’assalto dopo il sacrificio dell’amica Tachy, con la ragazza che viene salvata all’ultimo secondo da un uomo di nome Adam.

Stellar Blade Recensione 1

Eve può dunque proseguire la sua battaglia contro i Naytiba con lo scopo di eliminarli una volta per tutte. Oltre al sostegno di Adam, la giovane guerriera troverà preziosi alleati in Lily – ingegnera sopravvissuta del Quinto Squadrone Aerospaziale – e nella città di Xion guidata da Orcal, ultima roccaforte della razza umana sulla Terra. Ma il viaggio di Eve si farà sempre più arduo e drammatico ogni volta che compie un passo avanti nella sua guerra ai Naytiba.

Togliamoci subito il dente: la componente narrativa è l’aspetto più debole di Stellar Blade. Per il tipo di gioco proposto in realtà una trama di contorno non sarebbe nemmeno un problema così concreto, il punto però è che la storia messa a punto da Shift Up tende a prendersi fin troppo sul serio senza però avere reali motivi per farlo. Tutto si svolge in maniera piatta, prevedibile e senza particolari sussulti, senza mai divagare dallo scopo nudo e crudo della missione di sterminio dei Baytiba di Eve.

Stellar Blade

Persino i pochi sviluppi concreti che caratterizzano la vicenda (i colpi di scena), appaiono telefonati e dunque non in grado di trasmettere il giusto coinvolgimento. Non aiuta in tal senso una caratterizzazione monocorde di tutti i personaggi del racconto, a partire dalla stessa Eve che, seppur bellissima in termini di character design, ha una personalità poco sviluppata che in più casi rasenta l’anonimato. Eve si salva in extremis giusto verso le fasi conclusive dell’avventura dimostrando un minimo di carattere in più ma di certo non è sufficiente per riscattarla completamente.

I comprimari non son certo migliori, risultando delle semplici comparse con una personalità che non va oltre cliché e stereotipi: anche per questo motivo è difficile provare reale empatia nei loro confronti anche nei momenti più drammatici della storia. Shift Up ci ha provato a dare maggior profondità al contesto narrativo messo in piedi per Stellar Blade, ma non è andato fino in fondo e, forse, agli autori stessi importava fino a un certo punto: sono l’azione vera e propria, lo scenario e la direzione audiovisiva a contare maggiormente all’interno del gioco. E in questi aspetti le qualità non mancano.

Guerra ai Naytiba

Pur prendendo spunto da più produzioni moderne, Stylish Action e Souls compresi (forse sarebbe più corretto dire Sekiro: Shadows Die Twice data l’appartenenza al medesimo genere), Stellar Blade si pone agli occhi del giocatore come un Action/Adventure vecchia scuola, generalmente lineare – nonostante ci sia spazio anche per una certa dose di esplorazione – e con il focus tutto incentrato sui combattimenti .

A dirla tutta Stellar Blade sembra per davvero un gioco d’azione dell’epoca PS3 e Xbox 360 come filosofia ludica, e questo non deve assolutamente essere inteso come un fattore negativo in quanto l’opera Shift Up prende molti degli aspetti migliori dei giochi di quei tempi. Azione dai ritmi ben sostenuti, un sistema di combattimento efficace e l’abbondanza di abilità sono gli ingredienti principali di Stellar Blade, amalgamati tra loro quanto basta per rendere il combat system interessante e stimolante.

Pur non raggiungendo le vette frenetiche dei migliori Action in circolazione, l’avventura di Eve appare coinvolgente grazie all’ottima varietà di combo a disposizione ed il gran numero di poteri a disposizione della protagonista, da sbloccare un poco alla volta proseguendo nella storia o attraverso l’apposito albero delle abilità garantendo in questo modo un senso di continuo sviluppo del personaggio che si avverte anche nelle fasi finali del gioco.

Completare ciascuno dei cinque alberi delle abilità spendendo gli SP accumulati richiede tempo e dedizione ma una volta che ogni tecnica sarà a disposizione ecco che il sistema di combattimento raggiunge la sua massima espressione dimostrando tutta la sua versatilità in ogni tipo di battaglia. Ma attaccare a testa bassa è anche il modo più facile per morire: bisogna padroneggiare al meglio schivate e parate così da trarre ulteriori vantaggi contro il nemico di turno, che si tratti di indebolire la sua postura – soprattutto nel caso dei boss – o di ricaricare le abilità speciali sbloccate per scatenare colpi ancora più poderosi.

