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Tekken 8 Recensione

Tekken 8 Recensione: il Torneo del Pugno di Ferro riapre i battenti

Bandai Namco con Tekken 8 pone la firma su uno dei migliori Picchiaduro 3D della storia recente, ricco di contenuti e spettacolare da giocare

Basta semplicemente nominare il nome “Tekken” per scatenare un turbinio di ricordi ed emozioni in migliaia di giocatori. Il leggendario Picchiaduro targato Namco, oggi Bandai Namco, è nato ufficialmente nel dicembre del 1994: fu in quel periodo che invase le sale giochi giapponesi dando vita a una serie entrata nella storia e destinata a divenire sempre più grande con il passare degli anni. E se da un lato è vero che già i primi due giochi lasciarono il segno nel genere, è con Tekken 3 che inizia la vera e propria leggenda: praticamente non esiste un giocatore PlayStation che non ne abbia una copia a casa mentre negli arcade si formano file chilometriche anche solo per avvicinarsi al cabinato del capolavoro messo in piedi dalla software house nipponica.

Da quel momento il brand, capitolo dopo capitolo, ha continuato ad essere una certezza tra gli appassionati, sebbene non sempre i nuovi Tekken si siano rivelati pienamente all’altezza delle elevate aspettative che li accompagnavano ogni volta. Ciononostante, Tekken è rimasto uno di quei nomi che riesce sempre a scaldare il cuore dei fan, non importa quanti cambiamenti al suo stile e quante sperimentazioni vengono messe in pratica: l’uscita di ogni nuovo esponente si rivela sempre un piccolo, grande evento videoludico.

E di certo non poteva andare diversamente con Tekken 8, episodio forse tra i più ambiziosi mai creati da Bandai Namco. Si riparte da quanto fatto con Tekken 7, si arricchisce la formula ludica con nuove meccaniche volte a rendere l’azione più veloce e adrenalinica e si condisce il tutto con quanti più contenuti possibili, così da compiere il proverbiale salto di qualità dopo un settimo episodio che in tal senso non ha convinto. Il risultato finale è un Tekken imperdibile per gli amanti del competitivo online ma con tanta carne al fuoco anche per chi si concentra sul single player. Ed è così che Tekken torna nuovamente ad essere un incredibile capolavoro tra i Picchiaduro 3D.

Tekken al massimo della forma

Dopo uno splendido filmato introduttivo, Tekken 8 entra nel vivo. Il volto minaccioso di Kazuya Mishima compare sulla schermata principale, pronto ad accoglierci a tutte le meraviglie dell’ottavo King Of Iron Fist Tournament. Stavolta la parola d’ordine è una: aggressività. Sin dalle iniziali presentazioni lo storico producer di Tekken, Katsuhiro Harada, ha sottolineato la filosofia alla base del nuovo episodio: favorire lo scontro diretto, l’attacco anziché la perenne difesa, in modo da aumentare il ritmo degli scontri rendendoli anche più spettacolari da vedere in ottica competitiva. Non a caso le nuove meccaniche pensate per il combat system del picchiaduro favoriscono quell’approccio aggressivo tipico di chi non si tira indietro nel tentativo di dominare l’avversario.

Spazio dunque all’Heat System – di cui ci eravamo già fatti un’idea grazie alla demo di Tekken 8 (qui il nostro provato della demo di Tekken 8) – che una volta attivato permette sia di accedere ad ulteriori mosse aggiuntive, sia di infliggere lievi danni agli avversari anche se in posizione di guardia. Un sistema che sprona il giocatore ad andare incontro al rivale per mettere subito a segno un colpo senza perdere troppo tempo. In questo stato è inoltre possibile effettuare l’Heat Smash, un attacco speciale a disposizione di ciascun personaggio in grado di arrecare seri danni se eseguito correttamente, magari proprio al termine di un incontro.

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Per il resto siamo davanti al solito, collaudatissimo Tekken che riprende quanto fatto con il sistema di combattimento del capitolo 7, rendendolo però più dinamico grazie anche a moveset dei personaggi lievemente rinnovati e ad altre gradite novità come la possibilità di recuperare piccole porzioni della barra vitale perduta mettendo a segno più attacchi. Certi stage continuano ad avere elementi di distruttibilità che possono essere sfruttati a proprio vantaggio, mentre il sistema di juggle, caratteristica peculiare della serie, è stato nuovamente rinnovato portando così i giocatori ad elaborare nuove combo aeree usando a proprio vantaggio le meccaniche inedite a disposizione.

