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WWE 2K23 Recensione: due amici e un Elimination Chamber

WWE 2K23 è un concentrato di ricordi che tornano dopo anni e anni di letargo: la recensione del wrestling secondo 2K Games

WWF Smackdown! Just Bring It fu letteralmente un fulmine a ciel sereno nelle mie giornate dopo scuola. Un disco demo trovato in una rivista – penso che molti di quelli che leggeranno questa recensione di WWE 2K23 si stiano ritrovando in queste mie parole – che decisi casualmente di provare insieme ad alcuni amici venuti a trovarmi a casa per passare le classiche tre ore pomeridiane a far finta di studiare.

Impossibile dimenticare le risate, i salti e le urla indemoniate che accompagnavano ogni match singolo e tag team (forse c’era anche il TLC ma non ne sono sicuro), le due uniche modalità di gioco disponibili nella demo. La meraviglia al primo schizzo di sangue che esplose dalla testa del povero Triple H dopo aver subito l’ennesima violenta sediata mentre, tra una partita e un’altra, infrangevamo tra di noi la sacra legge del wresting, “Don’t Try This at Home” con qualche cuscino preso dal divano.

Il periodo Smackdown! Here Comes The Pain

Da quel giorno, i videogiochi dedicati al wrestling diventarono un must buy ogni anno. Il primo nome che mi viene in mente, come è ovvio che sia, è Smackdown! Here Comes The Pain, probabilmente il titolo più famoso tra gli appassionati di questo sport nati come me negli anni Novanta. Mi ricordo ancora di un torneo organizzato da un mio compagno di classe in occasione del suo compleanno con tanto di tabellone costruito ad hoc per arrivare in finale, mettendo sul suo lato tutti i ragazzi più scarsi.

Il periodo successivo invece, quello di Smackdown Vs Raw, bruciò veloce come Kurt Cobain. Diciamo che, già dopo due-tre anni da quel magico inizio, l’effetto meraviglia iniziava a poco a poco a svanire per diversi motivi. Stavo crescendo e intanto diventavo sempre più consapevole del fatto che il wrestling fosse pura finzione (per quanto non volessi ammetterlo); i miei amici iniziarono progressivamente ad abbandonare il medium per seguire quelle cose che si facevano a quell’età tipo che ne so, uscire per un caffè con la ragazza che ti piaceva.

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In ultimo, ma non per importanza, il ricambio generazionale: atleti a cui non riuscii in alcun modo a legarmi, ingabbiato in quello stupido effetto nostalgia che mi faceva spesso dire “eh di Eddie Guerrero ce ne sarà sempre e solo uno”. Insomma, per una ragione o per un’altra, alla fine non ci fu più occasione per giocare tutti insieme.

Il ritorno nella gabbia con WWE 2K23

L’ultimo gioco che ho avuto modo di provare dedicato al mondo del Wrestling è stato WWE 2K16, quello con Stone Cold Steve Austin in copertina, dopodiché, il vuoto. Immaginate quindi l’hype misto a curiosità nel momento in cui avvio una nuova partita a WWE 2K23, pronto a riprendere in mano Eddie Guerrero oppure John Cena a cui 2K ha dedicato la sgargiante copertina di questa edizione.

E mentre il tutorial di Xavier Woods mi confonde tra prese, colpi rapidi e caricati da concatenare fra loro per dare il via a spettacolari combo spacca schiena, schivate e attacchi da bloccare, si crea una rottura netta fra il gameplay molto più basilare dei vecchi titoli WWE e quelli attuali (per quanto non parliamo di un tutorial difficile da superare ma le nozioni da memorizzare sono numerose e potrebbero inizialmente spaesare un neofita). Subito dopo, vengo catapultato sul ring a sfidare proprio John Cena nel primo grande match di WWE 2K23 in cui, tra nasi rotti e gambe zoppicanti, porto a casa una bella win.

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Ciò che però mi ha impressionato di più della partita è stato notare quanto fossi coinvolto emotivamente: commentavo l’incontro in tempo reale; mi stupivo dinanzi all’ennesima alzata di spalla del mio avversario a terra e imprecavo contro l’arbitro perché aveva iniziato a contare troppo tardi. Tutte reazioni che non provavo più da almeno una decina di anni.

Lo spettacolo dell’ Elimination Chamber

Il caso ha voluto che lunedì scorso il buon socio di Freaking News, Matteo Regoli, si presentasse a casa mia per un’importante giornata cinefila. Quella stessa sera, infatti, avevamo l’anteprima di Dungeons & Dragons – L’onore dei ladri (se ve la siete persa, ecco la nostra recensione di Dungeons & Dragons – L’onore dei ladri) e dunque quale migliore occasione per spararsi in compagnia qualche partita a WWE 2K23 prima di mettersi in moto. Eccoci allora impersonare i migliori lottatori di sempre: Shawn Michaels, The Rock, Edge con l’immensa Metalingus degli Alter Bridge come canzone d’ingresso, Batista e Goldberg.

Iniziamo con un paio di tag team match a cui fa seguito un rocambolesco Triple Threat dove riesco a strappare una vittoria per il rotto della cuffia. Per concludere, ci spariamo una pazza Royal Rumble in cui lottiamo con le unghie e con i denti in un’orgia di sudore e muscoli ipertrofici, resistendo fino al momento clou dell’evento, mancando però quel colpo di reni finale necessario a far cadere dalla terza corda gli ultimi quattro avversari rimasti con noi sul ring. Le stesse urla e risate della demo di WWF Smackdown! Just Bring It, gesti di stizza agitando il joystick e lunga vita al nuovo gioco di wrestling di 2K Games.

Film alle 20.30 che si conclude alle 22.30. Panino rapido al McDonald’s e poi via a casa. Una volta rientrati, dopo il bicchiere d’acqua rifocillante post Crispy McBacon, ci scambiamo uno sguardo d’intesa consapevoli che entrambi stavamo pensando la stessa cosa: “ultimo match prima di andare a dormire?”.

Da quel momento in poi abbiamo avviato non so quante Elimination Chamber, sfiancanti dal punto di vista mentale, adrenaliniche ma al tempo stesso confuse – siamo stati schienati un paio di volte nello stesso momento e non sapevamo a chi l’arbitro stesse rivolgendo il conteggio fino a tre – eppure non esiste rosicata o sconfitta nel cuore di chi sa di aver appena passato due fantastiche ore a cazzeggiare senza pensieri.

Si è fatta l’una di notte. Come? Non si sa. Anzi, un motivo forse c’è, l’ho capito il giorno dopo riordinando i pensieri per la recensione. Sono abbastanza sicuro che con WWE 2K23 il tempo si sia fermato in uno di quei rari casi in cui il videogioco mette in stand-by il conteggio delle ore, permettendo addirittura alle lancette di ruotare in senso antiorario per riavvolgere il tempo e catapultarti di nuovo in quei ricordi mai davvero scomparsi come il grande Viva La Raza.

10/10

Andrea Baiocco

Amo la birra, il basket e i videogiochi. Sogno un'Ipa al pub con Kratos e una scampagnata con Nathan Drake. Scrivo su Lascimmiapensa e su Everyeye mentre provo a parlare su Freaking News.

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