Attenzione però! Stellar Blade non è affatto una passeggiata: oltre ad essere numerosi, i Naytiba sono aggressivi e possono infliggere ingenti danni con pochi colpi. Sottovalutare anche le creature più piccole può essere un errore, motivo per cui è sempre bene farsi trovare pronti non appena si ingaggia qualunque combattimento. Ed i boss non sono certo da meno, tanto grossi quanto brutali nella loro offensiva, richiedendo dunque un attento studio delle loro tecniche per capire come contrastarle al meglio.

Non bisogna dimenticare che a nostro vantaggio abbiamo anche il drone che, funzionando come arma da fuoco con relative munizioni, garantisce anche attacchi a distanza che in determinati casi possono rivelarsi estremamente preziosi per mettere in crisi gli avversari storditi (magari con il proprio nucleo esposto, da prendere di mira per massimizzare i danni). Certo, proseguendo nell’avventura il potere offensivo di Eve aumenta sempre di più così come la capienza dei suoi gadget o risorse curative, e la curva di difficoltà appare nel complesso precisa e costante dai primi attimi di gioco fino alle fasi finali.

La difficoltà di Stellar Blade

Per quanto impegnativa e stimolante, in alcune circostanze la difficoltà non sembra calibrata al meglio: ad esempio, può capitare di ritrovarsi improvvisamente circondati da Naytiba che magari fino a due secondi prima nemmeno si vedevano su schermo, ritrovandosi così sconfitti nel giro di un paio di secondi anche schivando e parando correttamente. In tal senso, sono le ultime fasi dell’avventura a convincere di meno in termini di bilanciamento della difficoltà: i boss presenti, oltre ad essere imponenti e aggressivi, sono anche spugne di HP e capaci di eliminarci in un paio di colpi ben assestati.

Chiaro, sempre delle fasi finali si tratta, e chi vuole potrebbe pure impostare la difficoltà su Facile in qualunque momento, però forse un equilibrio ancora maggiore avrebbe potuto valorizzare ulteriormente un sistema di combattimento che per il resto non lascia spazio a particolari criticità. Il bestiario fortemente variegato permette, inoltre, di limitare per quanto possibile ogni sensazione di ripetitività, con il gioco stesso che in alcune circostanze offre anche qualche soluzione alternativa che si tratti di fasi in puro stile Platform o qualche altra trovata più sofisticata.

Stellar Blade Playstation 5

Ad esempio un paio di passaggi dell’avventura principale vanno affrontati solo sfruttando il drone, con Stellar Blade che per qualche tratto si trasforma dunque in un vero e proprio Third-Person Shooter. Ma ovviamente non è questa la sua natura e le pur brevi fasi TPS risultano anche le più semplici e meno ispirate delle circa 20 ore richieste per portare a termine la storia principale.

Non convincono neanche gli sporadici enigmi che ogni tanto fanno capolino su schermo, dalla struttura troppo elementare o ridondante (all’ennesimo codice trovato per sbloccare la porta distante proprio due passi diventa inevitabile sbuffare). Diciamo che Stellar Blade offre il suo meglio quando c’è da combattere spada in mano e poteri speciali pronti per essere scatenati: quanto confezionato da Shift Up si dimostra di pregevole fattura ed ha tutto ciò che serve per intrattenere gli amanti di Action/Adventure.

Un mondo post-apocalittico tutto da scoprire

Stellar Blade non vuole essere soltanto un’avventura tutta azione e mostri da affettare, ma prova ad offrire anche qualcosa di più. In primis l’esplorazione che, pur trattandosi di un gioco dalla struttura sostanzialmente lineare, riveste comunque un ruolo non di contorno all’interno del gameplay. Merito anche di un level design studiato in maniera egregia, ogni scenario nasconde uno o più segreti che aspettano soltanto di essere scoperti: lattine collezionabili (49 in tutto), risorse volte a potenziare ulteriormente la nostra Eve o per sbloccare uno degli oltre settanta costumi alternativi offerti dall’opera.