Così come completamente inedite sono le Rage Arts offerte da Tekken 8, i devastanti colpi finali che si attivano una volta che il nostro personaggio è a un passo dalla sconfitta: la loro esecuzione funziona sempre alla stessa maniera, ossia attraverso la pressione di specifici tasti che lasciano poi spazio a un colpo coreografico dalla potenza devastante che spesso può anche ribaltare le sorti di un match se usato al momento giusto. Insomma, in Tekken 8 non manca letteralmente nulla, e la combinazione di tutti questi elementi, sia originali che già noti, hanno permesso a Bandai Namco di dare vita al combat system più spettacolare e sofisticato mai visto nella saga.

Il Roster di Tekken 8

Gli elogi si estendono anche al roster di lancio di Tekken 8 che offre 32 lottatori tutti ben differenziati tra loro e con pochissime ridondanze (tolti giusto Kuma e Panda che condividono lo stesso moveset). La rosa vede quasi interamente la presenza di volti storici e ritorni dai capitoli più recenti: Jin, Kazuya, Paul, Law, King, Nina, Asuka, Feng, Lars, Alisa, Shaheen e Leroy sono soltanto alcuni nomi a disposizione di un ricco cast che ha quanto serve per soddisfare anche i palati più esigenti. Ritorna anche Jun Kazama, storica protagonista di Tekken 2 tuttavia mai più riproposta nella serie principale (escludendo la serie spin-off Tekken Tag Tournament).

Soltanto 3 le new entry a questo giro: l’elegantissimo Victor Chevallier, agente segreto a capo delle Nazioni Unite dallo stile veloce e letale, la produttrice di caffè Azucena, poderosa combattente di MMA, e infine la misteriosa Reina che combatte usando il Karate Stile Mishima. Questi nuovi ingressi si rivelano un concreto valore aggiunto al roster di Tekken: oltre a essere spettacolari da vedere, sono anche coinvolgenti da utilizzare grazie ai loro stili sofisticati e divertenti.

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Purtroppo però, mancano all’appello diversi nomi popolari ed amati come Eddy (che verrà aggiunto tramite DLC nel prossimo futuro), Lei, Julia, Armor King, Anna, Marduk e soprattutto Heihachi, assenza inevitabile in chiave narrativa dopo quanto accaduto al termine di Tekken 7. La speranza in ogni caso è di vedere il ritorno in scena nei prossimi anni di tanti di loro, affiancati magari da ulteriori personaggi inediti.

Scontro finale tra due stelle oscure

Tra battaglie online, 32 personaggi giocabili, sessioni d’allenamento con cui perfezionare sempre di più le nostre abilità e una mini-avventura tra le sale giochi di una regione immaginaria, è lo Story Mode ad attirare per primo la nostra attenzione: intitolata “Il Risveglio del Male”, la modalità storia di Tekken 8 riparte sei mesi dopo la conclusione di Tekken 7. Dopo decenni di feroce rivalità ed assidue battaglie, Kazuya ha ucciso suo padre Heiachi Mishima ed ha reso il mondo un inferno consumato da una guerra globale dove sopravvive solo il più forte.

L’unica speranza per l’umanità è Jin Kazama, figlio di Kazuya sulla via della redenzione dopo essere stato egli stesso a scatenare il conflitto globale avendo ottenuto in precedenza il controllo della Mishima Zaibatsu. Affiancato da preziosi alleati, Jin vuole rompere una volta per tutte la maledizione demoniaca della sua famiglia e liberarsi dalle catene che lo frenano. Il solo modo per riuscirci è sconfiggere Kazuya una volta per tutte, ponendo così fine all’eterna lotta tra i membri della famiglia Mishima. La larga maggioranza dello Story Mode è dunque giocato attraverso il punto di vista di Jin, sebbene in diversi casi non manchi l’occasione di controllare altri combattenti.

La storia segue un’impostazione molto simile a quella già sperimentata in Tekken 7, con un’avventura a suon di mazzate suddivisa in 15 capitoli totali. Certo, in un Picchiaduro la storia non è certo l’aspetto più importante a maggior ragione in un gioco come Tekken, che ha sempre fatto della “tamarragine” e della spettacolarità i suoi cavalli di battaglia. Pertanto, non aspettatevi un’evoluzione dell’intreccio sobria e verosimile ma, piuttosto, vicende sopra le righe che sanno anche come tenere incollati allo schermo i giocatori e, ancora di più, i fan di lunga data. Il Risveglio del Male oltre a fomentare gli appassionati rivelandosi estremamente godibile nonostante le sue assurdità, ti lascia anche quel desiderio di scoprire come proseguirà il racconto di un eventuale nono episodio.

Infine, tornano gli Episodi Personaggio per ogni singolo lottatore del roster: parliamo di mini-arcade da 5 stage che per stile ed impostazione ricordano quanto visto diversi anni fa nella modalità Arena di Tekken 6. Anche la qualità dei filmati si dimostra eccezionale, sebbene la maggior parte degli epiloghi abbiano toni scanzonati ed ironici dovuti alla non canonicità degli eventi riguardanti ogni singolo lottatore. Certo, la struttura dei Tekken 4 o 5 continua ad essere superiore ancora oggi. Tuttavia, questa volta Bandai Namco ha riposto molto più impegno nel creare episodi che, quantomeno, non danno la sensazione di essere stati aggiunti tanto per far numero senza consistenza come in Tekken 7.

