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WWE 2K24 Recensione

WWE 2K24 Recensione: a un passo dal main event di Wrestlemania

2K e Visual Concepts con WWE 2K24 ci consegnano un grande gioco di Wrestling, ma manca ancora qualcosa per renderlo un campione indiscusso

Sono ormai un ricordo gli anni in cui i fan di wrestling e videogiochi dovevano accontentarsi di produzioni poco coraggiose se non del tutto mediocri, mere ombre della gloria raggiunta dai migliori WWE SmackDown delle prime PlayStation. Con WWE 2K20 si era toccato il fondo, attraverso un prodotto inqualificabile e praticamente ingiocabile a causa dei suoi gravissimi problemi tecnici. Una situazione talmente disastrosa da costringere 2K Games a una pausa forzata per il brand, cancellando l’uscita dell’edizione successiva.

Il tempo extra ha però permesso alla compagnia di riorganizzarsi e fare tesoro di tutti gli errori commessi in passato, dando così nuova linfa vitale: pur con qualche incertezza, WWE 2K22 si è dimostrato l’inizio per il nuovo corso del brand, consolidatosi ulteriormente con un WWE 2K23 ancora più ricco rispetto al predecessore (se ve la siete persa, ecco la recensione di WWE 2K23). Altro anno, altra iterazione: WWE 2K24 diventa realtà a marzo, un mese prima della storica quarantesima edizione di WrestleMania, dal 1985 l’evento più importante della storia del Wrestling. Sarà riuscito il nuovo episodio a spingersi verso nuove vette?

It’s time to play the game, once more

Con gli ultimi due giochi 2K e lo sviluppatore Visual Concepts hanno messo a punto una formula che dimostra di funzionare bene ancora oggi, un mix di simulazione sportiva e giocabilità arcade in stile Picchiaduro che garantisce combattimenti coinvolgenti tra combo, proiezioni e tutte le tipiche, spettacolari mosse finali di ciascun lottatore. Ancora una volta l’azione può comprendere fino a 8 wrestler contemporaneamente sul ring, oltre alla presenza di una quantità davvero notevole di stipulazioni per i match che si giochi uno contro uno, in Tag Team o in risse tra partecipanti multipli.

Oltre a riproporre l’offerta dell’anno scorso, WWE 2K24 aggiunge anche nuove tipologie di match riprese dai più vecchi giochi WWE: riecco dunque il Casket Match dove vince chi riesce a chiudere l’avversario dentro una bara, oppure lo Special Guest Referee che ci permette di vestire i panni dell’arbitro e rendere così ancora più caotici a piacimenti gli incontri. Ne volete ancora? Ecco l’Ambulance Match dove vince chi blocca l’avversario all’interno di un’ambulanza, mentre il Gauntlet Match rende ancora più intense le partite con le sue regole ad eliminazione.

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Per il resto non manca nulla o quasi: Extreme Rules, Steel Cage, Hell in a Cell, Elimination Chamber, Ladder, TLC, Submission fino ad arrivare al mitico Royal Rumble Match sono lì ad intrattenere i giocatori assieme a tutti i match più tradizionali, il tutto senza dimenticare un Backstage Brawl ora perfezionato con il supporto fino a 4 wrestler ed una maggiore interattività ambientale.

Spazio anche a qualche minigioco aggiuntivo durante i combattimenti, con ad esempio la possibilità di scambiarsi una serie di pugni a vicenda con precisione millimetrica in modo così da non lasciar spazio all’avversario. Per il resto, siamo davanti a un prodotto molto familiare, che garantisce tanta libertà d’azione e movimento ma provando ad essere quanto più realistico possibile tra un sistema di danni credibile e una stamina che si affievolisce un poco alla volta affaticando sempre di più i lottatori, con il rischio di vederli agire sempre più lentamente a seconda delle forze a disposizione.

WWE 2K24: il solito WWE

Il punto però è questo: alla fine siamo sempre davanti allo stesso videogioco WWE che abbiamo già imparato a conoscere – e ad apprezzare – negli ultimi due anni. Si prova ad aggiungere qualche nuovo contenuto e si pone maggiore cura nei dettagli, ad esempio la resa del sangue è ora più realistica che mai e fa piacere notare le pitture facciali di determinati wrestler sciogliersi con il proseguo del match, ma sostanzialmente non c’è un rinnovo sostanziale nel gameplay vero e proprio.