In alcune circostante esplorare non è affatto banale visto che può anche portarci ad affrontare nuove sfide o rompicapi distaccati dall’avventura principale, senza contare la presenza di un paio di specifiche ambientazioni che offrono una struttura in stile “mini open world” con mappe dalle dimensioni piuttosto consistenti, le quali lasciano spazio a tantissime altre attività alternative alla main quest come la pesca o il raggiungimento di luoghi isolati.

Il tutto senza dimenticare persino la presenza di diverse missioni secondarie, la maggior parte delle quali accessibili una volta raggiunta la città di Xion. Ora, molti di questi incarichi collaterali non sono in verità particolarmente originali o elaborati e richiedono sostanzialmente di arrivare in uno specifico punto per raccogliere un particolare oggetto o eliminare un determinato bersaglio,. Ciononostante, portarli a termine si rivela estremamente utile per guadagnare SP in gran quantità e dunque potenziare più velocemente Eve.

La longevità complessiva del gioco in questo modo sale ancora di più ed intrattiene per diverse ore aggiuntive, quanto basta per scoprire davvero ogni segreto, anche il più piccolo, confezionato da Shift Up. E che dire di boss segreti o tipologie di Naytiba più rare? Non manca nulla, a riprova di quanto setacciare il mondo di gioco, anche solo per trovare i numerosi file volti ad approfondire il racconto di Stellar Blade, abbia un effettivo valore all’interno dell’opera.

L’ottimizzazione fa la differenza

Se c’è un aspetto davvero impressionante di Stellar Blade è il clamoroso lavoro di ottimizzazione svolto da Shift Up. Ora, in termini di pura grafica e conta poligonale, Stellar Blade non è magari il miglior gioco proposto da PS5 e si possono fare esempi più eclatanti in tal senso. Tuttavia l’enorme cura tecnica riposta dallo studio coreano nella loro opera non passa affatto inosservata: non c’è praticamente l’ombra di un bug, nemmeno una piccola sbavatura visiva fa la sua comparsa su schermo.

E che dire del framerate? Indipendentemente dall’impostazione grafica scelta, tutto scorre su schermo con una fluidità da far invidia anche alle produzioni più blasonate, senza un calo neanche per sbaglio, nemmeno nei momenti più caotici dell’azione con più nemici su schermo in un tripudio di effetti speciali. E parlando di effetti, le aree illuminate e quelle buie vantano un realismo che lascia a bocca aperta, esattamente come ogni elemento particellare e di effettistica che compare sul monitor.

Ecco, su questi aspetti c’è davvero poco da dire sull’incredibile lavoro svolto da Shift Up, assolutamente da non sottovalutare considerato che siamo davanti a una produzione che prende spunto da opere come Sekiro, i Souls e gli Stylish Action dove la fluidità dei movimenti ed i ritmi sostenuti sono veri e propri cardini del gameplay. Ciò valorizza ancora di più l’azione messa in campo da Stellar Blade che, senza tutta questa dedizione tecnica, forse avrebbe convinto meno in ottica gameplay.

Che poi in generale Stellar Blade è anche un prodotto molto intrigante per la vista: il mondo di gioco avrà pure uno stile post-apocalittico piuttosto classico, ma prova a mescolare il tutto con atmosfere futuristiche che gli danno un tocco di personalità in più mentre si resta ammaliati da alcuni panorami mozzafiato e da un mondo in rovina che esercita il suo fascino, soprattutto di fronte, per esempio, alla città di Xion e alla sua inconsueta struttura o alle lande deserte che la circondano.

Azzeccato anche character ed enemy design: pur senza avere una personalità marcata, Eve rimane un personaggio ben disegnato (a tal proposito, impressionante anche la cura riposta nelle animazioni dei suoi lunghissimi capelli, più credibili di quanto si possa immaginare in un primo momento) ed anche la caratterizzazione di molti NPC e soprattutto di boss e nemici gode di una certa originalità che li rende piuttosto evocativi e di grande fascino.

Le atmosfere che si respirano prendono molta ispirazione da opere come Nier Automata. Un’idea che viene ulteriormente rafforzata anche dalla colonna sonora di Stellar Blade che, intendiamoci, è una vera gioia per l’udito considerato che, non a caso, vede anche il coinvolgimento di MONACA, lo studio di Keiichi Okabe già responsabile delle iconiche colonne sonore della serie di Nier.

