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The Plucky Squire

The Plucky Squire Recensione: come un libro illustrato

All Possible Futures ha confezionato un’avventura piacevole e originale ma a The Plucky Squire è mancato davvero poco per spiccare il volo

Vi ricordate quando da ragazzini disegnavate avventure sui quaderni o sul vostro diario scolastico passando il tempo a dare sfogo alla vostra fantasia? Ecco, The Plucky Squire sembra praticamente come quei disegni del nostro passato che prendono vita in chiave videoludica attraverso un prodotto ricco di personalità e pure con una certa originalità di fondo.

Purtroppo però non riesce a spingere l’acceleratore fino in fondo come dimostra qualche ingenuità che caratterizza l’opera targata All Possible Futures. Eppure, The Plucky Squire attira così tanto la curiosità che viene automatico dargli una chance, anche solo per sperimentare qualcosa di diverso dal solito sul piano artistico e talvolta anche su quello ludico.

The Plucky Squire: una fiaba che prende vita

Protagonista dell’avventura è Jot, l’eroe del libro illustrato The Plucky Squire pensato per un pubblico di bambini e caratterizzato da grandi avventure, pagine coloratissime e l’immancabile lieto fine. Ma il malvagio Humgrump, cattivone della storia, si rende conto di essere per l’appunto l’antagonista di una fiaba e, stufo di essere sconfitto da Jot, lo caccia via dal libro spedendolo nel mondo reale.

Jot riesce comunque a rientrare nel racconto avendo ottenuto la capacità di viaggiare tra le dimensioni: proprio questo suo nuovo potere gli permetterà di portare avanti le sfide della sua storia interagendo con entrambe le realtà, preparandosi così a sconfiggere Humgrump ancora una volta.

The Plucky Squire 1

Si inizia comunque dalle pagine di The Plucky Squire, la cui vicenda viene raccontata proprio come se si stesse leggendo una fiaba a un bambino mettendo quindi in risalto l’eroismo di Jot e dei suoi amici, alle prese con una rocambolesca vicenda che li vede attraversare, pagina dopo pagina, innumerevoli sfide tra nemici pronti a metterci i bastoni tra le ruote, trappole ed enigmi ambientali che spesso richiedono anche di interagire tra il mondo fiabesco e quello reale per essere superate.

Un gameplay accessibile ma anche stimolante

Il sistema di combattimento di The Plucky Squire è, invece, piuttosto limitato, con Jot che ha a disposizione pochi attacchi e combo (alcuni dei quali da sbloccare lungo il percorso) da scatenare contro un bestiario di nemici non solo abbastanza limitato ma anche fin troppo semplice da abbattere, sebbene il ritmo degli scontri sia comunque piuttosto rapido e si lascia alla fine apprezzare.

Dispiace solo per una difficoltà tarata forse troppo verso il basso complice la scarsa resistenza degli avversari e l’abbondanza di cuori curativi che è possibile rinvenire: morire è dunque un evento piuttosto raro, anche quando si affrontano le situazioni più ardue.

Al contrario l’esplorazione e la risoluzione dei rompicapi risulta più stimolante: tra giochi di parole da completare abbinando la parola corretta alla giusta frase, viaggi tra le dimensioni e le pagine precedenti della storia per trovare risorse utili per proseguire, e un approccio sostanzialmente originale a questi enigmi sono ciò che rendono The Plucky Squire un’avventura diversa dal solito e per questo capace di regalare anche piacevoli stimoli.

The Plucky Squire 2

Anche qui, tuttavia, affrontare i rompicapi si rivelerà ben presto semplice ed agevole, vuoi per i tanti suggerimenti che il gioco ci fornisce, vuoi per il fatto che trovare le soluzioni è molto veloce ed intuitivo: non si avverte dunque un reale senso di sfida dalla componente esplorativa e dalla risoluzione degli enigmi, che colpiscono più per l’approccio originale che li caratterizza anziché per un effettivo senso di difficoltà. Non ci si spreme le meningi, diciamo così.

La struttura del level design, interamente 2D dentro il libro, alterna sequenze più lineari ad altri dove c’è maggior margine di manovra, anche se il tutto resta sempre limitato alle dimensioni delle pagine che caratterizzano ogni sequenza e non c’è dunque troppo margine per scenari più complessi ed elaborati.