Ciò significa che persistono ancora le problematiche di IA avversaria già viste nel recente passato, con reazioni grossolane e talvolta confuse nei match con più wrestler coinvolti. Ma significa anche che il sistema di gioco ha raggiunto un livello tale da funzionare egregiamente senza più il bisogno di chissà quali stravolgimenti. Ciò che gli sviluppatori provano a migliorare sempre di più è il feeling che i videogiochi WWE trasmettono, con una replica sempre più fedele e credibile di quanto ogni settimana la World Wrestling Entertainment mette in scena con i suoi Raw, SmackDown, NXT ed Premium Live Events.

In questo, ormai, con WWE 2K24 si è raggiunto un livello di assoluta qualità che non può che soddisfare i fan, forte anche di un roster sempre più mastodontico (seppur leggermente gonfiato da multiple skin alternative per determinate star come John Cena o il compianto Bray Wyatt): oltre 200 personaggi giocabili già presenti nel gioco base tra star, comprimari e leggende, senza contare i DLC volti a rendere ancora più ampia una rosa già incredibile di suo. Il gameplay in verità potrebbe essere migliorato ulteriormente, non solo in ottica IA ma anche nella risposta dei comandi e nei movimenti sul ring, sebbene anche in tal senso si notano piccoli ma graditi perfezionamenti (le Irishi Whip sono più facili da angolare e le contromosse più reattive, ad esempio).

Anche a livello tecnico si nota qualche miglioria ulteriore: i modelli poligonali delle Superstar WWE hanno raggiunto nuove vette di fedeltà con la realtà che lasciano davvero senza fiato, e al netto di qualche bug tutto funziona egregiamente su schermo facendosi dunque apprezzare in termini puramente grafici. La telecronaca si è fatta ancora più discorsiva e come sempre si apprezza la scelta in termini di colonna sonora effettuata, che ci tiene compagnia mentre navighiamo tra i menù di gioco. È chiaro a questo punto che la differenza la fanno i contenuti più che la giocabilità in senso stretto, ottima ancora una volta.

Quarant’anni di Wrestlemania

Le modalità disponibili sono ancora una volta tantissime, sebbene non ci siano novità: quanto offerto da WWE 2K24 viene infatti ripreso dalle ultime iterazioni della serie con i consueti aggiornamenti volti a perfezionarle. Quest’anno c’era particolare interesse nel consueto Showcase Mode, stavolta tutto dedicato alla storia di WrestleMania e con una selezione di match iconici ripresi da varie edizioni dell’evento.

Ciò comporta dunque uno Showcase molto più ricco di match rispetto a quelli incentrati su Rey Mysterio e John Cena visti nei due capitoli precedenti, eppure anche stavolta si ha una strana sensazione di occasione in parte mancata: troppi pochi i match previsti a fronte di 39 edizioni svolte fino a quel momento (WrestleMania XL è andata in onda un mese dopo l’uscita del gioco), così come troppe le mancanze evidenti di match che hanno fatto la storia di questo show.

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Certo, alcuni incontri iconici non potevano essere inseriti per questioni di licenze, come tutti quelli di Ric Flair, Edge o Chris Jericho in quanto attualmente parte della federazione rivale AEW, tuttavia si resta davvero perplessi di fronte alla mancanza di match fondamentali della storia WWE come le consacrazioni di John Cena e Batista a WrestleMania 21, l’End of an Era di WrestleMania XXVIII tra Triple H e Undertaker, o ancora The Rock contro John Cena sempre dalla ventottesima edizione o dal successivo rematch di WrestleMania 29. E questi sono soltanto alcuni esempi.

Il problema è che così si è creata una modalità posta come tributo alla storia di WrestleMania che però omette numerose edizioni: addirittura da WrestleMania 25 si fa un salto direttamente alla trentesima, saltando completamente le quattro nel mezzo. Ecco dunque che soli 21 match davanti a 40 anni di storia e centinaia di incontri rimane fin troppo poco, specie facendo un confronto con quanto fatto dalla stessa 2K ben dieci anni fa con WWE 2K14: lo Showcase di allora era un omaggio ai primi 30 anni di WrestleMania ed ogni singola edizione svolta fino a quel momento era stata trattata nel gioco anche solo attraverso un match.