Tante sorprese con cui intrattenersi

La storia è però solo la punta di un iceberg assai più profondo. Bandai Namco si è effettivamente messa d’impegno per arricchire Tekken 8 di contenuti adeguati e il nuovo episodio ha tutto ciò che serve per intrattenere a lungo. Già solo il fatto che sia presente un tradizionale Arcade Mode ben più sostanzioso rispetto a quanto visto nel predecessore (8 stage totali contro i 5 del settimo gioco) è un passo avanti da non sottovalutare: finalmente la più classica delle modalità di un Picchiaduro torna ad essere consistente quanto basta per farsi apprezzare e rigiocare più volte con ogni personaggio per fare pratica in sfide dalla difficoltà crescente.

A proposito di pratica, mai prima d’ora un Tekken aveva offerto una modalità Allenamento così sofisticata per i neofiti, tra attente descrizioni, sfide combo, dettagli su ogni frame e movimento e la possibilità di sperimentare a schermo ogni singola mossa a disposizione per ciascun guerriero. Tale modalità è stata rinnovata con grande cura ed attenzione per presentarsi ora davvero completa e perfetta per apprendere le basi del gameplay. Ma forse una soluzione ancora migliore per far proprie tutte le meccaniche principali del gioco è cimentarsi nell’Arcade Quest, una mini-avventura attraverso le sale giochi di una regione immaginaria dove, salendo di grado e vincendo tornei, apprendiamo tutte le regole principali dei combattimenti.

L’Arcade Quest ci mette inoltre davanti ad avversari mossi da una CPU più sofisticata rispetto a quella dei lottatori che si affrontano negli Episodi o nell’Arcade Mode, rivelandosi una palestra ancora più preziosa dove allenarsi. Tramite l’Arcade Quest è inoltre possibile accedere alla Battaglia Fantasma, che consiste appunto nell’affrontare i “Fantasmi” sia nostri che dei giocatori di tutto il mondo incontrati giocando online: l’IA del gioco registra il nostro stile di combattimento e quello degli avversari permettendoci poi di riaffrontarli liberamente affinando così le nostre tecniche, una soluzione ancora più brillante per mettersi alla prova e verificare i nostri progressi.

Ma se dopo tutte queste battaglie volessimo intrattenerci con qualcosa di più leggero, c’è una modalità storica che fa il suo grande ritorno: trattasi del Tekken Ball visto per la prima volta in Tekken 3 che, oltre a integrare tutte le meccaniche pensate per Tekken 8, qui si presenta ancora più ricco di “palloni” . Spazio dunque a sfide a suon di pallonate, unico modo per arrecare danno al rivale, sullo sfondo di una spiaggia esotica. Che dire dunque? Tekken 8 si presenta davvero solido in termini di contenuti. Bandai Namco ha imparato la lezione da Tekken 7 e stavolta è riuscita a mettere a punto un’offerta che può davvero regalare maggiori soddisfazioni a chiunque, non solo ai patiti dell’online.

Il multiplayer online di Tekken 8

Il multiplayer di Tekken 8 continua a rivestire un ruolo centrale all’interno di un Picchiaduro, che sia offline in compagnia dei propri amici seduti sul divano oppure online contro giocatori sparsi in tutto il mondo. Anche in questo caso l’offerta è piuttosto elaborata, con la possibilità di unirsi a varie stanze per partite amichevoli senza troppe pressioni oppure di cimentarsi nelle gettonate partite classificate dove salire di rango un poco alla volta per prepararsi ad affrontare avversari sempre più potenti e preparatissimi, capaci anche di tenerti in aria per tutto il match con le loro combo tanto elaborate quanto snervanti da subire.

Su PS5, versione su cui si basa questa recensione, il matchmaking di Tekken 8 funziona egregiamente: si trovano tantissimi avversari in tempi rapidissimi grazie anche al supporto al cross-play e con tempi di caricamento decisamente immediati. Il sistema di classificazione funziona sempre a punti a seconda del rango dell’avversario sconfitto ma questa volta non sarà possibile ingaggiare rematch potenzialmente senza limiti contro i giocatori che affrontiamo: la sfida finisce dopo che uno dei due partecipanti vince due incontri su tre (se nessuno interrompe prima la sfida tra un match e l’altro). Dopodiché, si ritorna nella sala di attesa aspettando di incontrare il prossimo rivale. Un’idea che funziona perché permette di affrontare una serie di giocatori senza fossilizzarsi sullo stesso avversario.

