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Unicorn Overlord Recensione

Unicorn Overlord Recensione: la bomba atomica di Vanillaware

Unicorn Overlord è un’epopea longeva e appagante, capace di insinuarsi assiduamente nel cuore, nelle carni e nello spirito: la recensione

Creare assuefazione, in un panorama come quello videoludico, è la capacità di
portare l’utente a entrare in contatto con opere magnifiche e attraverso le quali scoprire storie semplici ma scritte e trattate con passione, elevate all’asintoto da un amore totale per l’immaginario relativo al fantastico in ogni sua sfaccettatura. Se poi quei filamenti – mai sfilacciati e uniti dal candore appassionante che coinvolge un passionato – diventano ulteriori metri di paragone, l’opera composta dagli stessi aumenta di spessore e diventa, inevitabilmente, qualcosa che respira di originalità e di lucidità. Unicorn Overlord è l’opera massima di un team di sviluppo che, nel corso della sua storia, non ha mai commesso un passo falso.

Questa ennesima, lunga e ottimamente scritta avventura è quel sogno che trasuda anima da ogni lato, facendo capolino in un settore che si ritrova a dover contenere pubblicazioni illustri come Dragon’s Dogma 2, Persona 3 Reload e Like a Dragon: Infinite Wealth che è bene non far passare in sordina. I primi quattro mesi dell’anno nuovo, insomma, sono stati totali protagonisti di opere provenienti dal Sol Levante, giunte con forza per mostrare personalità differenti e originali visioni ai giocatori.

L’anima di Unicorn Overlord, per Vanillaware, va di pari passo con la sua evoluzione creativa avvenuta nel corso degli anni. Se ci penso, è la stessa che di riflesso c’entra con Capcom e il fatto che non sbagli un colpo oppure con From Software (anche se con Elden Ring, lo ammetto, mi sono trovato in grossa difficoltà, pur attendendolo da tempo). Cosa succede, però, quando un’opera come Unicorn Overlord arriva sul mercato, proponendosi come un tattico che non intende affatto risultare complesso ma, al contrario, estremamente semplice da approcciare?

Ciò che avviene è una scoperta sensazionale, fatta di luci totali che riflettono sullo sviluppo creativo di uno studio che si è trovato a gestire un ennesimo videogioco vincente con delle caratteristiche uniche capaci di dare nuova linfa al genere tattico e di presentare, allo stesso tempo, un racconto maturo e potente, caratterizzato da visioni mirate: Unicorn Overlord è progressione totale, sia in termini narrativi che di game design. Basta così poco per creare sorprese che si dimostrano dei totali capolavori.

Unicorn Overlord: una storia di resistenza

Non è un racconto facile, quello di Unicorn Overlord. Certo, sia chiaro: non aspettatevi una storia fin troppo originale; il racconto progredisce in realtà su ispirazioni già chiare a chi mastica epic fantasy dalla mattina alla sera. La trama percorre il complesso e intricato viaggio del principe Alain, il quale ha perso il suo trono a causa di un brutale tradimento da parte del malvagio Galerius, un terribile despota che ha preso il controllo dell’intera Cornia, costringendo popoli e altri regni a sottostare al suo comando.

Costretto a lasciare la sua terra natia, il giovane cresce in un’isola lontana per scampare dalla spada del crudele Galerius, che intanto ha corrotto i cuori dei signori di Cornia, usandoli a suo piacimento. Non facendo troppo spoiler che potrebbero rovinare l’intera esperienza, Unicorn Overlord approfondisce le narrazioni attraverso i dialoghi tra i personaggi: è la prima volta che un POV, in tal senso, assume un ruolo chiave in un videogioco.

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Al riguardo, per un momento, ho pensato di trovarmi all’interno di un libro di letteratura fantastica, magari quelli in cui la politica ha un ruolo importante. Ciò è fondamentale anche nel titolo di Vanillaware, con la differenza che ogni mossa corrisponde a una risposta avversaria che può consumarsi in qualunque maniera. L’Impero è governato da un despota, il popolo è intimorito e l’intero esercito esegue soltanto degli ordini per la gloria intera.

Il senso dell’onore in Unicorn Overlord ha una valenza fondamentale per chiunque cerchi una storia dal grande carattere: l’IP di Vanillaware s’inerpica in questa grada per mostrare personalità e visione, nonché volontà di creare un titolo che, dal punto di vista narrativo, affronta le complesse regole di un mondo che nessuno dovrebbe seguire. Unicorn Overlord è una produzione che ha sempre il talento per creare qualcosa di realmente unico e potente, mantenendo un tenore e un professionismo invidiabili, per un’opera così distaccata dalla frenesia dei giocatori più appassionati.