Il discorso cambia sensibilmente passando al mondo esterno con l’azione che si fa tridimensionale. È in queste sequenze che gli autori hanno dato ancora più sfogo con la creatività, mettendo il giocatore davanti a situazioni ben diverse rispetto a quelle affrontare dentro il libro lasciando spazio in alcuni casi anche a idee fuori dagli schemi per intrattenere.

I minigiochi di The Plucky Squire

Dove The Plucky Squire brilla maggiormente è però nei minigiochi, solitamente camuffati da Boss Fight, in cui si sperimentano i concept più disparati: ecco che si passa da un Picchiaduro in stile Punch-Out!! a uno Shooter a scorrimento orizzontale, c’è spazio addirittura per una battaglia in stile RPG a turni e pure a un combattimento in pieno stile Rhythm Game.

E questi sono soltanto alcuni esempi delle tante idee messe da All Possible Futures nel loro calderone dal quale alla fine esce fuori una pietanza gustosa che ci riempie lo stomaco per circa 8 ore, una durata nel complesso giusta per ciò che offre The Plucky Squire.

The Plucky Squire 3

È proprio grazie a tutte queste trovate che un’avventura nel complesso imperfetta, fin troppo semplice e con un ritmo talvolta altalenante (i dialoghi in alcuni casi rischiano di essere invasivi non dando all’azione la giusta continuità) si lascia alla fine apprezzare con piacere, pure senza ambire a chissà quali eccellenze ludiche.

Due mondi speciali

Il fascino di The Plucky Squire passa soprattutto dalla sua caratterizzazione estetica, semplicemente da applausi. Siamo per davvero davanti a una fiaba illustrata che prende vita, con disegni splendidi da vedere e curatissimi nei particolari graziati anche da animazioni altrettanto brillanti e un character design che conquista subito il cuore.

Ma anche la realtà tridimensionale, che vede il nostro eroe combattere creature immaginare in un contesto realistico e credibile come quello di una scrivania (comunque piuttosto grande ed a sua volta decisamente creativa), si difende bene in termini artistici sprizzando personalità da tutti i pori.

All Possibile Futures ha davvero posto grande attenzione ad ogni dettaglio in modo così da offrire ai giocatori un viaggio affascinante ed esteticamente stimolante, al quale gli si perdona qualche incertezza tecnica visibile più che altro nella realtà 3D dove talvolta il framerate va a scatti. Il sonoro è altrettanto azzeccato soprattutto per quanto riguarda l’accattivante voce del narratore e il sapiente utilizzo degli effetti, ma anche le musiche sanno rivelarsi piacevoli e perfettamente in linea con le atmosfere fiabesche dell’opera.

Imperfetto ma pieno di personalità

Si è fatto attendere un po’ a lungo complici vari rinvii, ma The Plucky Squire alla fine è riuscito a rivelarsi un’avventura piacevole e creativa, che brilla soprattutto sul fronte artistico ma che ha qualche spunto intrigante anche sul lato ludico che mescola sapientemente azione 2D e 3D in un mix efficace e fuori dagli schemi.

L’opera targata All Possible Futures non ha chissà quali ambizioni e si presenta piuttosto semplice in termini di combattimenti, esplorazione e risoluzione dei rompicapi, forse pure troppo e senza contare qualche incertezza di ritmo a causa di dialoghi talvolta invasivi.

Alla fine però, il pacchetto nel suo complesso funziona bene proprio per via dell’approccio fresco ed originale ad ogni sfida, mettendo nelle mani dei giocatori un’avventura diversa dal solito. The Plucky Squire è a tutti gli effetti una fiaba trasformata in un videogioco, magari scontata in più circostanze ma con una creatività sufficientemente forte da farsi apprezzare dall’inizio alla fine.

Peccato solo per qualche incertezza di troppo in ottica gameplay e per la sensazione di essere  letteralmente accompagnati per mano lungo il percorso che talvolta prende il sopravvento: con qualche accorgimento in più potevamo parlare di un grande gioco a tutti gli effetti, anziché soltanto di un buon gioco.

Francesco Muccino

Tocca il suo primo videogioco, Super Mario Land, quando ancora non ha compiuto 3 anni. Da allora entra in un vortice dal quale probabilmente non ne uscirà mai più. Appassionato di ogni genere e irriducibile alfiere del formato fisico, vanta una collezione di oltre 2700 giochi.

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