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Nessuno pretendeva per forza una situazione analoga, ma forse almeno a una trentina di incontri si poteva arrivare. Per il resto lo Showcase continua a funzionare sempre alla stessa maniera, con obiettivi da completare per sbloccare nuovi contenuti e un’alternanza di gameplay e sequenze riprese dagli show originali (talvolta anche con troppe sequenze lunghe che prendono il sopravvento sulla partita). È una formula collaudata da anni ma che forse arrivati a questo punto avrebbe bisogno di una svecchiata con qualche nuova idea.

My time is now

Di certo le alternative allo Showcase di WWE 2K24 non mancano, a partire da una rinnovata modalità MyRISE che offre stavolta due storie ben distinte: Undisputed, incentrata su un wrestler maschile, e Unleashed, basato su una figura femminile. La rinnovata MyRISE si apprezza per il modo in cui gestisce le nuove storyline pensate per quest’occasione e sanno anche regalare qualche sorpresa non indifferente, nel frattempo che si sviluppano un poco alla volta i propri personaggi non solo come wrestler ma anche come personalità e si affrontano le conseguenze di ogni nostra scelta e di ogni match vinto o perso. Si nota come 2K riponga sempre una certa dedizione in questa modalità che si conferma un valore aggiunto alla produzione intera dopo i già pregevoli risultati visti in WWE 2K23.

Anche la modalità manageriale MyGM, pur senza presentare grossi stravolgimenti rispetto al passato, appare ora più ricca e curata. Come al solito, saremo a capo del nostro show con l’obiettivo di renderlo sempre più grande e popolare tra il pubblico a seconda dei programmi che mettiamo in piedi e le match card che componiamo con le risorse umane ed economiche a disposizione mentre si affrontano la competizione con gli altri general manager rivali e gli imprevisti tipici di chi deve gestire uno spettacolo internazionale. Adesso è possibile effettuare scambi di lottatori con gli altri GM, ci sono più tipologie di match che si possono programmare e ci sono molte più storie da preparare e titoli da mettere in palio. MyGM appare dunque sensibilmente più sofisticata rispetto a quanto visto nel gioco precedente e, di questo passo, diverrà sempre più completa nelle future iterazioni.

Chi invece è rimasto abbastanza immobile è la Universe Mode: l’opzione sandbox che ci permette di dare letteralmente vita alla WWE dei nostri sogni con una gestione totalmente libera di calendari, show, rivalità, roster ed eventi continua sempre ad essere giocabilissima nonostante si presenti fin troppo simile a quanto visto in passato e senza nessuna novità concreta. Continuano a non esserci i promo al microfono visti nei giochi più lontani nel passato e le poche novità (sostanzialmente qualche nuovo filmato e maggiori opzioni per le rivalità) non bastano per considerare l’Universe effettivamente rinnovato. Resta comunque la modalità per eccellenza per chi vuole creare e gestire la propria WWE senza limitazioni, pertanto i fan più accaniti ci passeranno comunque sopra decine e decine di ore.

Chiudiamo infine con MyFaction, sempre basata sulla raccolta di carte collezionabili digitali incentrate sulle Superstar della WWE e su una lunga serie di “torri” ed incontri speciali con regole sempre diverse. Al netto di un miglioramento delle funzioni multiplayer, però, anche MyFaction non dimostra novità sostanziali a questo giro presentandosi fortemente simile a quanto già visto in WWE 2K23. Il grinding estremo richiesto per accumulare i punti necessari a sbloccare le carte/wrestler migliori, inoltre, potrebbe far storcere il naso a più di un utente, costretto a dover accumulare risorse in quantità talvolta anche spropositata per ottenere una singola carta rappresentante un wrestler di punta.

