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Wizardry – Proving Grounds of the Mad Overlord

Wizardry – Proving Grounds of the Mad Overlord – Recensione

La recensione di Wizardry – Proving Grounds of the Mad Overlord, remake in 3D del primo, leggendario capitolo della serie

Ormai penso di vivere nel passato, di essere completamente travolto dal “Fu” che tanto piace a coloro che non possono fare a meno di contare i pixel e di sperare che ognuno di essi abbia ben altro oltre il velo del ricordo. Ammetto che nel 1981 io neanche ero nato: stavo galleggiando nella nullità, in un etere composto di meraviglie e di menzogne. Non sapevo che sarei nato. Non volevo nascere. Poi è accaduto e sono finito nel settore dei videogiochi. Ho conosciuto DOOM, ho fatto sesso con Quake e ora mi sono concesso a Wizardry – Proving Grounds of the Mad Overlord. La mia anima è perduta.

La mia intera esistenza è basata su menzogne. Ho vissuto storie di ogni genere, entrando in contatto con personaggi diversi. A maggio ho pure indossato i panni di una suora, Indika, con cui ho stretto amicizia (se ve la siete persa, ecco la recensione di Indika). Ci siamo voluti subito bene perché, mentre lei parlava con il Diavolo, io sussurravo cose strane al santino di John Romero, posto accanto a un dizionario Treccani che tante persone dovrebbero utilizzare per capire cosa hanno davanti. Tipo l’italiano, soprattutto l’italiano. Ma non è questa la storia di oggi, dato che, quando si tratta di fantasy e avventure di questo tenore, ci finisco dentro come fosse una questione di vita e di morte.

C’era una volta…

È capitato anche con Wizardry – Proving Grounds of the Mad Overlord, giochillo che, lo ammetto, mi sono spolpato da cima a fondo scoprendo intimamente che tempo fa c’era gente impazzita per opere di questo tenore. Ci sono finito in mezzo, Andrea mi ha assecondato e, purtroppo, è andata che, oltre a essermi preso parolacce da nemici di qualunque genere, le botte sono arrivate copiose, e come al solito all’indirizzo di casa di Freaking News.

“Pronto? Ciao: sì, sono io. Come, devo farmi malmenare di nuovo? D’accordo, fate pure; tanto sto qui”

Ed è esattamente accaduto ciò che vi sto raccontando. Il resto è storia. Intanto, si sta parlando di un remake. Se proprio devo essere sincero, così da fagocitare il gatekeeping che tanto aleggia in questo bel settore, non ho mai giocato all’originale. Non ero nato. Non ero previsto. Non mi sono interessato a questo videogioco finché non l’ho trovato su Steam e c’era occasione di recensirlo.

Dunque, eccoci qua: al via le parole al vetriolo, il nonnismo e cose del genere. Voglio vivere questo brivido con la consapevolezza di essere sbeffeggiato. Che magari, se va bene, accade addirittura che non so qual è la differenza fra un videogioco di ruolo e un’avventura.

Wizardry – Proving Grounds of the Mad Overlord Recensione

Quando poi, se si parla di avventura, essa è indirettamente intrinseca a un qualunque genere di esperienza. Dettagli, comunque. Dettagli che non mi sento minimamente interessato a portare fuori da queste pagine, che non ho molta voglia di parlare degli affari miei, o si finisce per dare fuoco a qualcosa.

A proposito di fuoco e sangue, infatti, recentemente si è parlato bene pure di House of the Dragon, da queste parti. Tuttavia, cosa c’entra TUTTO questo? Nulla. È fantasy. Nel fantasy tutto è concesso, come ci hanno insegnato gli showrunner di Game of Thrones, mortacci loro. Ma pure questa è un altro racconto, ma un racconto, citando Bastianich, di orore – errore grammaticale voluto; leggetelo come lo chef statunitense.

Wizardry – Proving Grounds of the Mad Overlord Steam

Comunque, Wizardry (lo chiamerò così, da ora in avanti, o rischio che si faccia notte), è un dannato incubo che arriva sulla Terra con l’obiettivo di far dissanguare il giocatore, portandolo a ragionare costantemente su come muoversi. Il tutto ricreando un’ambientazione fantastica caratteristica ed esaltante.