Stellar Blade 5

Molte tracce sono cantate o hanno cori e, tra sottofondi ambientali ed epici combattimenti, riescono a valorizzare ogni momento dell’avventura di Eve lasciando al tempo stesso ammaliati i giocatori con le loro sonorità ricercate e un valore produttivo da pelle d’oca. Certo, in alcuni momenti si ha la sensazione che alcune di queste musiche siano fuori contesto e non perfettamente appropriate al tipo di scenario messo in piedi dallo studio coreano, ma molti dei brani principali di Stellar Blade sono destinati a restare impressi nella mente di chi li ha ascoltati.

Molto meno convincente invece il doppiaggio in lingua italiana, che non appare recitato in maniera adeguata in diversi passaggi, compresi momenti chiave e drammatici della vicenda che perdono in questo modo di intensità. L’ideale sarebbe giocare Stellar Blade con il parlato in inglese oppure, perché no, con l’originale lingua coreana: in entrambi i casi il risultato appare molto più convincente e in grado di valorizzare gli eventi che si verificano su schermo (indipendentemente dalla loro effettiva qualità).

Stellar Blade: ritorno alla Colonia

Atteso, chiacchierato, discusso: Stellar Blade ha subito catalizzato le attenzioni dei giocatori di tutto il mondo, complice una protagonista che non passa certo inosservata. Ma oltre Eve, Stellar Blade ha tanto altro ancora da offrire. E nello specifico dà agli appassionati un Action/Adventure pregevole, intenso e coinvolgente che sa come intrattenere per tutta la durata della sua evocativa avventura principale ambientata in un mondo futuristico in rovina.

A brillare è in particolare il sistema di combattimento, valorizzato da un’ottima varietà di nemici e da boss fight sempre più intense, dove anche la più piccola distrazione si può pagare a caro prezzo. Anche l’esplorazione si prende i suoi spazi e sa regalare le giuste ricompense a chi vuole vivere fino in fondo la realtà messa a punto dai ragazzi coreani di Shift Up.

È chiaro che Stellar Blade prenda spunto da produzioni differenti non solo sul piano ludico ma anche in termini di atmosfere e direzione audiovisiva: forse non siamo davanti al prodotto più originale in circolazione, ma di certo ogni caratteristica che lo compone è stata miscelata a dovere. Il tutto sorretto da una cornice estetica che, pur trattando la solita tematica post-apocalittica, si dimostra piuttosto ispirata e, infine, da un accompagnamento sonoro di valore che conferisce una marcia in più ai momenti più intensi del nostro viaggio.

Ma Stellar Blade è anche un’opera che mostra il fianco a più di una critica, a partire da un comparto narrativo inconsistente che vuole prendersi troppo sul serio senza avere la giusta scrittura per farlo, e il generale piattume che caratterizza tutto il cast non aiuta di certo a migliorare la situazione. Qualche riserva anche sul bilanciamento del tasso di sfida: Stellar Blade tende ad essere piuttosto impegnativo, ma in certi casi mostra anche picchi ingiustificati d’improvvisa difficoltà che in alcuni momenti rischiano di rivelarsi più un tedio che uno stimolo per migliorarsi sempre di più.

Chiude il cerchio tutto ciò che divaga dal focus Action su cui il gioco poggia le sue basi: Stellar Blade appare poco ispirato quando prova a fare il TPS o ad intrattenere con banali rompicapi. Preso nel suo insieme, Stellar Blade ha sicuramente margini di miglioramento ma è anche un’opera che funziona e convince. Si è trattato di un banco di prova importante per Shift Up, alle prese con il suo primo Action/Adventure single player per conto di un colosso come Sony e nel complesso i ragazzi coreani si possono considerare promossi. Ed ora c’è la curiosità di scoprire cosa li attende in futuro.

Francesco Muccino

Tocca il suo primo videogioco, Super Mario Land, quando ancora non ha compiuto 3 anni. Da allora entra in un vortice dal quale probabilmente non ne uscirà mai più. Appassionato di ogni genere e irriducibile alfiere del formato fisico, vanta una collezione di oltre 2700 giochi.

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