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The Substance

The Substance Recensione: tra erotismo e il body horror più disgustoso

The Substance, il nuovo lungometraggio della regista Coralie Fargeat, dopo la vittoria a Cannes arriva nelle sale italiane: la recensione.

La regista francese Coralie Fargeat aveva già realizzato il miglior thriller femminista pre-MeToo con l’adrenalinico Revenge con Matilda Lutz, dove l’erotismo del corpo femminile diventava una linea da non superare pena resurrezioni visionarie, lame di coltelli nei bulbi oculari e corridoi viscidi di sangue, con il suo secondo lungometraggio, The Substance, entra di diritto nell’olimpo dell’horror contemporaneo per un’ideale triade con Julia Docournau e Ana Lily Amirpour.

Premiato a Cannes 2024 per la miglior sceneggiatura originale (un riconoscimento che è già di per sé una rarità per un genere bistrattato come l’horror, ma avrebbe meritato anche di più), The Substance è la storia a due tra Demi Moore e Margaret Qualley, tra i loro capelli d’inchiostro stile Bella di Povere Creature (se ve la siete persa, ecco la recensione di Povere Creature) e i loro occhi che gareggiano per affacciarsi sul mondo, le loro età che si avvicendano e i loro corpi nudi che si sovrappongono.

The Substance: cinema ributtante allo stato di grazia

Sconvolgente come il migliore dei David Cronenberg (non solo il David Cronenberg da body-horror, ma anche quello sovversivo verso la favola dell’industria di Hollywood visto in Maps to the Stars) e molto più militante di Barbie di Greta Gerwig perché si sporca dalla testa ai piedi, The Substance è cinema ributtante allo stato di grazia: un’installazione sul corpo e sul modo che abbiamo di guardarlo, di venerarlo, di concepirlo, di replicarlo, di pensarlo e volerlo, una crasi che divide invece che unire, un tripudio di volti deformati dalla cinepresa e di corpi martoriati dal desiderio.

The Substance 1

Un desiderio che è il più antico del mondo, quello di Faust, quello de Il ritratto del Dorian Gray, ma che Coralie Fargeat fa suo come se fosse stata lei ad concepirlo, lei la prima a sognarlo: uno che è ancora perfetto per il nostro mondo, dove non ci vende più al diavolo ma al pubblico e all’idea che il pubblico ha di corpo e bellezza. Da La morte ti fa bella a Testuo passando per David Lynch e lo splendido cinema di serie b di Brian Yuzna e Stuart Gordon: quanta ironia, quanta sagacia, quante immagini disgustosamente indimenticabili. In Italia The Substance sarà nei cinema con anteprime pubbliche dal 18 ottobre e dal 30 ottobre in sala con I Wonder Pictures.

Matteo Regoli

critica i film, poi gli chiede scusa si occupa di cinema, e ne è costantemente occupato è convinto che nello schermo, a contare davvero, siano le immagini porta avanti con poca costanza Fatti di Cinema, blog personale

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