No, fermi, non c’entra nulla Darkest Dungeon

Ammetto che, in un primo momento ho pensato di avere davanti Darkest Dungeon con un’impostazione di gioco vetusta. Invece, mi sono trovato innanzi un’opera completamente diversa, tutto sommato molto similare alle produzioni di questo tenore che ora hanno definito un genere. Wizardry, tuttavia, lo ha creato da sé, dal nulla, esibendo quella caratterizzante cartolina di bellezza che tanto piace a coloro che nel fantasy si perdono da sempre. Il titolo, riportato in vita da Digital Eclipse, è quanto di più vicino ci sia di profondo e ben impostato nel panorama.

Guardando alcuni video del passato, lo studio di sviluppo ha messo mano su qualunque cosa, optando per delle scelte tridimensionali brillanti e vivaci, con l’obiettivo di coinvolgere maggiormente il giocatore. Del racconto, dunque, si sa molto poco. Tutto è ambientato in un villaggio, in un emporio, in un tempio e, soprattutto, in un intricato e complesso labirinto, lo stesso che farebbe perdere chiunque, pure chi ha una bussola che non punta a nord.

Wizardry – Proving Grounds of the Mad Overlord 1

Insomma, per capire dove andare ho tirato a indovinare. Spesso ho incontrato tesori stupendi, altre volte nemici letali, e in altrettante occasioni personaggioni che hanno saputo tradirmi. Se non altro, ecco, le origini del genere rogue arrivano da qui, da esperienze brutali che si mutano in storie imprevedibili fatte di sangue e desolazione. È un videogioco che, stando alle parole degli sviluppatori, è da affrontare con pazienza. Io ne ho portata per circa trent’ore, sperimentando il dolore vero.

Vendetta vera su Wizardry

Wizardry – Proving Grounds of the Mad Overlord è un gioco di ruolo con meccaniche roguelike in prima persona. Si esplora tanto, si combatte molto e si rischia di morire se non si prestano le dovute accortezze. Inaspettatamente, anche a causa di tattiche sbagliate, sono passato a miglior vita senza passare dal via.

È finita che stavo brancolando nel buio mentre scoprivo quanto fosse letale rischiare il collo contro goblin e creature di vario genere in scontri a turni intuitivi e appaganti, trasposti in modo davvero particolareggiato e fluido, mantenendo l’esperienza fresca e piacevole, sia con il pad che con la tastiera.

Le esplorazioni del labirinto, in certe occasioni, potrebbero non condurre da nessuna parte. È bene infatti guardarsi attorno con attenzione, prendendo talvolta delle contromisure per impedire che accadano situazioni fuori dalla portata di coloro che non sanno come muoversi.

Nel caso dell’opera in questione, tutto quanto è basato su skill e abilità sbloccabili quando si sale di livello. In tal senso, è bene spesso fermarsi alla locanda per rifocillarsi o andando dal mercante per acquistare nuove attrezzature. L’intero game design è basato su una progressione tipica del genere, che consente di approcciarsi con i combattimenti in modo fresco.

È bello vedere come il team abbia ammodernato l’intero impatto visivo delle battaglie, con lo scopo di rendere ancora più piacevoli gli scontri. Ognuno di esso si differenzia e va affrontato con intelligenza: il rischio di cadere trappola della fretta, infatti, è reale. È bene non averne.

E lo si comprende sin dall’inizio, quando tutto diviene fondamentale e bisogna seguire un determinato approccio, soprattutto nella formazione del party prima di qualsiasi combattimento o spedizione all’interno del labirinto. Wizardry – Proving Grounds of the Mad Overlord, in parole povere, è un videogioco incredibile, forgiato con gli stilemi del passato ma con uno sguardo fisso sul presente. È da avere a priori.

Nicholas Mercurio

Cosa succede se unite letteratura, tanta curiosità e un mix letale di videogiochi indipendenti e di produzioni complesse? Otterrete Nicholas, un giovane virgulto che scrive tanto e vuole scrivere di più. Chiamato "Puji" ben prima di nascere, dovete dargli una penna per tenerlo calmo. O al massimo un pad.

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