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Suicide Squad Kill the Justice League Recensione

Suicide Squad: Kill The Justice League Recensione: uccidere i supereroi DC

Il racconto delle mie mirabolanti avventure per uccidere i supereroi DC nella recensione di Suicide Squad: Kill The Justice League

Ipotizziamo per assurdo che io stia vivendo da un annetto abbondante su un’isola deserta: ho con me un monitor 4K, una PlayStation 5 e una connessione internet che utilizzo per giocare e guardare film e serie TV. L’unico messaggio che mi arriva dal mondo reale è una newsletter che mi aggiorna sulle date d’uscita dei prossimi giochi. Non so nulla di quello che succede al di fuori della mia bolla. Un giorno mi viene spedito un bel codice di Suicide Squad: Kill the Justice League e mi gaso a bestia: uccidere – non c’è altra soluzione – i supereroi più famosi DC, Batman, Superman, Flash e Lanterna Verde perché Brainiac ha preso il controllo del loro cervello: “C*zzo io amo gli sparatutto e vestire i panni dei cattivi mi gasa da morire!“.

Mettiamo anche – sempre per assurdo – che non sappia alcunché riguardo le ultime vicissitudini dello studio Rocksteady (quelli della clamorosa trilogia di Batman Arkham), del travagliato sviluppo di questo looter-shooter in terza persona – uscendo dal campo dell’assurdo, se non ne sapete nulla, potete recuperare qualche info sulla pagina Wikipedia dedicata a Suicide Squad: Kill the Justice League – ma soprattutto, che non sia a conoscenza di quanto è stato detto o scritto riguardo l’opera nell’ultimo periodo che ha preceduto la sua release.

So bene che non è per nulla facile riuscire a chiudere gli occhi e ad attappare le orecchie così da non lasciarsi influenzare da quello che succede fuori dalla mia isola. Tuttavia, ritengo che questa scelta di ignorare il gran baccano che si è portato dietro Rocksteady e, di conseguenza, Suicide Squad: Kill the Justice League, sia fondamentale per provare ad analizzare un gioco che, alla fine dei conti e da come avrete letto dal numeretto a inizio articolo, mi è piaciuto, nonostante i diversi limiti di questa operazione.

Kill The Justice League

Dal punto di vista narrativo la storia è piuttosto chiara: ambientata nella città di Metropolis e nell’universo DC, Suicide Squad: Kill the Justice League ha luogo cinque anni dopo gli eventi di Batman: Arkham Knight e nei panni dei supercriminali Harley Quinn, Deadshot, Capitan Boomerang e King Shark (la Task Force X), siamo obbligati a portare a termine quella che, all’apparenza, sembra una vera e propria Mission Impossible affidataci da Amanda Waller, la quale, furbescamente, ci ha impiantato degli esplosivi letali nella nostra testa, ragione per cui non possiamo disubbidire ai suoi ordini: fare fuori la Justice League corrotta dal già citato Brainiac.

Non c’è bisogno di aggiungere altre informazioni su un racconto che scorre via piuttosto bene, diverte e affascina grazie all’interazione fra i quattro membri della Task Force X: Harley Quinn è letteralmente pazza e psicopatica, King Shark è il classico burbero dal cuore d’oro, Boomerang è il cazzone del gruppo mentre Deadshot è la persona forse più equilibrata e razionale di questa gabbia di matti. I dialoghi sono principalmente costruiti attorno a battute taglienti e sgangherate seppur non manchino momenti violenti e brutali, drammatici per certi versi, che ci svegliano da quel fancazzismo generale che permea l’atmosfera di Suicide Squad: Kill the Justice League.

Suicide Squad Kill the Justice League Recensione 1

Questo accade quando i protagonisti delle cutscene – sempre ben girate – sono i supereroi villain i cui comportamenti senza scrupoli mi hanno tanto ricordato quelli dei colleghi nella serie tv The Boys o dell’omonimo fumetto, da cui il prodotto seriale prende ispirazione, ideato da Garth Ennis e Darick Robertson. La narrazione è un punto focale su cui, secondo me, bisogna concentrarsi in quanto è la componente più convincente della produzione – mettendo da parte il gunplay di cui parleremo nel prossimo paragrafo – che però va a cozzare con la scarsa varietà negli incarichi che non consentono di immergersi al meglio nel racconto.

Fatta eccezione per un paio di quest avanzate – come quella dedicata a Batman che assume sfumature particolarmente psicologiche e che prova a mischiare un po’ le carte in tavola – l’obiettivo della missione, primaria o secondaria che sia, si traduce spesso in uno sparare senza sosta per uccidere i mostri che girano in libertà per la città di Metropolis (che poi sarebbero gli stessi abitanti). Obiettivo che ha perfettamente senso in chiave narrativa ma che viene declinato attraverso il classico “difendete la posizione fino a che non ho finito di scaricare questi dati” oppure “scortate un camion che trasporta una bomba fino al punto di detonazione” o, più semplicemente, “trucidate tutti“.

