The Boys 4 Recensione: tornano i supereroi politicamente scorretti
Se negli scorsi mesi un’opera come The Batman di Matt Reeves ci ha ricordato, anzi ha estremizzato in maniera forse definitiva, quanto più che un genere a sé stante, il cinecomic oggi abbia le potenzialità per farsi maschera-contenitore di filoni e canoni cinematografici disposti ad essere riletti e riadattati per il terzo secolo del cinema, una serie tv come The Boys si conferma come il desiderio – diametralmente opposto, ma ugualmente estremo e definitivo – di ridicolizzare quelle potenzialità, di metterle a nudo per il pubblico ludibrio, trasformando il genere dei supereroi in una gogna dell’industria per l’industria.
E se negli scorsi capitoli il divertimento, per quanto sfrenato, magari rischiava di attorcigliarsi in sé stesso, con i nuovi episodi della Stagione 4 di The Boys – disponibili dal 13 giugno in esclusiva su Prime Video – la serie di Eric Kripke riesce a districare tutti i fili che la compongono per tracciare quel sentiero che ha sempre inseguito.
Da una parte, troviamo le multinazionali e/o la politica, che ragionano cinicamente sullo sfruttamento delle immagini e degli immaginari e sulla realizzazione di prodotti in serie; dall’altra, i supereroi che di super hanno solo mantelli e poteri, sotto i quali nascondono neanche troppo bene tutta una serie di segrete identità umanissime, fatte di disturbi, patologie, psico-ossessioni, malignità e devianze.
The Boys 4: una stagione ancora dissacrante
Poche opere, oltre The Boys, sono riuscite ad afferrare ed intercettare l’oggi con tanta arguzia e precisione, a livello politico e sociale, ma anche di sguardo, di (cattivo, deforme, dubbissimo, morto) gusto e perfino in ottica meta-industriale, capace di speculare sul bisogno che le masse hanno dei simboli e soprattutto sul bisogno che le masse hanno di vedere quei simboli crollare.
Il paradosso sta proprio nel fatto che The Boys non sarebbe possibile se non fosse per la saturazione raggiunta dal ‘genere’ cinecomix che adora dissacrare, perché è evidentemente che è quella stessa plenitudine a dargli un senso, permettendogli di continuare a nutrirsi e, una volta compiuto il giro, espletare le sue movenze e riflessioni.

Sempre la stessa cosa da quattro cicli narrativi (più spin-off Gen V) a questa parte? Ovvio che sì ma perché The Boys 4 vuole esserlo (e in questo nuova stagione, ci sarà un episodio con Patriota che metterà davvero in scena l’orrore di essere semplici umani di fronte a un dio sadico e schizofrenico). Per altri supereroi per adulti targati Prime Video scoprite la serie tv Invincible (se ve la siete persa, ecco la recensione di Invincible), tratta dall’omonimo fumetto di Robert Kirkman.
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