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The Gentlemen Recensione Serie TV

The Gentlemen Recensione: la serie tv di cui tutti parlano è su Netflix

The Gentlemen ricicla la formula dei postmodernismi di Guy Ritchie ampliandola con il formato seriale: su Netflix una serie tv imperdibile

Dopo una serie di lungometraggi quasi girati su commissione, a partire dal sequel del suo fortunato Sherlock Holmes e arrivando fino al remake live-action di Aladdin per un corso durato esattamente un decennio, il regista Guy Ritchie era tornato al suo cinema prediletto, quello post-moderno post-tarantiniano che l’aveva reso famoso alla fine degli anni ’90, con The Gentlemen, film fuori tempo massimo per definizione, sia perché pronto nel 2019 ma uscito nel 2021 a causa del covid in un mondo post-pandemia, sia perché inserito all’interno di una cornice post-metatestuale ormai post-post-modernista che forse ha fatto il suo tempo: un po’ troppi ‘post’ per il nuovo decennio iniziato.

Ora che il decennio è già quasi giunto a metà, però, la rivelazione: The Gentlemen, una serie tv post-moderna per la piattaforma di streaming on demand Netflix, ovvero lo spazio post-cinema per eccellenza, che possa sfruttare gli atteggiamenti ridondanti dello spregiudicato stile da ‘fuochi d’artifici’ narrativi nel contesto più rilassato concesso dagli spazi allargati dalla struttura episodica. Un post-The Gentlemen per un post-Guy Ritchie, ora che lo stesso autore ha trovato due dei suoi migliori film di sempre, Wrath of Man e The Covenant con Jake Gyllenhaal (e a proposito di Jake Gyllenhaal, non perdetevi la recensione di Road House) rinnovando totalmente il suo stile e il suo approccio alla messa in scena.

The Gentlemen: quando la serie tv amplia il film originale

E allora, in breve, ecco The Gentlemen Serie TV, il pacchetto perfetto per l’eccesso e l’esuberanza del post-moderno in cui però il post-moderno ritrova quella libertà, quegli spazi, quell’ampiezza di respiro che era stata sua al cinema negli Anni Novanta e nei primi Duemila ma che, col passare del tempo, come aveva segnalato lo stesso film di Guy Ritchie, aveva iniziato a stufare.

The Gentlemen Serie TV Netflix

In otto episodi The Gentlemen allarga allarga e allarga le possibilità della narrazione ultra-rapida, della battuta sagace, del dialogo a mitraglia, dei personaggi grotteschi, delle situazioni pulp, delle linee narrative molteplici e del montaggio ad incastro, buttandole però nella contemporaneità della Brexit e dell’era del politicamente corretto, in cui anche i trafficanti di droga sono nobili aristocratici e in cui gli zingari non sono più zingari ma ‘travellers’.

All’ombra di un monolitico e totemico Ray Winston e di un commovente e dolcissimo Vinnie Jones, con Theo James nel ruolo per cui sarà ricordato e Kaya Scodelario mai così glaciale e irresistibile, una serie imperdibile: un post-Breaking Bad per l’era della post-tv.

Matteo Regoli

critica i film, poi gli chiede scusa si occupa di cinema, e ne è costantemente occupato è convinto che nello schermo, a contare davvero, siano le immagini porta avanti con poca costanza Fatti di Cinema, blog personale

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