Suicide Squad: distruzione totale

L’inizio di Suicide Squad: Kill the Justice League mi ha lasciato un po’ spaesato: bene il gunplay – si spara in modo più che convincente – e le traversate della Task Force X nella mappa. Si sente effettivamente la differenza pad alla mano nelle bocche da fuoco – che bello percepire la potenza pura dello shotgun e poi cambiare subito arma perché hai bisogno di un fucile d’assalto per sparare dalla media distanza – e nell’esplorazione che varia in base al protagonista scelto: King Shark è pesante, è massiccio, compie balzi chilometrici sia in orizzontale che in verticale mentre Boomerang si teletrasporta da un palazzo all’altro lanciando la sua omonima arma.

Si nota subito un’elevata verticalità nel gameplay: ci si sposta in continuazione, si salta da una parte all’altra dei tetti dei grattacieli, si rotola per evitare un attacco in salto. La chiave è cercare di trovarsi sempre in una posizione sopraelevata rispetto allo ‘schieramento’ dei nemici per crivellarli dall’alto. Tutto ciò mentre le esplosioni si susseguono, i proiettili ti sfiorano, ti colpiscono e riducono la carica dello scudo fino a lasciarti in fin di vita. C’è poca tattica ma tanta distruzione: Kill the Justice League è caos allo stato puro e ho fatto fatica, almeno all’inizio, a individuare l’alter ego virtuale che mi permettesse di adattarmi al meglio a questo gameplay.

Deadshot Suicide Squad Kill the Justice League

Poi ho scoperto Deadshot, l’ ‘eroe‘ più bilanciato di tutti, cecchino implacabile che grazie al suo jetpack in dotazione mi ha consentito di raggiungere il cielo per fare fuoco da altezze siderali in un trionfo di colpi alla testa. Scegliere Floyd Lawton ha significato però rinunciare a far crescere di livello anche gli altri personaggi poiché se livella un eroe gli altri non salgono in automatico: per ovviare parzialmente a questa decisione (che non mi ha convinto del tutto), ci sono missioni che possono essere affrontate con un membro specifico della Suicide Squad.

Poco male, perché, con il tempo, ho iniziato a ottenere quelle soddisfazioni tipiche da looter shooter: esultare per aver ricevuto in dono dal Pinguino un fucile da cecchino leggendario dal danno elevato e dalla precisione millimetrica (potenziabile spendendo il denaro e il loot ottenuto in game), senza contare poi le mod scudo epiche, le bombe congelanti e gli attacchi speciali che spazzano via qualsiasi minaccia.

Suicide Squad Kill the Justice League Recensione 2

Ogni personaggio ha poi un suo skill tree che si suddivide a sua volta in tre differenti rami con diverse abilità passive e attive da sbloccare permettendo così una notevole personalizzazione dello stile di gioco (come se fosse una build vera e propria). Non si può dire che manchi la quantità e piano piano sono riuscito ad abituarmi ad un gameplay che non disdegna anche meccaniche interessanti come interrompere le offensive dei mob con un colpo speciale pochi istanti prima che facciano fuoco oppure recuperare punti scudo combattendo corpo a corpo.

Parola d’ordine: Caos

Insomma, nel nuovo sparatutto Rocksteady dimenticatevi qualsiasi tipo di strategia e abbracciate la devastazione derivante dalla follia distruttiva della Suicide Squad. C’è una caoticità tale negli scontri (rigorosamente a 60fps) che mi ha più volte portato a dialogare con il mio cervello: “Ma secondo te, le abilità avanzate che si sbloccano nello skill tree servono effettivamente a superare indenni le sparatorie? Quanto sono d’aiuto?“. Per provare a rispondere a queste domande, ho affrontato con Boomerang prima e Harley Quinn poi – decisamente sotto livellati rispetto al mio Deadshot – due missioni principali poco prima dei titoli di coda e sono comunque riuscito ad avere la meglio, semplicemente premendo il grilletto della mia Revolver all’impazzata.

Una progressione generale non sempre tangibile che comunque non incide sulla godibilità complessiva delle fasi di shooting che ho apprezzato nella parte centrale della mia avventura. Il principale problema di Suicide Squad: Kill the Justice League è, come detto, la ripetitività nella struttura delle missioni – oltre a una mappa che ha poco da offrire – tale per cui, arrivato intorno alle 5 ore di gioco (ne ho impiegate circa 9 per finire la campagna), ho iniziato ad accusare la monotonia del gameplay, ormai spremuto fino al midollo, che viene fortunatamente smorzata dalle boss fight di Suicide Squad: Kill The Justice League, spettacolari e violente ed è impossibile non citare almeno quella contro Superman o quella iniziale contro Flash (a proposito, ecco la recensione dell’ultimo film DC su Flash).

In co-op poi, il divertimento raddoppia e tanti dei ragionamenti che abbiamo fatto finora possono pure passare in secondo piano. Pertanto, diventa davvero difficile tirare le somme sul titolo Rocksteady ancora di più se consideriamo le nuove stagioni in arrivo, le prossime espansioni e così via: la mia speranza è che Suicide Squad: Kill The Justice League possa evolversi nel tempo, arricchire la sua offerta contenutistica così da trovare il perfetto equilibrio tra la varietà degli incarichi e gli elementi narrativi che possono fregiarsi di essere già particolarmente solidi.

Andrea Baiocco

Amo la birra, il basket e i videogiochi. Sogno un'Ipa al pub con Kratos e una scampagnata con Nathan Drake. Scrivo su Lascimmiapensa e su Everyeye mentre provo a parlare su Freaking News.

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