A proposito di grinding, anche gli elementi sbloccabili dallo store in-game come lottatori, arene e cinture aggiuntive appaiono ora più difficili da ottenere: i punti che vengono assegnati al termine di ogni match sono divenuti più contenuti ed accumulare tutto il necessario per sbloccare ogni elemento nascosto richiede adesso molto più tempo ed impegno. Trattandosi di elementi in-game, forse si poteva trovare qualche compromesso per agevolare lo sblocco di tali contenuti (che ovviamente non è fare ricorso alle microtransazioni).

Creation Suite che passione

Che dire, i giochi WWE da sempre offrono editor clamorosi in termini di contenuti e possibilità, e WWE 2K24 non fa certo eccezione. Con la Creation Suite si può ancora una volta creare letteralmente qualunque cosa ci venga in mente per il wrestling dei nostri sogni: l’editor dei wrestler è come sempre ricchissimo di opzioni ed altamente malleabile permettendoci di dare vita ad ogni figura possibile, dai lottatori mancanti realmente esistenti fino a personaggi di totale fantasia e persino noi stesso con un po’ d’impegno e dedizione, mentre la personalizzazione di show ed arene si presenta ancora una volta impressionante pur senza offrire nuovi elementi pensati appositamente per questo nuovo gioco.

Ma come da tradizione è possibile creare un po’ di tutto, da cinture inedite e valigette personalizzate del Money In The Bank arrivando infine alle entrate e vittorie dei nostri wrestler immaginari. Tuttavia, se volete passare subito all’azione senza passare troppo tempo nella Suite, le Creazioni Community online sono sempre lì a portata di mano con la possibilità di scaricare lottatori, arene, show, immagini e quant’altro ancora attraverso un semplice, comodissimo click. Le Creazioni Community restano uno dei fiori all’occhio della produzione 2K, che per il resto intrattiene i giocatori con le immancabili partite online contro avversari provenienti da tutto il mondo.

Finish the story

Con WWE 2K24 i ragazzi di 2K e Visual Concepts proseguono nel percorso di rinascita che ormai da un paio d’anni sta accompagnando il brand dopo passate iterazioni in chiaroscuro. Il nuovo episodio della serie non compie in realtà nessun rinnovo davvero concreto rispetto a quanto visto nel precedente WWE 2K23, ma rende il tutto ancora più fedele agli spettacoli della World Wrestling Entertainment con una maggior cura nei dettagli ed un gameplay che mantiene un egregio equilibrio tra arcade e simulazione continuando a rivelarsi godibile.

Si apprezza inoltre l’aggiunta di nuove tipologie di match, mentre la modalità MyRise offre nuove storyline interessanti che la rendono godibile anche quest’anno. A condire il tutto i consueti mastodontici contenuti tra un roster davvero enorme, una Creation Suite dalle possibilità sempre infinite e tantissime modalità e opzioni di gioco con cui intrattenersi. Eppure, c’è la sensazione che a WWE 2K24 manchi ancora qualcosa per poter essere considerato davvero degno del main event.

Gli sviluppatori puntano a rifinire alcuni dettagli di contorno ma persiste ancora qualche incertezza ludica tra IA avversaria non sempre convincente e alcune lievi sbavature nel sistema di controllo. Universe e MyFaction si presentano quasi invariati rispetto al passato e nemmeno lo Showcase interamente dedicato alla storia di WrestleMania riesce a convincere fino in fondo a causa di tanti match storici mancanti e troppe edizioni interamente omesse.

2K continua a mettersi d’impegno e per il terzo anno di fila con WWE 2K24 consegna agli appassionati di wrestling un prodotto degno di essere vissuto in ogni sfumatura. Ma proprio come le vicende di Cody Rhodes che hanno intrattenuto i fan negli ultimi due anni, la storia di WWE 2K deve ancora concludersi al meglio e finirà quando ci ritroveremo tra le mani un nuovo capitolo davvero degno di essere considerato una vera eccellenza. La strada intrapresa è quella giusta: è tempo di vincere il WWE Championship nel Main Event di WrestleMania.

Francesco Muccino

Tocca il suo primo videogioco, Super Mario Land, quando ancora non ha compiuto 3 anni. Da allora entra in un vortice dal quale probabilmente non ne uscirà mai più. Appassionato di ogni genere e irriducibile alfiere del formato fisico, vanta una collezione di oltre 2700 giochi.

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