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Persiste, come in Tekken 7, la promozione automatica di tutto il roster a un rank più alto dopo aver raggiunto uno specifico grado con il nostro personaggio principale per gli scontri online, un’idea in realtà non particolarmente brillante in quanto comporta il dover affrontare giocatori di livello molto alto con lottatori che magari abbiamo appena iniziato ad approfondire ma che non padroneggiamo ancora a dovere. Ciò rende complicato iniziare partite classificate con un “nuovo” combattente diverso dal nostro principale, ritrovandoci magari ad affrontare utenti abilissimi e che lasciano ben poco spazio alla nostra reazione.

Non si tratta in ogni caso di un problema insormontabile se approcciato con la giusta dedizione e pazienza. Quel che è certo, è che il comparto online di Tekken 8 funziona egregiamente, molto meglio rispetto al suo predecessore, grazie alle sue diverse funzioni – come anche la presenza di Tornei a cui partecipare – e la sua stabilità nel complesso decisamente soddisfacente, al netto di qualche fenomeno di lag che ogni tanto fa capolino durante la partita.

I muscoli dell’Unreal Engine 5

In Tekken la fluidità ha sempre avuto massima priorità, così da garantire un ritmo perfetto durante gli scontri e la massima precisione in ogni frame e movimento. Proprio per salvaguardare tale fluidità con le ultime iterazioni del brand principale Bandai Namco non ha ricercato a tutti i costi l’eccellenza grafica. Con Tekken 8 però il discorso cambia radicalmente e, forse, livelli più alti non si potevano raggiungere. Non solo la fluidità resta praticamente perfetta, ma il nuovo episodio sfrutta in maniera eccellente le potenzialità dell’Unreal Engine 5 imponendosi come uno dei Picchiaduro visivamente più belli di ogni epoca in rapporto alle potenzialità di ciascuna generazione.

Oltre a una bellezza eccezionale dei modelli poligonali, mai così curati ed espressivi in un Tekken, a stupire è anche la qualità magistrale degli effetti speciali e la cura maniacale riposta nella caratterizzazione di ogni arena: certi scenari, come quello a Parigi o a Roma, dentro il Colosseo, sono davvero mozzafiato per atmosfere e dettagli. Le animazioni, seppur in larga parte riprese dai vecchi episodi, si confermano ancora una volta il fiore all’occhio di Tekken, grazie a movimenti precisi e fluidi che lasciano spazio a ben poche incertezze.

Tekken 8 brilla anche nel suo comparto audio, grazie a uno stile musicale estremamente variegato che mette in risalto le atmosfere “tamarre” e adrenaliniche che da sempre caratterizzano il brand: l’ottavo capitolo è in generale uno dei più ispirati e riusciti in ottica musicale (ritorna anche il Jukebox che consente di impostare a proprio piacimento le musiche riprese da ogni Tekken esistente). Ciliegina sulla torta, le voci dei lottatori, in larga parte rinnovate per l’occasione, con ciascuno di essi che parla la propria lingua di origine. Niente paura: come da tradizione, ogni personaggio è perfettamente capace di comprendere l’altro pur continuando a parlare la propria lingua natale, superando qualunque barriera.

Il Re dei Picchiaduro

Tekken 8 sin dalle sue iniziale presentazioni sembrava già avere quanto necessario per imporsi come uno dei migliori capitoli dell’intero franchise. Katsuhiro Harada e il suo team volevano fare le cose davvero in grande e lo hanno sempre ribadito ad ogni occasione buona. Dalle parole, però, si è passati ai fatti, con tutte le promesse mantenute: Tekken 8 è per davvero uno dei migliori Tekken di sempre. Anzi, ancora di più, è uno dei migliori Picchiaduro 3D mai concepiti.

I meriti di questo risultato vanno a una giocabilità ulteriormente perfezionata, che fa tesoro delle azzeccate novità come l’Heat System e un cast ottimamente assortito; a contenuti assai più ricchi rispetto al precedente episodio che si dimostrano tutti meritevoli di essere approfonditi; un online che funziona ottimamente, una realizzazione tecnica da mascella a terra e un accompagnamento sonoro che sa come rendere i combattimenti ancora più adrenalinici. Tekken 8 è un capolavoro nel suo genere che si impone subito come uno dei migliori giochi del 2024 (se ve li siete persi, ecco i Migliori Videogiochi del 2023). Siamo davvero pronti per la prossima battaglia

9.5/10

Francesco Muccino

Tocca il suo primo videogioco, Super Mario Land, quando ancora non ha compiuto 3 anni. Da allora entra in un vortice dal quale probabilmente non ne uscirà mai più. Appassionato di ogni genere e irriducibile alfiere del formato fisico, vanta una collezione di oltre 2700 giochi.

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