La guerra non cambia mai

Come accennavo poco più sopra, Unicorn Overlord è un tattico inedito e particolareggiato (a tal proposito, non perdetevi la nostra Guida per iniziare Unicorn Overlord), che segue un’originalità tutta sua e che preferisce di gran lunga limitarsi al posizionamento, allo schieramento e alle cure del party prima di qualunque battaglia che avviene automaticamente contro i nemici. Se questa scelta potrebbe sembrarvi insensata non cedete all’inganno: è una decisione furba per permettere al giocatore di dedicarsi interamente alla strategia reale, esaminando le classi e il loro utilizzo, per vincere le sfide che vengono proposte nel corso dell’avventura.

Ciò che coinvolge maggiormente, infatti, è la possibilità di vedere la propria armata riuscire a compiere le imprese in base alle scelte intraprese poco prima: oltre a dare un senso di appagamento senza eguali, facendoci anche sentire onnipotenti il più delle volte, permette di avventurarsi in scenari unici e in sfide esaltanti contro varie tipologie di nemici. Le statistiche e i momenti, in Unicorn Overlord, sono fondamentali, mantengono dei ritmi altissimi e le varie possibilità presenti nei campi di battaglia, oltre ad essere utilissime per arrivare all’obiettivo, consentono di interfacciarsi con un game design profondo e arricchito da colpi di genio man mano che si avanza nell’esperienza.

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Tali colpi di genio – oltre ad esprimersi appieno quando gli scontri entrano nel vivo – agiscono attraverso gli accampamenti, utilissimi per sostentarsi e rimettersi in sesto o durante le offensive magiche quando si presidia un luogo per sottolineare la propria presenza. La conquista di un territorio diventa stimolante: gli eserciti rivali, in certe occasioni, potrebbero addirittura tornare indietro per approntare difese più coriacee. Sbarazzarsene, però, è uno dei momenti più coinvolgenti del gameplay di Unicorn Overlord, data la grande libertà proposta, la lucidità di game design e una profonda e fresca originalità nella preparazione alle battaglie che per un attimo, fa ricordare i bei momenti passati su opere come Total War, rilevanti sia per me che per tanti appassionati di tattiche.

Di sicuro, ciò che mi ha colpito maggiormente è la costruzione dell’immenso mondo di gioco, tra grandi città e, soprattutto, posti da visitare. Tutti questi luoghi sono magici e unici fra loro, il cui obiettivo comune è quello di sottolineare il bello della scoperta. Quando diventa un videogioco di ruolo vero e puro, con la possibilità di affrontare missioni secondarie singolari e sempre coinvolgenti, magari per reclutare qualcuno, l’opera si realizza ancora di più, riesce ad avere qualche stimolo ulteriore e a spingere così verso altre novità tutte da svelare.

Unicorn Overlord non ha difetti, non mette in mostra passi falsi e riesce sempre, SEMPRE, a tenere incollati allo schermo: penso al neofita, per esempio, che per la prima volta s’interfaccia con giochi del genere. E se Unicorn Overlord fosse il suo primo videogioco di strategia in assoluto? Il lato certamente più incoraggiante è l’esistenza di un selettore di difficoltà, presente sia per chi mangia pane e tattici dalla mattina alla sera sia per chi, al contrario, vuole qualcosa di leggero. Unicorn Overlord, insomma, fa respirare completamente a pieni polmoni.

Art Design di primo ordine

Non sarebbe Vanillaware, però, senza quella sua meravigliosa direzione artistica. Come per altre opere del genere, e in generale in maniera analoga ad altre sue produzioni, anche Unicorn Overlord è visivamente affascinante, ricco e sontuoso, forte di una direzione artistica che risplende e riempie gli occhi, con la magia e il fantasy come piatti principali di una portata perfettamente risuscita e per nulla scricchiolante.

Unicorn Overlord Xbox Series

Tutto questo, unito alle composizioni musicali, all’ambientazione, al contesto, al game design e a un approccio inedito alle battaglie, eleva Unicorn Overlord a metro di paragone per il genere, rendendolo un videogioco al pari dei già citati titoli pubblicati nel Paese del Sole levante, fondamentali e assolutamente imponenti. È nata una stella, direbbe qualcuno. È nato, però, un unicorno: è forte, è coraggioso, è Vanillaware allo stato puro.

Nicholas Mercurio

Cosa succede se unite letteratura, tanta curiosità e un mix letale di videogiochi indipendenti e di produzioni complesse? Otterrete Nicholas, un giovane virgulto che scrive tanto e vuole scrivere di più. Chiamato "Puji" ben prima di nascere, dovete dargli una penna per tenerlo calmo. O al massimo un pad.

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